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Nuovo libro al primo piano

17 commenti

Il nuovo libro del primo piano lo sto centellinando.
Si tratta di The Dead Man’s Brother, un thriller spionistico scritto da Roger Zelazny.
Zelazny tocca centellinarlo, perché finito quel che c’è, non ce ne sarà più – l’autore americano è scomparso nel 1995, e pur avendo lasciato dietro di se un abbondante catalogo, ad ogni nuova lettura si sente chiaramente che la scorta si va esaurendo.

The Dead Man’s Brother è un caso un po’ particolare perché in primo luogo non si tratta di fantascienza o fantasy – i generi d’elezione di Zelazny – ma di un thriller – l’unico esperimento di Zelazny col genere.
Il manoscritto rimase perduto per oltre trent’anni fra le carte dell’autore, ed è stato dato alle stampe in anteprima assoluta nel febbraio dell’anno passato, dalla solita Hard Case Crime.
Scritto negli anni ’70 – probabilmente nel 1970 0 1971 – il romanzo presenta il solito eroe freddo ed analitico, ma ironicamente distaccato, così tipico di tanti lavori di Zelazny, alle prese con un oscuro caso di fondi vaticani sottratti da un sacerdote truffaldino.
Con un corollario di traffico d’armi e politica sudamericana.
Le cose che si inventano, eh, questi scrittori…
Come si può evincere dalla copertina, la storia non rimane a lungo negli algidi corridoi di San Pietro.

Ciò che non manca di sorprendere, nel leggere questo Zelazny perduto e ritrovato, è la qualità della prosa dell’autore americano.
Zelazny è precisissimo quando serve, ma il suo linguaggio rimane lieve e quasi giocoso.
Non so se The Dead Man’s Brother riuscirà a rimpiazzare quello che io considero il più grande libro di Roger Zelazny – l’incredibilmente idiosincratico, stupefacente A Night in the Lonesome October – ma di sicuro promette bene.
Molto bene.

Ma devo farlo durare almeno una settimana – quindi non più di cinquanta pagine ogni sera.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

17 thoughts on “Nuovo libro al primo piano

  1. Altro spunto di lettura interessante. Ho cercato un poco e credo che comincerò con la lettura del SIGNORE DEI SOGNI come primo approccio allo scrittore, anche se la trama di A NIGHT IN THE LONESOME OCOTBER mi ha preso molto.

  2. Lonesome October è incredibile, nella sua semplicità.
    Signore dei Sogni viene considerato un classico.

    E poi ci sarebbero i racconti, a trovarli…

  3. Mi sorge il dubbio che se scrivessi mai che Zelazny mi sta cordialmente antipatico, rischierei di venir bannato.
    Per cui no, è meglio che io non lo scriva.
    🙂

  4. No.
    Se dicessi che Leiber ti è antipatico ti manderei un killer.
    Ma su Zelazny possiamo discuterne.

    Di fatto, io credo, dipende da cosa hai letto.
    “Io, Nomikos, l’Immortale”, è un romanzo che suscita profonda antipatia – anche se tocca ammettere che l’autore hauna gran mano a scrivere.
    Poi leggi “Signore della Luce”, e dici “Ah!” – e intanto cominci a sghignazzare.
    I personaggi di Zelazny sono una specie di caricatura dell’eroe competente della fantascienza dell’età dell’oro – sono quasi infallibili.
    Gran parte dei romanzi gioca su quel “quasi”.

    Prima di cassare completamente il buon Zelazny, ti consiglio, ma davvero, A Night in the Lonesome October.
    Ammettilo, una storia narrata dal cane di Jack lo Squartatore non può essere male, giusto?

  5. Grande Zelazny, un mio favorito. “Signore della luce” è secondo me il migliore, ma io ho anche una passionaccia persino per “La pista dell’orrore”…

    “…Lonesome October” l’ho da leggere (anch’io gli Zelazny li centellino).

    Per quanto riguarda i racconti, in realtà li si trova facilmente, e anche tutti, solo che l’edizione NESFA Press costicchia, dannazione!

  6. Costicchia assai, in effetti.
    Io avevocominciato con le edizioni della ibooks, ma poi ho perso il giro.

    La Pista dell’Orrore… quasi me lo scordavo!

  7. Davide :
    La Pista dell’Orrore… quasi me lo scordavo!

    Ma sai che quasi quasi è maturo per una rilettura? 🙂

  8. Grazie a questo post ho scoperto un paio di titoli del buon Roger che non conoscevo affatto, quindi grazie e rigrazie! A me Zelazny piace moltissimo in ogni sua incarnazione, credo che non faticherò affatto ad apprezzare pure questi. “A Night in the Lonesome October” parrebbe un libro un po’ à la Farmer, soprattutto il Farmer del Diaro segreto di Phileas Phogg, di Doc Savage etc – a conferma dell’amore sempre dimostrato da Roger per il buon vecchio PJ…

  9. Fortunatamente per noi, rispetto a Farmer, Zelazny era più disciplinato – se cominciava una serie, poi la finiva!
    Ma in realtà “October” è meno farmeriano di quanto possa sembrare…

  10. Davide :

    Ammettilo, una storia narrata dal cane di Jack lo Squartatore non può essere male, giusto?

    In effetti, no, non può essere male, e maledizione, m’hai fatto venir voglia di procurarmela.
    Però, davvero, per quanto io c’abbia provato Zelazny non mi ha mai conquistato.
    È vero che romanzi come Io, Nomikos, l’Immortale o Signore della luce (di quest’ultimo ne parlavo qui) si lasciano leggere comunque con piacere, che non ho mai detto che Zelazny non sia capace di scrivere. Però m’hanno lasciato entrambi insoddisfatto: evidentemente le nostre rispettive visioni del mondo non sono sovrapponibili.
    (per non parlare dei racconti – non tutti, sia chiaro – o di quell’altro romanzo che m’è capitato di leggere com’era il titolo? “Il vendicatore? davvero improponibili.)

    BTW Leiber secondo me è tra i più grandi (se non il più grande) tra gli autori dell’epoca d’oro.
    Peccato non goda della fama che meriterebbe.

  11. Il Vendicatore mi manca (chissà cos’era in originale) – ma Zelazny ha goduto di scarsa fortuna, da noi.
    Salvo un paio di cose, traduzioni brutte, edizioni pessime o scomparse prima di lasciare un segno positivo…

    Su Leiber è noto che io non sono obiettivo.
    Non lo collocherei però nell’epoca d’oro – visto che scriveva ancora al top della forma negli anni ’70…
    Ma si tratta di minuzie.
    Concordo con Harlan Ellison – Fritz Leiber ha camminato sulle acque.

  12. “Il Vendicatore” (My name is legion) l’ho letto da pochissimo, è un “fix-up” di 3 novelle col medesimo protagonista (peraltro anonimo), un operativo dai mille talenti che sbriga qualsiasi “lavoro” che soddisfi il suo senso della giustizia e gli garantisca la giusta dose di adrenalina. Oggi potrebbe essere pubblicato forse in Segretissimo, la FS che c’e’ è abbastanza plausibile ormai.
    Non sono d’accordo col giudizio di improponibilità, Iguana Jo, ma che ti posso dire? A Zelazny perdòno molto…
    Però la terza novella (Il Boia torna a casa – Home is the Hangman) vinse il premio Hugo, per cui sono in buona compagnia 😉

  13. Di Zelazny non ho letto tutto, e alcune sue cose in gioventù le ho trovate illegibili (ma dovrei riprenderle in mano oggi); ricordo tutto sommato con piacere “La Pista dell’Orrore”, buona sf di genere post-atomico, e il suo capolavoro (a giudizio personale) “Terra di Mutazioni”, quest’ultimo un weird-fantasy straripante di fantasia macabra, orrore e immaginazione sfrenata, che pare quasi uscito dalla strana fusione di un Lovecraft con un Clark Ashton Smith (25% del primo e 75% del secondo)… Indimenticabile il dio-piovra dormiente nel pozzo del Castello senza Tempo, la cui follia muta fantasticamente il paesaggio circostante…
    Assolutamente da leggere.
    Assolutamente da ristampare.

    Unica traduzione italiana qui:
    http://www.mondourania.com/urania/u921-940/urania939.htm

  14. Ah, Pietro, eccone un altro che mi manca…
    Per quanto l’originale sia sulla mia lista della spesa.
    Le scorribande lovecraftiane di RZ sono poche, ma gustose.

  15. Davide, accattati anche Dilvish il Maledetto allora, chè Terra di Mutazioni ne è il seguito.

  16. In effetti ho letto il maledetto nell’edizione Fanucci, e non mi ha acchiappato granché.
    Era stampato male, con paagine quasi illeggibili o stampate storte…
    I due volumi da allora sono sulla mia lista della spesa per leggermeli in integrale, e per lo meno stampati come si deve.
    Lo stesso vale per Doorways in the Sand, che in italiano è proprio venuto male…

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