strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Una strana storia

15 commenti

Ora vi racconterò una strana storia. Dovrei dire che i nomi sono stati cambiati per proteggere gli innocenti, ma il fatto è che l’unico nome importante di questa storia non me lo ricordo, perché sono passati più di vent’anni. Ma mi ricordo molto bene come andò e…
OK, ora ve la racconto.

Era il 1997, o forse il 1998.
Per chi non c’era, era un’epoca abbastanza diversa – avevamo internet ma non i social network. C’erano le pagine statiche, c’erano le BBS, ma non c’era altro – persino MySpace era di là da venire. Niente blogsfera, niente vlog e youtube, niente chat, Zoom, hangout, Discord.
I podcast erano un’idea nella mente di dio (o di Steve Jobs).
La vita sociale su internet si svolgeva attraverso forum e mailing list – le mailing list erano prevalentemente gestite con un software che si chiamava Majordomo, al quale si mandavano via mail dei comandi.

Era diverso.
E io c’ero.

La comunità con la quale interagivo online più di frequente, all’epoca, era quella di Delta Green – cospirazione e orrore lovecraftiano, un gruppo internazionale di appassionati che ruotava attorno alla rivista The Unspeakable Oath della Pagan Publishing e che avrebbe portato allo sviluppo di Delta Green, il setting e il gioco, negli anni successivi. La mia prima pubblicazione professionale come scrittore uscì dalla mailing list di Delta Green, e conobbi degli amici in Delta Green coi quali sono in contatto ancora oggi – non posso dire lo stesso di tante altre persone, a scuola, all’università, nella “vita reale”.

Ora, proprio per la loro natura, la mailing list e i forum di Delta Green avevano la tendenza ad attirare personaggi che non capivano che si trattava di un gioco, e potevano dare adito a situazioni imbarazzanti.
Come, non so, quello che ci venne a chiedere se potevamo condividere con lui tutto il materiale a nostra disposizione sulle donne che in Giappone (e più in generale in Asia) praticavano il cannibalismo rituale.
Cose così.
Bastava iscriversi tramite Majordomo, e si era dentro – per lo meno finché gli admin e la salute mentale non prendevano il sopravvento.

E una notte (sì, questo è un artificio letterario, non ricordo se fosse notte o giorno), comparve sulla mailing list un lungo testo assolutamente delirante.
Che novità, eh?
Ma quando dico lungo, intendo davvero lungo – un centinaio di pagine a stampa.

La storia era questa, e l’autrice del testo sosteneva si trattasse di una storia vera.
Bill Clinton aveva abusato di lei. Ripetutamente.
L’aveva anche sottoposta ad operazioni chirurgiche sperimentali, iniettandole delle nanomacchine e trasformandola in un cyborg.
La potevano controllare a distanza, individuare dove si trovava, modificare le sue onde cerebrali.
Lei aveva citato Bill Clinton in giudizio per questo, e per il fatto che – con la complicità di Microsoft – l’allora presidente degli Stati Uniti stava svendendo la nostra civiltà agli alieni.
E poi avanti – pagine e pagine di minuziose descrizioni di abusi fisici e psicologici, di paranoia, la cronaca di una vita trascorsa fra istituti psichiatrici e case-accoglienza.
Tutto scritto, tutto documentato.
Tutto provocato ad arte, perché LORO la perseguitavano, e non volevano che la verità venisse fuori.

Le reazioni nel gruppo coprirono tutto lo spettro, da

Hmm, questo è un ottimo handout per una partita…

a cose del tipo

Cristo, rendetevi conto del livello di sofferenza di questa persona.

E qui, come capitava di solito in quel gruppo, si formò una piccola squadra che voleva saperne di più, e che si organizzò per lavorare al problema.
Chi era questa donna?
Dove si trovava?
Aveva bisogno di aiuto?
Non aiuto nel senso di “sconfiggere Clinton ed i suoi alleati alieni”, ma piuttosto aiuto del tipo “assistenza psichiatrica, un posto in cui stare.”

Così ci mettemmo al lavoro – e credetemi, eravamo dannatamente in gamba, ed eravamo ovunque: ci vollero circa quarantotto ore per determinare da dove era stata postata quella storia, e altri due giorni perché uno di noi fosse sul posto, in un paese sperduto in uno di quegli stati americani che cominciano con una vocale, per fare un po’ di domande, parlare con la gente, magari riuscire ad incontrarla.

Venne fuori che la storia era in parte vera – non le nanomacchine e lo stupro da parte di Clinton, ma il dentro-e-fuori dagli istituti psichiatrici, gli psicofarmaci, la paranoia. Traumi, abuso di sostanze.
“La solita storia”, per certi versi.
Quella donna, della quale ora non riesco a ricordare il nome, aveva una quarantina d’anni, e viveva sulla strada. Era schizofrenica – quella per lo meno era la valutazione che davano i volontari che occasionalmente le passavano un piatto di minestra calda.
Cercammo di saperne di più, magari organizzare un modo per aiutarla, ma in capo ad una settimana era scomparsa, spostandosi altrove.
Non riuscimmo mai più a rintracciarla.

Mi sono ritrovato a pensare a quella strana avventura, ieri pomeriggio, mentre ascoltavo una donna dalle cadenze spezzate, che da un palco arringava una folla su come non Clinton ma il nostro attuale Presidente del Consiglio, in combutta con Bill Gates, stia facendo i passi necessari per iniettare a tutti noi del mercurio attraverso i vaccini obbligatori, e così trasformarci “in tanti piccoli robot”. Se vorranno ucciderci potranno far salire la nostra temperatura a distanza.
Era al raduno di un movimento politico dai confini abbastanza dubbi, e c’era gente che applaudiva.

La misteriosa corrispondente di Delta Green era una schizofrenica paranoica – la donna sulla piazza era la portavoce di un movimento politico.
Ridicolo? Velleitario? Senza speranza?
Parliamone.
Perché la cosa mi ha dato da pensare.

Sono passati vent’anni, ma provo ancora una grande simpatia ed una grande tenerezza per quella sconosciuta, alla deriva chissà dove nell’America del secolo scorso, sola, e perseguitata dagli spettri della sua mente, preda di una sofferenza che non riesco neanche a immaginare.

Che la visione del mondo di una schizofrenica paranoica sia diventata “un’opinione come un’altra” e ci sia chi ne vuole discutere “i significati filosofici e politici” mi riempie di orrore.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

15 thoughts on “Una strana storia

  1. Erano altri tempi, tempi più semplici e, forse, più buoni.
    Mi hai fatto fare una risata citando la signora che parlava di Conte che telefona a Bill Gates 🙂
    Quando l’ho ascoltato ho pensato immediatamente “Ma se ti iniettano il mercurio non muori subito?”

    Il mondo sta attraversando davvero un periodo interessante. Terribile e orrendo, sì, ma pur sempre interessante

  2. Non c’è limite…. Ciao!

  3. Ki ti paga, eh?

    Scusa, non ho resistito.
    Comunque a David Icke piace un casino questo momento storico.

  4. Ciao Davide, hai ragione a inorridire. Tesi aberranti come quelle della povera signora convinta di essere una vittima del Presidente ora sono amplificate e rese “credibili” proprio per via del progresso tecnologico della Rete: è un’arma a doppio taglio, perché amplifica le notizie in modo tale da distorcere il buon senso. Poi c’è da dire che oggi siamo di fronte a un virus ignoto e questo rende suggestionabili le personalità meno colte. Proprio così. Se non si legge, si è più creduloni di tanti altri.

  5. Che storia surreale. E sembra davvero il tipico scenario lovecraftiano, quello in cui uno sa e nessuno ci crede. Spero non mi capiti mai di soffrire di certe patologie (in senso assoluto, di nessuna patologia, ma penso di essere stato chiaro).

    La cospirazione del mercurio me la sono persa. Ma non potrebbero inventare un complotto a cui non cascherebbe più nemmeno un alchimista taoista di duemila anni fa? L’ultimo problema del mercurio in vena è quello del controllo mentale…

  6. Hai ragione. E anche senza andare negli USA, qui da me a Bologna in centro per anni c’era un tipo (anche lui con problemi psichiatrici) che arringava la folla sempre sul tema farmaci&complottismo. Una di quelle persone che consideri “un po’ pazze” ma a cui sei anche affezionato, perché lo incroci sul tuo cammino e quando vedi che manca da un po’ pensi che probabilmente è stato ricoverato. Ecco, anche io mi sono ritrovata a pensare che quelle teorie “un po’ da pazzi” ora te le ritrovi in bocca a personaggi che hanno un potere politico. Pare davvero una distopia.
    Ma poi sempre Bill Gates, “poveretto” (in senso figurato)?? 😀
    A latere… leggendo il tuo incipit mi sono detta: no ha sbagliato, nel 1997 c’era my space e c’erano i blog… ehm, no, confondevo gli anni ’90 con i primi 2000 :-O

  7. Conosco almeno due persone che, solo negli ultimi anni, sono diventati complottisti, al punto da condividere su Facebook ormai solo più strampalate ipotesi su virus che in realtà non esistono e complotti di poteri forti. Una volta non erano così. Purtroppo la diffusione dei social ha permesso la conseguente diffusione anche di questo tipo di messaggi, trovando molta più gente disposta a condividerli e aumentare così ancora la diffusione.
    Mi fanno sempre molto ridere quelli che diffondono video e messaggi presentando tesi di sedicenti esperti che sarebbero state censurate dai “poteri forti”… e come mai il tuo video non lo censurano, allora? 😀

    • Aderire a certe teorie comporta la perdita di ogni senso critico – per cui che io possa diffondere un video in barba ai “poteri forti” pare ragionevole, mentre ovviamente non lo è.

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