strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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I guardiani del canone

Avete mai l’impressione che manchi qualcosa? Come quando c’è una parola che proprio non vi viene, ce l’avete sulla punta della lingua ma no, niente, e vi viene il dubbio che siano i primi sintomi dell’Alzheimer? Per me è statocosì nelle ultime settimane, dopo aver letto alcune interessanti discussioni su scrittura, pubblicazione, marketing, e alcune ipotesi abbastanza discutibili sul rapporto tra qualità della scrittura, narrativa di genere e intento autorale. C’era qualcoisa che mancava, in tutta la discussione, ma cosa?
L’illuminazione è venuta nelle prime ore di questo 15 Febbraio 2019, e così ho pensato di mettere giù io qualche idea. Non posso garantire che questo sarà un post coerente – il discorso è piuttostocomplicato.
Posso garantirvi però che sarà lungo. Consideratevi avvisati.

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Sistema Binario

Quando un malfunzionamento causa la distruzione della New Amsterdam, un vascello di terraformazione, all’ingresso del wormhole che la dovrebbe portare al sistema Cygnus, solo uno degli scienziati di bordo, la canadese Cordelia Kemp, sopravvive quasi per caso in una capsula di salvataggio. Sparata oltre i confini dello spazio esplorato, Delia atterra su un pianeta in orbita attorno a una stella doppia, sul quale nove anni terrestri di inverno glaciale si alternano a un solo anno di estate cocente. Per Delia il nome del gioco ora è sopravvivere, ammesso che abbia un senso…

L’inglese Eric Brown, classe 1960, è un eccellente mediano della fantascienza, che ha per antenati letterari autori come Poul Anderson o Harry Harrison. Scrive space opera con un occhio alle idee classiche del genere – pianeti alieni, strane civiltà, avventure e meraviglie – e un occhio a tematiche più moderne – l’ambiente, l’evoluzione, l’esplorazione scientifica. Il fatto che riesca a confezionare romanzi che si leggono in un amen senza tradire le due anime del genere è di per sé un fatto degno di nota. Il fatto che lo faccia mantenendo una scrittura elegante e riuscendo a tratteggiare dei personaggi credibili e dei mondi nei quali il lettore si trova immerso fin da pagina uno è ciò che lo rende qualcosa di più dell’escapismo che spesso viene associato al suo genere di elezione.

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Il Kickstarter di Dreamforge

Faccio un po’ di pubblicità a un progetto che mi sta a cuore – la rivista Dreamforge è sulla rampa di lancio e sta raccogliendo fondi mediante un Kickstarter per entrare a pieno regime.
Sulla pagina dedicata al Kickstarter trovate tutte le informazioni relative al progetto.

Una nuova rivista di fantascienza e fantasy, che oltretutto si annuncia come orientata soprattutto alla narrativa ottimistica, è una buona, un’ottima notizia: c’è sempre spazio per nuove storie (una cinquantina all’anno per lo meno, a detta degli editor), e c’ sempre spazio per qualcosa che non siano distopie e storie di sociopatici (con tutta la simpatia per le distopie e i sociopatici).

Come si può vedere dalla pagina del Kickstarter, la rivista ha una grafica eccellente, come è eccellente il line-up degli autori coinvolti – a cominciare dall’accoppiata Steven Brust & Skyler White.

A rendere un po’ meno eccellente Dreamforge ci sarà la mia storia Sapiens, che è stata acqiuistata per il secondo numero della rivista. Ma non lasciate che questo vi freni – il Kickstarter è davvero un buon affare, e ci sono un sacco di cose interessanti, fra gli extra.
Buttateci un occhio.


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Riletture

Un post un po’ a casaccio per l’Epifania, in parte legato al book club, in parte per stimolare la discussione, in parte perché parlare di libri è sempre divertente e l’idea che per conoscere una persona bisogna guardare sul suo scaffale dei libri è sempre valida.

Iop parlo spesso di ciò che leggo su queste pagine. Non di tutto ciò che leggo, non di ciò che leggo e non mi piace. E nelle ultime ore sono stato coinvolto in una interessante chiacchierata sul rileggere.

Però ci sono libri che si rileggono, e io ho una mia piccola lista, che non vedo perché non postare qui per il giorno dell’Epifania i libri che ho riletto più spesso, e che conto di rileggere.

E sì, questa è la mia lista, ed è possibile che la vostra lista non sia identica, e questo non significa che siete individui turpi, o che io sia un criminale. Il bello è che là fuyori ci sono un sacco di libri, e noi possiamo leggere e rileggere quello che ci pare.

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Perfetta eguaglianza e libertà

Continua la folle corsa verso il lancio del crowdfunding di Hope & Glory, ed avendo accennato molto en passant agli elementi “ideologici” del setting, è venuto il momento di parlare di James Prinsep, un personaggio che non compare da nessuna parte nei due manuali del gioco, ma il cui peso sullo sviluppo dell’ambientazione è fondamentale.
Sì, certo, H.G. Wells er Emilio Salgari, Jules Verne e S.M. Stirling, Michael Moorcock e Jeffrey Barlough—ci sono un sacco di scrittori che hanno influenzato Hope & Glory.
Ma James Prinsep è un caso a parte, come lo sono i suoi compagni d’avventura.

James Prinsep nacque in Inghilterra nel 1799, settimo figlio di John Prinsep, che era partito alla volta dell’India, venticinquenne spiantato, nel 1771, ed era tornato nel 1787 con un patrimonio di 40.000 sterline e una compartecipazione nella East India Company. Le fortune della famiglia subirono diversi alti e bassi, e nel 1819 il ventenne James, che aveva studiato architettura, fece un rapido corso di chimica e si ritrovò in India, con un posto alla zecca di Calcutta.
Prinsep divenne ben presto uno specialista nelle analisi chimiche dei metalli preziosi, e un suo lavoro a riguardo gli valse un posto nella Royal Society.
Nel tempo libero, si occupò di restauri, dipinse e tracciò mappe e nel 1832, Prinsep divenne segretario della Asiatic Society of Bengal, e editor della rivista Journal of the Asiatic Society (della quale era anche un illustratore).

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Ma è steampunk?

Continuiamo col diario di questo crowdfunding per Hope & Glory, mentre la data del lancio si avvicina inesorabile.
È davvero steampunk, Hope & Glory?
La prima volta che mi sono sentito chiedere in che modo Hope & Glory sarebbe steampunk è stato nel 2016, in una diretta con Lucca, dove si trovavano Gionata dal Farra di GGStudio (alias, l’editore) e Angelo Montanini (alias, l’artista), che aveva creato i bozzetti dei costumi per alcune delle culture presenti nel mondo di gioco.

Ma dove sarebbe l’elemento steam in tutto questo?

Perché è vero, la prima cosa della quale mi pare il caso di parlare, quando parlo di Hope & Glory, è la varietà culturale del setting: c’è il Raj Anglo-Indiano scaturito dalla fusione di cultura vittoriana e cultura indiana; c’è la Cina dei Taiping con la sua polizia psichica ela sua teocrazia pseudo-cristiana; c’è la Russia nella quale la popolazione si sta inesorabilmente separando in Eloi e Morlock; c’è la Federazione Africana che ha buttato i colonialisti fuori a calci e si è trovata un posto fra le Grandi Potenze.
E ci sono i giapponesi della Repubblica di Iezo che combattono contro i kaiju. Perché io valgo.

Ma dove sarebbe l’elemento steam in tutto questo?

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Il 20 di Dicembre

È atato annnciato ufficialmente che il crowdfunding per l’edizione italiana di Hope & Glory, il mio setting steampulp per Savage Worlds, partirà il 20 di Dicembre. Prima di allora ci saranno altri annunci, ci saranno cosa de vadere online a da scaricare, e come promesso altrove, racconterò qui, a puntate, che effetto fa essere parte di un progetto come questo, e vedere il proprio lavoro affrontare unaprova del fuoco come il crowdfunding.

E poiché da qualche parte bisogna cominciare, cominciamo da qui: Hope & Glory risponde a due mie personali esigenze, una molto frivola, ed una molto seria.

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Hope & Glory in Italiano

Poiché le buone notizie arrivano sempre tutte insieme (e per fortuna che arrivano!), ho il piacere di annunciare che sono cominciati i lavori sulla versione in Italiano di Hope & Glory, il mio setting steampulp per Savage Worlds (mi pare di ricordare di avervene accennato, in passato). Due manuali zeppi di cose. E molto di più.

Il progetto sarà lanciato come crowdfunding, e questa è la fase di avvio. Nelle prossime settimane posterò novità, annunci e sorprese, e terrò qui su strategie un piccolo diario di questa avventura – io ho fatto due crowdfunding da indipendente, ma questo è il mio primo vero grosso kickstarter. Immagino che a qualcuno di voi possa interessare che effetto fa.

Per ora: è un sacco di lavoro.
Maggiori notizie a seguire.