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… giace in un angolo della casa

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Roald Dahl

Cover of Roald Dahl

Oggi volevo parlarvi di Roald Dahl, ma trovo opportuno aprire questo post con due esempi di sciocchezza conclamata, perché Dahl avrebbe approvato.

Il primo è il discorso, sentito per caso in una di quelle situazioni in cui per passare il tempo si origlia, secondo il quale lo stato in cui versa la letteratura nel nostro paese – e oltre – è dovuto (anche) al fatto che non ci sono lettori qualificati: la maggior parte delle persone che leggono hanno una cultura medio/bassa, e non hanno fatto studi umanistici opportuni.

Il che sarebbe abbastanza ridicolo, ma mi colpisce perché in questi giorni, rimettendo a posto i miei scaffali, ho recuperato un po’ di volumi della Everyman Classics sparsi per casa – la Everyman, gente che da un secolo pubblica classici della letteratura popolare per un pubblico che non ha, probabilmente, una laurea umanistica a certificazione del proprio gusto.
Che scemi, vero?

E gli effetti si vedono – considerate ad esempio la seguente recensione, comparsa su Amazon.it, di un volume Everyman che proprio in questo momento ho sulla mia scrivania…

La professoressa di mia figlia ha dato alcuni titoli dei libri da leggere durante l’estate, senza dare alcuna indicazione, per cui mia figlia non conoscendo l’autore ha preso il primo a caso … ha sbagliato in pieno , il libro è pesante e le storie sono squallide… giace in un angolo della casa e soprattutto sono 800 pagine veramante troppe!

Il volume in questione è Collected Short Stories, di Roald Dahl.

Roald Dahl's story "The Devious Bachelor&...

Roald Dahl’s story “The Devious Bachelor” was illustrated by Frederick Siebel when it was published in Collier’s (September 1953). (Photo credit: Wikipedia)

Un autentico colosso della narrativa breve, rappresentato da una ampia e variegata selezione dei suoi lavori migliori, Collected Stories di Dahl ha quaranta recensioni a cinque stelle su Amazon.com, ed una sola, a due stelle, quella qui sopra, su Amazon.it.
Storie squallide..
Cose prese da More Tales of the Unexpected, Kiss Kiss e Switch Bitch.
Sì, non sono titoli di storie per ragazzine che devono fare esercizio d’inglese.

Cosa è successo?
Semplice – l’insegnante citata nella recensione oltraggiata ha probabilmente indicato Roald Dahl come autore consigliato – pensando a Matilda, a Charlie and the Chocolate Factory, a The Witches o ai molti altri lavori dell’autore inglese diretti a un pubblico giovanile.
RoaldDahlCollectedStoriesMa la ragazzina ha acquistato “il primo a caso” * – un bel volumone rilegato rigido del costo di venti euro (neanche tanto, a dire il vero), zeppo di – tra le altre cose – omicidi, spettri, sesso perverso, truffe, ed aeroplani.
Niente affatto squallide, le storie di Roald Dahl – semplicemente inadatte a un pubblico privo di sofisticazione, al quale si presumeva arrivasse fra le mani la storia di James e della Pesca Gigante.

Che poi, possiamo discutere a lungo del fatto che anche le storie per ragazzi di Dahl abbiano delle correnti di oscurità e grottesco tutt’altro che indifferenti, però non posso frenare le risate sgangherate che mi suscita l’idea di cosa sarebbe successo se la ragazzina della recensione avesse preso, come “primo a caso” My Uncle Oswald.
Che sarebbe la storia di un abile intrallazzone che con l’aiuto di una strana invenzione, di un afrodisiaco sudamericano e di una complice affetta da ninfomania, procede a raccogliere – per poi rivenderlo – lo sperma di alcuni eminenti vittoriani.
Praticamente steampunk, a suo modo.
Sarebbe stato divertente, leggere quella recensione.

Quindi – davvero sarebbe il caso di abilitare i lettori?
Io credo personalmente che certificare i lettori sia altrettanto stupido che cercare di certificare gli autori.
L’incontro fra lettore e autore è una miscela di mercato, seduzione e intesa intellettuale le cui alchimie neanche lo zio Oswald sarebbe riuscito a cartografare.
Pretendere una laurea umanistica quale certificazione del gusto è profondamente stupido – e segnala probabilmente un laureato in materie umanistiche molto convinto (ingiustificatamente) della propria superiorità intellettuale.
Sperare in uno straccio di cultura – come quella magari che ci si costruisce leggendo col cervello i classici popolari – sarebbe tuttavia assolutamente auspicabile.

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* Che poi, quello di andare su Amazon con una lista di autori consigliati e pescare un po’ di titoli a caso non sarebbe neanche male, come gioco… però anche in questi casi, avere il cervello acceso sarebbe auspicabile.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “… giace in un angolo della casa

  1. che poi credo che l’italia sia la nazione a più alta densità di lauree umanistiche al mondo…

  2. Non scopro oggi che c’è chi mi cataloga fra i lettori di cultura medio/bassa in virtù di un mio errore di gioventù: il dottorato in politologia. Ma è sempre bello sentirlo, ogni tanto un ripasso fa bene🙂

  3. Poi sarebbe stato interessante chiedere agli origliati:
    Scusi, ma quanti libri ha lei in casa? Quante ore al giorno passa a leggere?
    Sono quasi sicuro che avrebbero cambiato discorso.

  4. “L’incontro fra lettore e autore è una miscela di mercato, seduzione e intesa intellettuale le cui alchimie neanche lo zio Oswald sarebbe riuscito a cartografare.”

    Hai detto tutto in questo passaggio.
    Io credo che questo paese i lettori siano ben oltre la possibile educazione. Una volta non era così. Non che l’istruzione, in Italia, sia mai stata granché, ma senz’altro qualche decennio fa c’era un minimo di consapevolezza in più.

    Comunque le recensioni su Amazon sono l’orrore.

  5. Raccapriciante. La recensione, intendo. Ma quello che non posso fare a meno di domandarmi è: “800 pagine sono veramente troppe”? Ma la ragazzina dov’era, mentre acquistava il tomo? O glielo hanno contrabbandato come imbottito?

    • Avrà letto “pagine: 880” ed avrà pensato “dai, è impossibile, ci sarà certamente un errore… saranno 180… o magari 88, oppure 80…”
      O forse voleva impressionare l’insegnante leggendo un libro davvero spesso, ed è solo la madre oltraggiata, a non approvare il page-count…

  6. Pingback: Letteratura e pedagogia della scoperta | Undershelf

  7. Stavo rispondendo qui, ma poi mi è montato lo sproloquio e sono partito per una mia divagazione. Se hai voglia di leggere… http://undershelf.wordpress.com/2014/03/07/letteratura-e-pedagogia-della-scoperta/

  8. ho sempre trovato le recensioni da 1/2 stelle molto più utili di quelle a 5 stelle. Da come sono scritte o da quanto e come viene giustificato il voto. Dovrebbero meritare almeno un intero capitolo nella Guida all’Acquisto felice Online!

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