strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Troppe cose sul mio piatto

5 commenti

Ecco il solito breve resoconto sulle attività notturne (e diurne) che mi tengono impegnato in attesa di prendermi una breve vacanza.

http://faitango.files.wordpress.com/2007/07/libro-nero.jpgIn fase diurna – sono a circa metà del mio personale manuale di R per paleontologi e naturalisti.
Per agosto la cosa sarà finita, sotto forma di un grosso file di testo e di un piccolo libretto nero che avrò cura di tenere sempre con me e di aggiornare mano a mano che esploro le potenzialità di questo software statistico.
Sono intanto a caccia di opportunità lavorative per l’autunno, al fine di rientrare del crack dovuto alla cancellazione dei corsi.

Ancora in fase diurna, è anche finito il primo terzo del mio libro di statistica.
Ora viene la parte difficile.

In fase notturna: traduzioni – sono al quarto racconto del volume di racconti italiani che cercheremo di infligere con l’anno nuovo al mercato anglosassone; intanto, è iniziato a tamburo battente il lavoro di traduzione per Alia 5 Anglosfera.
La lista degli autori anglosassoni è ancora molto privata, ma posso garantire l’elevatissima qualità – e varietà! – dei contributi.

Intanto, storie.
https://i0.wp.com/www.regione.piemonte.it/agri/ita/piemontedoc/vino/consorzi/im/astimonferrato.jpgFinita l’outline di un noir a sfondo familiare ambientato nel Monferrato – titolo provvisorio Chi ha nelle mani ha vinto.
Ora tocca scriverlo – e risolvere tutta una serie di problemi contingenti (dialetto si/dialetto no, punto di vista, flashback…)
Prosegue il lavoro su La Porta dell’Oceano, storia parallela a Blooper (in uscita su Alia Italia, o così mi dicono) che mi piacerebbe piazzare sul prossimo Fata Morgana; la storia è stata rimaneggiata, con un paio di radicali cambiamenti e un abbondante taglio (sempre molto bene quando si riesce ad eliminare del testo senza alterare l’impatto della storia, o magari migliorandolo).
Infine sto prendendo le misure per un racconto da proporre all’antologia di narrativa interstiziale – un falso articolo accademico, scritto esattamente in conformità con le regole editoriali di Nature, ma riguardante una creatura assolutamente immaginaria ed il suo ecosistema; questo dispiacerà moltissimo a certi miei colleghi, che già ora vedono nella mia produzione parallela di articoli accademici e racconti fantastici una fonte di confusione, una prova di scarsa serietà e l’ultim chiodo della mia bara.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Troppe cose sul mio piatto

  1. carina l’idea dell’articolo simil-nature! tienici aggiornati, mi raccomando! 😉

  2. Sono molto curioso, a questo punto, di leggere La porta dell’oceano… e altrettanto curioso di leggere del Diabolus Coactus Manensii o come lo vorrai chiamare.
    Mi permetto di aggiornare l’elenco dei compiti per le vacanze con un manualetto di statistica ad uso del popolo bue che dovrebbe uscire nel 2009 per CS_libri…

  3. Posso anticipare che le porte dell’oceano non si trovano dove ci si aspetterebbe.
    Posso anticipare che nel racconto farà la sua ricomparsa la buonanima digitale di Ray Gordon, ma avrà certamente più spazio il suo socio/complice Leo Morse.
    Posso anticipare che il racconto si colloca nelle due righe lasciate in bianco a pagina 18 di Blooper (manoscritto originale).

    Quanto a ciò che tu chiami “manualetto” – il lo chiamo “il mio libro di statistica”, lo immagino di seicento pagine, ciascuna stampata su carta Fabriano, rilegato in pelle di oritteropo con inserti in avorio di lamantino.
    E come accenno nel post, il primo terzo del volume è finito – devo solo rivederlo io e farlo leggere ad un paio di revisori “super partes”.

  4. «…Quanto a ciò che tu chiami “manualetto”»…
    Mi prostro, mi umilio e mi prosterno. Lungi da me l’idea di sminuire. Vero, comunque, che un accenno nel post c’era, sono io – sbadato superficiale – che non l’ho riconosciuto…
    «…lo immagino di seicento pagine, ciascuna stampata su carta Fabriano, rilegato in pelle di oritteropo con inserti in avorio di lamantino»…
    Mmmmhhh, qualche preferenza per la colla?

  5. “per la colla/lasciamo fare al buon Dio”

    [cfr Molto Rumore per Nulla]

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