strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Paura & Delirio, episodio 17: Matango (1963)

Il classico di Ishiro Honda, Matango, è l’argomento dell’episodio numero 17 di Paura & Delirio, e forse per via di quel numero infausto è stato necessario registrarlo due volte. Il risultato finale sono due ore di chiacchiere su uno dei miei film preferiti di sempre, ragion per cui subirete la mia voce più del solito.

Diretto dal “padre” di Godzilla, e ispirato a un racconto di WilliamHope Hodgson (ma non solo, come discuteremo nel podcast), Matango (anche noto come Matango il Mostro, come L’Attacco degli Uomini Fungo e come Il Fungo del Terrore) è un film incredibilmente sofisticato e stratificato, che anticipa il body horror degli anni ’70 ed è all’origine di molti temi che ritroviamo nella cinematografia giapponese successiva.

Il podcast contiene, naturalmente, S P O I L E R come se non ci fosse domani, ma speriamo che vi faccia venire la voglia di vedere (o rivedere) questo piccolo cult.


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Aspettando Matango

Il prossimo episodio di Paura & Delirio sarà dedicato a Matango, film del 1963 di Ishiro Honda ispirato a una storia di William Hope Hodgson (e non solo – ascoltate il podcast) che venne distribuito in Italia solo nel 1973 col titolo di Matango, il Mostro, e prima di allora era arrivato negli USA come Attack of the Mushroom People – perché i Malvagi Titolisti non erano, evidentemente, un fenomeno esclusicamente italiano.

Matango è certamente uno dei film ai quali sono più legato, e ricordo di aver visto le locandine di Matango, il Mostro fuori dal cinema Agnelli, a Torino, nella tarda estate del 1974 – l’Agnelli era un cinema parrochiale, per quanto d’alto bordo, e Matango era ormai uscito anche dal giro delle seconde visioni.

E proprio delle locandine mi va di chiacchierare in questa sorta di prologo al podcast. Perché la locandina originale la vedete qua sopra.
Ma in Italia le cose erano diverse.

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Paura & Delirio, episodio 16: Underwater (2020)

Girato nel 2017 ma distribuito nel 2020, Underwater è stato l’ultimo film di fantascienza distribuito col marchio 20theCentury Fox, uno dei grandi disastri al botteghino dell’immediato pre-lockdown – un flm costato forse 80 milioni di dollari che non è riuscito a incassarne trenta.
E tuttavia, è anche un film che ha tutte le carte in regola per piacere a un sacco di gente, come abbiamo discusso con Lucia Patrizi nel sedicesimo episodio di Paura & Delirio, facendo come nostra abitudine i soliti S P O I L E R senza vergogna ed allargandoci a parlare di nuove realtà distributive, giochi di ruolo, libri e film, Cthulhu e Dune, e come abbia fatto il ciclo di Twilight a fare tutti i soldi che ha fatto quando nessuno ammette di averlo visto.

Nel corso della trasmissione abbiamo anche dedicato qualche minuto all’eccellente romanzo di fantascienza sottomarina Starfish, di Peter Watts, che potete scaricare gratuitamente qui.

Buon ascolto!


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Paura & Delirio, episodio 14: The Abyss (1989)

Il quinto episodio “estivo” di Paura & Delirio, il quarto su un film votato dai nostri ascoltatori, è dedicato alle quasi tre ore del Director’s Cut di The Abyss, di James Cameron. Uno di quei film nei quali ciò che accadde dietro la cinepresa è quasi più divertente e drammatico di ciò che si vede sullo schermo.

Come sempre, io e Lucia divaghiamo, finendo a chiacchierare di immersioni subacquee e trivellazioni petrolifere, alieni, la fantascienza quella bella, le estinzioni di massa, gli Oscar mancati ai bravi attori, del piacere di prendere a pugni in bocca James Cameron, di Carole Lombard, Bette Davis, di Hitchcock e Tarkovsky. E del Deepsea Challenge. Perché noi valiamo.

Come sempre ci sono un sacco di S P O I L E R.

Buon ascolto, e lasciateci un commento da qualche parte, se ne avete voglia.


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Libri per le vacanze

Si avvicina il mese di Agosto e sarà un Agosto anomalo, con l’ombra lunga del COVID19 a farci compagnia e l’incertezza generalizzata del futuro a turbare i nostri sonni.
Stiamo forse cominciando a capire perché, per i cinesi, “che tu possa vivere in tempi interessanti” era una maledizione. Ma abbiamo anche sempre di più la necessità di staccare e distrarci, e cercare un po’ di bellezza.
Qui su strategie evolutive ci occupiamo di solito di libri, quindi sarà attraverso i libri che cercheremo di distrarci.

O, detto in maniera diversa, mi è stato chiesto di suggerire qualche titolo da mettere in borsa verso la spiaggia, o da leggere sul balcone o in soggiorno se restiamo a casa per sicurezza, risparmio, o altri motivi.
“Libri in italiano, se possibile”.
Certo che è possibile.

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La Società 5.0

In un mondo perfetto, lo abbiamo già detto, io dovrei essere là fuori nelle terre selvagge, a dare la caccia ai dinosauri, o a navigare sugli oceani sconfinati per studiare l’ecologia del plancton, ma poiché questo non è un mondo perfetto (ci torneremo), io sono qui seduto al buio ad ascoltare le voci dei miei amici invisibili (ed anche dei miei nemici invisibili), al fine di scriverci delle storie che, vendute, mi permettano di pagare i conti.

Una parte importante dello scrivere storie – specie il genere di storie che io scrivo o che vorrei scrivere – è mantenersi informati. Le idee non crescono sugli alberi, ma in effetti si trovano ovunque, costano dieci centesimi la dozzina, al limite poi si deve trovare il modo di usarle. Ma le idee grezze? Ovunque.

È vero d’altra parte che la qualità delle idee è molto variabile – e non tutti ci garantiscono un’idea di qualità al mese come lo Story Idea Club di Schenectady (voi gli pagate 25 dollari l’anno, e loro tutti i mesi vi mandano un’ottima idea per una storia).
Quelli di noi troppo tirchi o troppo poveri per pagare lo Story Idea Club, devono cercare altrove.
Per me, un’inesauribile fonte di idee per future storie è la letteratura accademica – specie nei miei ambiti di interesse (ecologia, paleontologia, scienze della terra, oceanografia, sistemi complessi).
Il che ci porta alla Società 5.0.

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Nelle profondità dello spazio, in direzione del Cigno

Uno dei grandi piaceri della lettura è certamente quello di incontrare un nuovo autore, il cui lavoro riesce a sorprenderci e a catturarci. Viviamo in un periodo interessante, e nell’ambito del fantastico e della narrativa d’immaginazione c’è l’imbarazzo della scelta.
Una quantità di ciarpame puerile scritto da cani, mirato a un pubblico che non riesce ad andare oltre il puerile? Certo.
Ma anche cose davvero entusiasmanti. E non da ieri.

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La ricetta e l’ambiente

Un paio di sere or sono ho avuto il piacere di trascorrere una serata col mio vicino di cella Fabrizio Borgio. Abbiamo mangiato un’eccellente (e costosissima!) pizza, ed abbiamo chiacchierato di cose, film, libri, fumetti, progetti passati e futuri. Una di quelle cose che fanno bene al cuore.

Ora, io e Fabrizio non siamo solo conterranei e colleghi- siamo anche praticamente coetanei, ed abbiamo una lunga storia come lettori di fantascienza. Ed essendo stati lettori di fantascienza nello stesso periodo, condividiamo un sacco di letture, ed i nostri gusti si sovrappongono abbastanza bene.

L’altra sera, fra un boccone di pizza e un altro, ci siamo trovati a chiacchierare dei vecchi classiconi coi quali siamo cresciuti – Vance, per dire, o Poul Anderson, o John Brunner – e di come la fantascienza nazionale sembri essersi fermata da qualche parte negli anni ’80, fatta di cyberpunk e di una venerazione abbastanza acritica di Philip Dick, che spesso scivola in una emulazione fallimentare ed imbarazzante.

Fabrizio tra l’altro ha appena pubblicato un suo romanzo di fantascienza – No Gasole – che ha una qualità molto elevata, una bella storia e delle idee interessanti, ma è anche molto molto diverso da ciò che esce mediamente nel nostro paese.
Sarebbe il classico romanzo da presentare come

è fantascienza ma non solo…

… se certi atteggiamenti non ci puzzassero lontano un miglio come sospetti e in bancarotta intellettuale.

Ma com’è, ci siamo domandati, che all’estero – e non solo nei paesi di lingua inglese – la produzione è così vivace, e con punte di qualità tanto elevata, e con una tale varietà e diversità?

Abbiamo provato a darci delle risposte, e poi da lì la discussione ha preso altre pieghe…

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