strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Mary & Julie

5 commenti

Ve la ricordate, Katherine Ferrer?
The Wicked Lady?
Trascorsi con lei – o con una sua sosia – un po’ di tempo attorno al capodanno passato.
Donna interessante, dedita al banditismo sulla pubblica via ma che diamine, una ragazza avrà pure il diritto di avere un hobby.
Poi, sì, ok, lei per hobby dava anche fuoco ai fienili.

Beh, per vie molto traverse, ho incontrato altre due ragazze con degli hobbies, nel weekend.
Degli hobbies, invero, piuttosto vicini a quelli della povera Kat Ferrer.
Stessi gusti riguardo all’abbigliamento.
Stessa passione per le armi.
Una è piuttosto nota, l’altra un po’ meno.
È divertente occuparsi di storia nel tempo libero.
Credo che trascorrerò con loro il mio prossimo capodanno, in un modo o nell’altro.

Cominciamo con la meno conosciuta, poi passiamo a quella famosa…

La meno conosciuta delle mie due nuove amiche si chiamava Mary Firth, ma divenne nota con il nomignolo di Moll Cutpurse, o Mad Moll.
Nata nel 1584, figlia di un onesto calzolaio, Mary divenne famigerata nel Middlessex per il suo vezzo, attorno ai 15 anni, di indossare abiti maschili, fumare la pipa e bestemmiare come un carrettiere, dicendo che lo faceva perché le andava.
La cosa risultò spaventosamente scandalosa, naturalmente, ma fu per furto che nel 1600 ebbe i primi guai con la legge.
E divenne molto popolare – al punto che in capo a pochi anni c’erano due commedie, su di lei, che circolavano in Inghilterra – e lei finì anche a recitare in abiti maschili.
Inaudito.
Ma non erano questi i veri problemi.
Entrata nel giro dei teatranti, Mary – spesso fermata dalle autorità per abbigliamento e condotta indecenti – entrò ben presto nel variegato sottobosco criminale dell’Inghilterra post-elisabettiana, avviando un fiorente business come ricettatrice, probabilmente con un bell’extra come truffatrice, oltre ad una fiorente attività nell’ambito della prostituzione.
Non che lei si prostituisse – Mary sostenne sempre di non essere interessata al sesso, anche se circolava voce che preferisse la compagnia femminile – ma come manager di un vasto giro di prostitute e accompagnatori.
Che fu poi ciò che la mise davvero nei guai – quando una certa signora molto per bene, in punto di morte, confessò di aver ampiamente cornificato il marito con baldi giovani gentilmente messi a disposizioni da Moll.
Per cui presero la povera Mary e la rinchiusero a Bedlam – una donna che si veste da uomo, che fuma e bestemmia, si ubriaca e va a donne, e fornisce gigolò alle donne per bene, si dissero i giudici, non poteva che essere completamente pazza.
La dimisero nel 1644 – ed ormai circolava la voce che si trattasse di un ermafrodito, o qualche altro strano “scherzo della natura”.
Era invece solo una ragazza un po’ eccentrica a cui piaceva portare i pantaloni.
Fece ancora in tempo a derubare e ferire con una pistolettata il Generale Black Tom Fairfax, e poi a corrompere un giudice per non farsi rimettere in gabbia.
Morì nel 1659, all’invidiabile età di settantatré anni, e lasciò abbastanza quattrini per pagarsi una bella lapide, con una bella iscrizione…

Here lies, under this same marble,
Dust, for Time’s last sieve to garble;
Dust, to perplex a Sadducee,
Whether it rise a He or She,
Or two in one, a single pair,
Nature’s sport, and now her care.
For how she’ll clothe it at last day,
Unless she sighs it all away;
Or where she’ll place it, none can tell:
Some middle place ‘twixt Heaven and Hell
And well ‘tis Purgatory’s found,
Else she must hide her under ground.
These reliques do deserve the doom,
Of that cheat Mahomet’s fine tomb
For no communion she had,
Nor sorted with the good or bad;
That when the world shall be calcin’d,
And the mix’d mass of human kind
Shall sep’rate by that melting fire,
She’ll stand alone, and none come nigh her.
Reader, here she lies till then,
When, truly, you’ll see her again.

Mica male, eh?
Quando si dice una ragazza con la quale ci sarebbero un sacco di cose di cui chiacchierare…

Undici anni dopo la morte di Mary Firth, nasceva in Francia Julie D’Aubigny.
Julie è molto più famosa.
Saltata molto giovane nel letto del Conte d’Armagnac, per il quale suo padre era segretario, venne da questi introdotta a corte e sbolognata ad un nobile consorte, Sieur Maupin di Saint-Germaine, un nobile di secondo livello.
La Maupin, come era ora conosciuta, divenne piuttosto nota a Parigi per i suoi hobbies, che consistevano nel rapinare botteghe e combattere duelli alla spada.
Si trovò un amante che faceva l’istruttore di scherma, e con lui fuggì a Marsiglia – dove i due si esibivano come duellanti.
Fu qui che La Maupin prese l’abitudine di vestirsi da uomo, e quando l’amante spadaccino le venne a noia, non esitò a sedurre una novizia in un convento dalle parti di Avignone.
Anche se a dirla tutta fu probabilmente la novizia, a fare la prima mossa, scambiando la giovanissima spadaccina per un uomo.
Chiarito l’equivoco, le due decisero che in fondo non era poi male, e decisero di fuggire insieme.
Per coprire le proprie tracce, le due misero il cadavere di una suora nel letto della novizia, e diedero fuoco al monastero.
A Julie non piacevano, evidentemente, le mezze misure.
L’idillio durò tre mesi, poi la ragazza venne riconsegnata alla famiglia.
A questo punto, la Maupin si trovò un’altra attività – cantare.
Ebbe un certo numero di avventure sulla strada e finì col diventare l’amante del figlio di un duca, un tipo che lei aveva infilato come un tordo durante un duello, e col quale si era poi scusata in maniera molto… intima, mentre quello si trovava in convalescenza.
Poi la cosa finì, lei si trovò un altro, certo Thevenard, che faceva il cantante, e così tornò a Parigi, dove divenne cantante d’opera.
Aveva vent’anni.
Divenne popolare sulle scene parigine, pur continuando a combattere professionalmente come duellante, combattendo con una certa frequenza e con un successo paragonabile a quello riscosso sulle scene.
Poi prese una sbandata per l’amante del Delfino, anche lei cantante lirica, e la prese così brutta che cercò di suicidarsi quando venne rifiutata.
Si trasferì allora a Bruxelles, dove divenne l’amante dell’Elettore di Baviera.
ma poi anche quello le venne in uggia.
Tornò all’opera, e per lei vennero scritte appositamente alcune parti in lavori popolari all’epoca, ma si ritirò nel 1705, rinchiudendosi in convento.
Dove morì due anni dopo, all’età di trentasette anni.

Mi piacciono le donne di carattere.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Mary & Julie

  1. Dire donne di carattere è dir poco.:)

  2. Ho imparato ad adorare Strategie Evolutive anche per questi articoli.
    In Italia – non esagero – non li trovo da nessun’altra parte…

  3. Mi hanno ricordato l’Eliza della trilogia barocca di Neal Stephenson, ma in questo caso la realtà supera nettamente la finzione!

  4. Uh… è Gautier che ha scritto un romanzo sulla Julie – ribattezzandola però, se ben ricordo, Madeleine? Sì, dev’essere lui. E naturalmente aveva smussato non poco, ma fu uno scandalo tout de même…

  5. Sì, è Gautier.
    Mademoiselle de Maupin.
    Considerato da alcuni il lavoro migliore di Gautier.
    E che si trova sul Progetto Gutenberg, ed è un bell’esercizio per il mio francese rudimentale da giocatore di ruolo.
    http://www.gutenberg.org/cache/epub/14288/pg14288.html

    Scandalosissimo, ma non tanto per la bisessualità rampante o la scollacciatura seriale della Maupin storica, quanto piuttosto per aver presentato nel 1835 una donna indipendente da un “motore immobile” maschile.

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