strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Due per Indy

28 commenti

E così ho visto finalmente Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo.
Sul quale preferisco non commentare.
Diciamo semplicemente che mi ha fatto rivalutare i romanzi della serie Indiana Jones della Bantam, scritti da McGregor e McCoy.
Al punto che ho messo sulla lista della spesa quelli che mi mancavano.

Colgo invece l’occasione per parlare di un paio di titoli, connessi al baraccone del merchandise per l’uscita del film, che fanno bella mostra di sé sul mio scaffale, e che rappresentano una buona alternativa alla visione di certi film…

Comincio con The Indiana Jones Handbook, libriccino cartonato molto attraente , illustrato con fotogrammi dai film e zeppo di sciocchezze divertenti.
Come usare la frusta.
Come attraversare un ponte di corda.
Come prendere il controllo di un camion in corsa.
Come sfuggire a maledizioni assortite, ad incantesimi voodoo e alla Furia del Signore.
Come liberarsi se accidentalmente intombati coi faraoni.

Corredato di una utile (?) guida alla lettura dei geroglifici, e tutta una serie di consigli su come cavarsi d’impiccio tanto in società quanto nella giungla, il manualino – scritto da Denise Kiernan e Joseph D’Agnese e pubblicato da Quirk Books – vale decisamente il tempo speso a sfogliarlo, ed è in effetti un oggetto superiore – per contenuti e forma – rispetto al Diario Perduto di Indiana Jones che è uscito anche da noi, in tempo per giocare sul quarto film, per i tipi di White Star.

Ma la vera chicca, passata perloppiù inosservata, è Why Did It Have to Be Snakes?, di Lois H. Gresh e Robert Weinberg, pubblicato dalla prestigiosa Wiley & Sons sempre in concomitanza con l’uscita del quarto film della serie.

Il volume – un semplice brossurato di qualità – contiene cinque lunghe sezioni nelle quali ogni singolo elemento dei film viene esaminato e inquadrato in termini scientifici.
Templi precolombiani, trappole, tarantole, i nazisti e l’Occulto, gli U-Boat, i locali notturni di Shanghai, i principati indipendenti dell’India, il cervello di scimmia in umido, il graal, lo Zeppelin, i Templari, la Croce di Coronado, e poi ogni singolo episodio della serie televisiva, e per chiudere il quarto film, ed i teschi di cristallo.

Il testo è praticamente “La Scienza di Indiana Jones” con un titolo un po’ più strano.
E se per ovvi motivi liquidare i Templari o gli Inca in due pagine richiede una certa facciatosta, come bignamino del mondo descritto nei film e telefilm della serie il volume è impagabile (ma lo si trova per poco, di seconda mano).

E vien quasi da pensare che è incredibile, con materiale di simile qualità, che si facciano poi dei film…

Ma lasciamo perdere.

Noi vogliamo ricordarlo così…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

28 thoughts on “Due per Indy

  1. Non ho ancora visto la quarta iterazione cinematografica dell’archeologo più sborone di tutti i tempi, ma anche questo tuo articolo non fa altro che confermare in me la voglia di non farlo.
    Se penso a “L’ultima Crociata”, che sicuramente fra i tre originali è quello che ho apprezzato di più, mi viene da dire: vogliamo ricordarlo così.

    Piccola considerazione su Harrison Ford: penso che pochi attori possano vantare presenze in film cult come le sue.
    Oltre a Indy, ci sono anche Guerre Stellari e Blade Runner. E scusate se è poco!

  2. Non l’ho visto, ho preferito ricordarmelo com’era nel terzo film, senza figlio peseudoteenagerribelle a carico, e senza la precoce decadenza senile da ex eroe ormai in disarmo.
    Per Indy niente fiori ma opere di bene… amen.

  3. Io invece lo vidi al cinema (cosa non si fa per gli eroi della nostra adolescenza…).

    C’è da dire che di tutti gli aspetti del film, Indy è l’unico che si salva.

  4. Io credo semplicemente che Indiana Jones non sia fatto per gli anni ’50.

    Il film è noiosissimo.
    Parlano troppo.

    E sì, in effetti, Indy è l’unico che si salva – ma appena appena.

  5. Ieri, per la prima volta, ho visto qualche spezzone di quella roba là, quel film, il quarto capitolo…
    Sembra come Amici Miei atto III, l’impressione è di un baule rispolverato che era meglio lasciare in soffitta. Salvando Harrison Ford che mi rifiuto di vedere ingrigire…
    Tra l’altro quel vizio che hanno i produttori/registi di ignorare palesemente il materiale cartaceo che nel frattempo si è palesato, e piuttosto di incaricare qualche sceneggiatore di scrivere altri barbosi, ma inediti, capitoli è comune a quasi tutti i film ciclici. Vedi Conan il Barbaro; il remake previsto, se non erro, per l’anno prossimo, è l’ennesimo reboot. Proprio non capisco perché non prendere le storie che citi tu per Indiana Jones o i racconti di Howard già belli e pronti. Mah…

  6. Crocifiggetemi: a me il quarto Indy non mi è spiaciuto. Correggo: non mi è nemmeno piaciuto, ma diciamo che si attesta sul 6.5. Mezzo voto se lo guadagna per l’effetto nostalgia.
    Le cose brutte del film sono essenzialmente due: il figlio di Indy (inutile, dannoso, antipatico) e i sovietici al posto dei nazi. Quest’ultimi almeno avevano il fascino dei villains, mentre i rossi sono noiosi…

  7. Niente crocifissioni su questo blog, grazie.

    Magari in nottata farò un post sul decadimento di Indiana Jones.

    Io segnalo come gravi colpe del quarto film:
    . noia
    . verbosità
    . azione mediocre
    . ridicolo della serie “ok, ragazzi, è solo un gioco, stiamo scherzando”
    . l’ho già detto noia?

    Concordo sul fatto che il figlio di Indy sia una catastrofe, e la scelta dei russi una scemata (e considerate che nel ’57, ci sarebbe stato un bello scontro coi fautori del Quarto Reich).
    Ma l’intera trama è cava.

  8. E non dimentichiamoci degli animaletti buffi…
    Concordo sul fatto che si salva solo Indy, ma la cosa che ho trovato più irritante è la fotografia stile bluescreen ad altissimo budget, assolutamente posticcia – che poi magari erano riprese in esterni vere e proprie costate milioni di dollari – piena di filtri e controfiltri.
    Poi i villains sembrano anonimi, con le uniformi grigie sarebbe stato lo stesso.

    Chissà se al posto del figlio invadente ci avessero messo il fratello/Costner, come da sceneggiature precedenti, sarebbe stato un film più godibile

  9. Ho provato a guardarlo. Fumettistico e noioso… sono andato a letto e ho dormito come i bambini…
    Preferisco vedere “Io sono leggenda” stasera:-)

  10. Il bello di certi film sta nel conciliare il sonno, in genere sono le terze, quarte puntate di uno stesso filone…
    La storia di Jones jr resta ridicola, a mio parere, ma ci sono pellicole decisamente peggiori…
    Perchè non fanno rassegne sui film più brutti, noiosi e inguardabili?
    Il mio sarebbe L’ASCENSORE di Dick Maas. Si si…pietra miliare dei classici sugli ascensori (…) però….O___O

  11. Insomma dai il buon Dick Maas,tra parentesi in gioventù ex fumettista per bambini,rimane comunque uno dei più vedibili tra i registi Olandesi.

  12. Eh, se ne è parlato durante la Notte dell’Iguana, mentre i più degustavano vinelli alla Cantina Sociale di Vaglio Serra – fare una classifica del peggio.
    Il problema, purtroppo, è che mentre per il meglio ci possono essere variazioni qua e là, ma alla fine più o meno si concorda una lista, il peggio è sempre troppo personale.
    A me l’Ascensore manca.
    Immagino sia un remake in chiave tecnologica de La Scala a Chiocciola.
    O forse no… 😛

  13. …Sempre a ricordarmi la NOTTE DELL’IGUANA….Disgrazzieti!
    Per dirla alla Banfi.
    Adesso vado con calma a dignità a fare seppuku.

  14. Se ti può consolare, Nick, io ero fra i più che degustavano, e quindi mi sono perso le discussioni sulla classifica del peggio fatte dagli analcolici 😉

  15. Però, se degustavi, è perché qualcosa di buono anche in quell’attività doveva esserci 😛

  16. vogliamo il menu completo e la trascrizione fedele della sceneggiatura

  17. Vabbuò, un piccolo Report dal mio punto di vista lo faccio io, così Lady Simmons sa a cos’è scampata e la prossima volta non viene a ragion veduta.

    Arrivo alle 10:04 in Stazione ad Alessandria. Subito squilla il telefonino. E’ Giorgio, l’ identità segreta di Iguana, che è già lì che aspetta. E’ uguale alle foto sul blog, non mi sembra un granché come identità segreta, almeno Clark Kent si toglieva gli occhiali. Parliamo un po’ e subito arriva Elvezio. Visto che sul suo blog qualcuno si interrogava sul suo aspetto fisico, dirimo la questione: sembra molto più tamarro che nerd. Hai anche la vaga sensazione che stia per darti una manata agli occhiali e scappare via colla tua merendina. Poi sotto l’influsso dell’alcool confesserà di possedere il team-up dell’Uomo Ragno con Orestolo il Papero, rivelandosi tamarro fuori ma NERD DENTRO.
    Partiamo. Giorgio/Iguana non ha molto guardato la mappa, perché gli piace girovagare in auto e sbagliare un po’ la strada, così ha modo di farci sentire la sua compilation delle 20 canzoni
    (qui, ma non commentate lì che sennò Urania non vi pubblicherà mai).
    Parliamo di musica, fino a che non arrivano le canzoni degli U2 : Uan Loov, Uaan Laaif, Uàan Uàan. Mentre io medito di vendicarmi con un cd di musica post-punk/avant-gard/industrial australiana, Elvezio si sente ispirato a raccontarci il suo ultimo incubo, in cui lui fa l’ hostess in un aereo da cui ogni tanto spariscono dei passeggeri (probabilmente tutti avevano fatto spese in un determinato negozio nel centro di Milano). Poi si scopre che c’era una stanza segreta in cui un uomo nudo aveva scuoiato le povere vittime.
    Poichè non mi sembra originalissimo e noto qualche falla nella trama, gli dico che mi sembra una sceneggiatura vincente. Taccio sulle evidenti interpretazioni psicanalitiche, che siamo ancora troppo sobri.
    Dopo aver sbagliato strada un paio di volte arriviamo a Nizza Monferrato e incontriamo gli altri: Davide e suo fratello e Fulvio e un suo amico che si chiama Marco come me ma è un lurker, cioè una di quelle persone che parlano solo quando hanno qualcosa di interessante da dire e quindi la mia antimateria.
    Ci mettiamo a discutere di fantascienza in Italia e all’estero, passando poi alla blogosfera italiana; naturalmente sono discorsi a quattr’occhi che non vanno ripetuti, che i blog hanno orecchie.
    Si parla bene dei presenti, bene degli assenti, MOLTO BENE di donne compagne mogli che hanno dato buca all’ultimo minuto: “TESORO, vorrei TANTO ma ho l’emicrania. Ci vai da solo all’incontro coi tuoi amici sfigati, vero cicci?”.
    Ripartiamo verso Vaglio Serra. Elvezio incomincia a manifestare segni di allergia da natura, e parla di sacrifici umani nei campi di grano, matrimoni fra consanguinei e mutanti subumani.
    Iguana è d’accordo: sarebbe molto meglio se vivessimo all’interno di una astronave della Cultura.
    Nel mentre arriviamo ad un rudere abbandonato che non ha molto l’aria del ristorante, ma è perché abbiamo seguito Davide che non sa la strada invece di Fulvio.
    Arrivati a Vaglio Serra, scopriamo che è ancora presto. Mentre facciamo un giretto per il paese e Iguana fotografa la ruggine Davide ci spiega: 1) La differenza fra Langhe e Monferrato 2) Tre possibili teorie sull’origine del nome Monferrato 3) Perché in questa zona ci sono molti paesi coi doppi nomi 4) Ogni scarafone è bello a mamma sua, ma se sei un entomologo di fama mondiale a tua madre gli scarafoni non piacciono lo stesso. Finito il giro con sguardo sulla vallata e profezia post-apocalittica è ora di andare a mangiare.
    Sul menù lascerei la parola a Davide, perché non ho mica capito se il civet sia un uccello o un marsupiale e se abbia qualcosa a che fare col caffè che ho bevuto dopo. Comunque ordiniamo un tris di primi – ottimi, come del resto il secondo e il dolce al cioccolato con crema di menta, per non parlare del vino.
    Discutiamo variamente di fantascienza, qualcuno ancora non ha visto la LUCE su M John Harrison, di comics, della convention a cui è stato Fulvio la settimana precedente, con una esposizione di piedistalli per spade laser, della discriminazione o meno subita dai nerd, della fantascienza in Italia e dei lettori di Urania, e in generale politica universo e tutto quanto. Iguana ha anche portato tre libri in regalo – due son belli ma li ho letti il terzo parla del processo alla Juventus. Sarebbe stato l’ideale per Orlando, ma lui non c’è così ce lo giochiamo io e Elvezio (granata pallidi) ma glielo lascio quando mi rendo conto che degli atti del processo non mi interessano molto, io la Juve la odio sulla fiducia.
    Due bottiglie dopo arriva anche il momento di caffè e ammazzacaffè. Iguana che non ha forse chiaro quest’ultimo concetto vorrebbe ordinare un cappuccino(!) e berlo dopo il liquore, ma lo facciamo rinsavire.
    Il Laphroaig è quel tocco di classe che conclude ottimamente il pasto.
    Visitiamo poi una cantina sociale, dove io e altri due figuri il cui nome non ripeto assaggiamo ripetutamente tutto il vino che ci finisce tra le grinfie mentre gli altri continuano i loro discorsi intellettuali.
    Inizia a piovere, ci si sposta a casa di Fulvio e si continuano i discorsi, fino a che è ora di andare.

  18. Insomma, Marco sìè annoiato 😛

    Per i cibi (perché lasciare proprio a me la questione) se ben ricordo si trattava di…

    [gli antipasti sono per i deboli, niente antipasti]
    tris di primi – agnolotti burro e salvia, gnocchì al ragù e tagliolini al civet

    che non è né un marsupiale né un uccelloide, è il sugo dell’arrosto al barolo.

    secondi a scelta – bistecche, grigliate di Cthulhu, spezzatino al barolo…

    dolci a scelta . ma noi restiamo fedeli al tortino al cioccolato con crema alla menta

    Vini e acqua, caffé, pusacafé come dicono gli indigeni, ed una correzione: è Fulvio, non Iguana, che punta sul cappuccino, o sul macchiato in tazza grande, o sul caffé d’orzo con un’aggiunta panna…

    E poi chiacchiere a manetta.
    Da rifare assolutamente.

    Io porto il vino…

  19. il cappuccino dopo un pasto da vichingo è assolutamente IMPENSABILE…ma che fratelli hai???
    Vino, nerd e cultura…non so se sarei stata all’altezza della conversazione però…
    (….) però magno! ^___^

  20. Io vi odio tutti…così giusto perchè lo sappiate:)

  21. Ah, Lady… solo per la cronaca.
    Io Fulvio lo stimo moltissimo, ma non è mio fratello.

  22. Così mi parve di leggere, devo smettere di acculturarmi quivi alla sera, visto che capisco pigne per dvd…
    Chiedo venia…

  23. Bello il report di Marco!

    Posso pubblicarlo sul mio blog (correggendo la questione del cappuccino, che davvero, non è cosa! :-))?

    (che tra l’altro sarebbe ottimo per alleggerire un attimo l’atmosfera…)

  24. Posta pure – io volevo poi spostarlo sulla pagina della Notte dell’Iguana.

  25. Eh, non so come mi sia venuto fuori il lapsus – cioè in realtà lo so, dalla discussione sul caffè che abbiam fatto la mattina.

  26. Ok, ho copi/incollato il report sul mio blog.

    Compresa foto rugginosa.

  27. Ed è una gran bella foto.

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