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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

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Niente di Sacro

7 commenti

Immaginiamoci un film…

Un giornalista in cerca dello scoop capace di salvargli la carriera si fa assegnare un servizio sugli ultimi giorni di una giovane donna che, in seguito ad un avvelenamento da sostanze radioattive, ha ormai pochi giorni di vita. Lei gli chiede come ultimo desiderio di visitare New York, lui l’accompagna per documentare le sue ultime ore.

Roba da registi polacchi, vero?
A meno che non sia il 1937 e la produzione sia di David O. Selznick.

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In questo caso, si tratta di un film comico.

Nothing Sacred è una pellicola del 1937 che ha il merito di essere l’unico film in Technicolor interpretato da Carole Lombard – che interpreta la “moribonda” Hazel Flagg e che sostenne in seguito che la pellicola era la sua preferita.
Frederic March interpreta Wallace Cook, il giornalista cinico e pronto a tutto, inviato dal suo editore1 a scrivere un pezzo strappalacrime sulla “tragedia”, e che si redime per i motivi sbagliati2.

“È mai stata a New York?”
“Mia nonna mi ci portò quando avevo tre anni, ma non l’apprezzai affatto.”

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Oltre ad essere l’unica opportunità che ci viene offerta di vedere la Lombard (che è splendida, ma questo lo sapevate già) in Technicolor, è anche un film che riesce a satireggiare con ferocia la passione del pubblico per la tragedia, la rapacità della stampa, e quello che viene definito il circo mediatico.
A New York, la povera Hazel – che prima che il film cominciasse credeva di essere condannata ma ora sa benissimo di non esserlo – viene accolta con la banda e la parata, è oggetto di interviste ed eventi culturali, è “l’idolo della città”, viene usata per fare pubblicità a tutto, dai salumi agli incontri di lotta libera.
Il pubblico la applaude perché sta morendo, e poi osserva dieci secondi di silenzio in sua memoria.

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In un montaggio rapido e crudele, in non più di quindici secondi, Hazel posa (annoiatissima – lei è a New York per divertirsi) come musa per un poeta, che scrive su di lei un’ode macabrissima, che viene pubblicata sul giornale – giornale che vediamo utilizzato per incartare il pesce al mercato il giorno dopo. La società moderna è veloce e ricicla con rapidità  e indifferenza le notizie di ieri.
Imperdibile la “Serata Hazel Flagg” in un night club alla moda, che pubblicizza al contempo “bellezze di tutte le nazionalità”, col pubblico che piange e beve champagne.

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I 74 minuti del film sono un monumento al cinismo ed alla crudeltà, una satira impietosa dei media pronti a tuto per vendere, capaci di manipolare un pubblico desideroso di poter piangere per tre minuti e sentirsi parte della tragedia, ma al sicuro.
E questo, ottant’anni fa.

“Per un po’ di sano divertimento non c’è nulla di meglio di una veglia funebre.”
“Oh, per cortesia, non parliamo di lavoro!”

200_sQuando Hazel alza troppo il gomito nel suddetto locale notturno e collassa, il pubblico va in estasi (anche se il maestro di cerimonie invita i presenti a sedersi perché “the show must go on!”), e i giornali fanno titoli cubitali.
Ah, sì, e poi c’è il coro degli scolari, che canta al ritmo della canzone di John Brown una dettagliata descrizione dell’agonia che Hazel dovrebbe, in teoria, affrontare fra poche ore.

In linea con l’impostazione generale, il film si chiude con la scoperta dell’inganno – ma a questo punto i media, anziché rivelare la verità, preferiscono pagare Hazel e Wally perché scompaiano, imbarcandoli per i mari del sud. La versione ufficiale sarà che la povera ragazza si è suicidata.
Il pubblico andrà in visibilio.

“Dottore, ci dica la verità, non ci risparmi nessun dettaglio.”

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Ci sono due altri aspetti di Nothing Sacred che credo debbano essere sottolineati.
Il primo è che si tratta di uno spettacolo di classe – la pellicola è affilata come un rasoio ma è anche lieve come una meringa. Se è vero che oggi un film di questo genere sarebbe improponibile3, è altrettanto vero che oggi, un film giocato sugli stessi temi sarebbe quasi inevitabilmente volgare e spiacevole.

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Il secondo aspetto interessante è che Nothing Sacred è una screwball comedy, un genere ormai estinto (Peter Bogdanovich tentò di resuscitarlo negli anni ’70, con esiti diseguali). A modo suo si tratta di una istanza molto particolare di fantasy nella quale la realtà viene deformata dalla lente dell’assurdo. Ed è assolutamente notevole – e molto istruttivo – vedere come una storia d’immaginazione, una commedia surreale e frenetica, un film “di cassetta”, possa essere tanto aderente alla realtà, tanto efficace nell’esporne i risvolti più spiacevoli di quella che era, allora, una civiltà della comunicazione che muoveva i primi passi.

CaroleNothing Sacred è anche il primo film ad aver avuto il dubbio privilegio di essere tagliato per il suo primo passaggio televisivo – non per motivi di censura, ma per non “sforare” su un incontro di hockey.
Ha un suo senso perverso.
A causa di un disguido burocratico, il copyright di NOthing Sacred non venne rinnovato, e la pellicola è da tempo di dominio pubblico – e se ne trovano decine di versioni differenti in rete, di solito con una qualità molto scarsa del colore che impedisce di cogliere la quantità di soluzioni tecniche ed effetti speciali utilizzati per accrescere la spettacolarità e abbassare i costi della pellicola.
In effetti, nel 1999 la Disney ha prodotto la propria versione restaurata – solo per poi archiviarla a tempo indeterminato: ad oggi, nesuno fuori dalla House of Mouse ha avuto modo di vederla.
Con un po’ di pazienza si può reperire a prezzi ragionevoli il riversamento della pellicola originale 35 mm. fatta per il mercato tedesco nel 2011.
Strano, vero? O forse no…

Perché vedete, del film venne fatto un remake, nel 1954, con Jerry Lewis nella parte che era stata di Carole Lombard4 e Dean Martin nel ruoo che fu di March. E il film di Jerry Lewis ebbe un successo strepitoso
Nothing Sacred, invece fu un disastro – andando in perdita di 400.000 dollari del 1937: da una parte, i giornali lo boicottarono, non facendogli pubblicità (chissà perché?) e dall’altra, gli spettatori non apprezzarono l’idea di essere rappresentati come una massa di sciacalli abbindolati da astuti imbonitori. Alcuni scrissero ai giornali per protestare – e dai giornali vennero premiati…

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Già, sarebbe stato un film divertentissimo, se avesse avuto un tema diverso.
Dove l’abbiamo già sentita, questa?
Ci sono cose che non cambiano.


  1. che si chiama Oliver Stone… curiosa coincidenza, non trovate? 
  2. il ruolo era stato scritto per Lionel Barrymore, che però venne scartato per i suoi problemi etilici – al suo posto venne preso March, che era ipoteticamente più sobrio, ma tentò di molestare Carole Lombard approfittando di alcune scene. La Lombard non reagì benissimo, e dopo aver risposto alle “attenzioni” del collega colpo su colpo, come sua abitudine giocò un orribile scherzo a March (che le stette alla larga per il resto della sua vita). I lividi comunque erano veri: in questo, i manifesti pubblicitari, che strillavano “See the big fight!” erano sinistramente aderenti alla realtà. 
  3. si apre, oltretutto, con un ricevimento di beneficenza che si rivela una truffa ordita da un lustrascarpe di colore che, con l’appoggio di un giornale, si spaccia per sultano proveniente dal’Oriente misterio. Come dicevamo, improponibile. 
  4. non ci sono parole… 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Niente di Sacro

  1. Ma tu sei una miniera!! Non avevo mai visto né sentito nominare questo film. Sembra divertentissimo, con quell’umorismo cinico che a me piace moltissimo, e che mi rende spiacevole a tanta gente.😄
    Credo che lo adatterò per il teatro. Oltretutto è di pubblico dominio… Certo, magari ridurlo per rispettare le unità aristoteliche sarà un po’ complesso, ma vediamo cosa possiamo inventarci. Se ti va ti tengo aggiornato qui tra i commenti.😀

  2. Fantastico! Grazie, Davide. E se Gherardo ne fa una commedia, me l’ha già venduta. Buon tutto! mf

  3. Un altro film che mi fai conoscere. Grazie😀
    Certo, sembra più una profezia…

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