strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La rivolta dei robot

13 commenti

L’avete saputo anche voi, vero?
La notizia è di un paio di giorni or sono: pare che il più grave pericolo per la nostra civiltà… di più, per la nostra specie, non sia costituito da integralisti religiosi avidi di potere, speculatori dementi che si sgozzerebbero da soli per guadagnare cinquanta centesimi in più e psicotici assortiti.
No, la vera grave minaccia che incombe su noi tutti è rappresentata dalla scienza.

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Sì, la scienza, quella cosa difficile e complicata che piace agli sfigati (qui ci vorrebbero le risate registrate in sottofondo) che palesemente non serve a nulla se non a minacciarci tutti.

OK, ora prendetevi un paio di minuti per smettere di ridere e poi, se volete, andate avanti.

68035Credo di averlo ripetuto alla nausea, ma mi pare ci sia una evidente necessità di ribadirlo – questi discorsi ce li sentiamo fare da quando siamo scesi dagli alberi – già allora c’era qualcuno pronto a dirci che la postura eretta ci avrebbe mandati tutti al creatore.
Da prima, probabilmente – sono pronto a scommettere che ci fu qualcuno che profetizzò che saremmo morti tutti a salirci, sugli alberi.

E avevano ragione.
No, davvero… perché le creature che scesero dagli alberi non erano le stesse creature che ci erano salite, millenni prima, e gli ominidi che zampettavano eretti per la savana non erano gli stessi esseri che erano scesi dagli alberi.
Si chiama evoluzione.
Ciò che viene dopo non è più ciò che era prima.
Ed evoluzione non significa solo sviluppare il pollice opponibile – alcuni dovrebbero provarci, è divertente – ma anche cambiare il modo in cui vediamo il mondo.

La persona che ha scritto l’articolo stralciato qui sopra non si è aggiornata – la scienza tecnologicamente applicata è una minaccia.
Ha curato le malattie, ridotto la mortalità infantile, permette a chiunque – anche a un luddista isterico – di divulgare le proprie farneticazioni urbi et orbi – ma è una minaccia.

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E mi sorprende – ma solo fino a un certo punto – che un movimento sostanzialmente proletario come il luddismo sia stato abbracciato, nel principio se non nella sostanza, con tanto entusiasmo da chi si sente elite.
Curioso, non trovate?
Eppure, come mi dicevo, mi sorprende solo fino a un certo punto – perché al di là delle baronie universitarie e delle cattive pratiche accademiche, la scienza è quanto di più democratico abbiamo a disposizione, fra gli strumenti coi quali guardiamo alla realtà e risolviamo problemi.
Niente divinità e comandamenti, niente principio di autorità, niente oligarchia di vecchi rimbambiti ai quali si deve obbedire perché abbiamo sempre fatto così – niente tradizione, nessuna convenzione che non sia chiaramente etichettata come tale.
Chiunque può determinare la verità usando la scienza.
Difficile istituirsi a padroni della Verità, quando si traffica con la scienza.
Difficile essere elite.

528c56af273e1cdc68bccb6ca7f4c271La scienza è un modo per guardare alla realtà – e finora, sebbene non sia perfetto, si è trattato del miglior modo a nostra disposizione.
Il più democratico e, soprattutto, quello che funziona.
Se la scienza è una minaccia, è una minaccia al nostro modo di vedere il mondo, non alla nostra esistenza fisica. A meno che non si tratti di un meme tossico – o di un cluster di memi tossici. Ma a smentire questa ipotesi c’è proprio la tecnologia.
La tecnologia è l’applicazione pratica di ciò che noi determiniamo osservando la realtà attraverso lo strumento dell’approccio scientifico.
La tecnologia è una ulteriore dimostrazione che la scienza funziona – la magia, la religione e la convinzione che il nostro mondo sia trasportato sul dorso di una tartaruga non hanno finora sviluppato tecnologie (vale a dire applicazioni pratiche quotidiane) che funzionino.

Circolano un sacco di sciocchezze, sulla scienza.
Di solito messe in circolazione da chi la scienza non la conosce.
E nel nostro paese a non conoscerla sono in tanti – complice un sistema culturale costruito sul lato sbagliato della rivoluzione industriale, quando tecnica era una brutta parola e rappresentava ciò che si faceva sporcandosi le mani.
La prima sciocchezza, la più agghiacciante, è che la scienza sia fredda e senz’anima.
Come diceva Louis Armstrong, se questa ve la devo spiegare, non la capireste comunque.
La seconda è costituita da un ribaltamento della realtà – ed ecco sallora parlare di elite culturali, di scienziati malvagi che si comportano come stregoni in una vecchia fiaba, e la colossale, inammissibile balla secondo la quale la scienza è difficile e distante.
Si tratta, certo, dell’ultima offensiva di una guerra che si trascina da secoli.

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Io francamente delle anime candide che frignano perché hanno paura della rivolta dei robot, ecco, comincio ad averne abbastanza.
E il fatto che a fingere di ragionare in questo modo siano in tanti, altrettanto francamente mi fa paura.
Io non temo la rivolta dei robot.
Temo l’inarrestabile marcia degli idioti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “La rivolta dei robot

  1. Forse quell’id.. signore si potrebbe consolare sapendo che ha potuto dispensare le sue cazz.. perle di saggezza grazie agli studi fatti da un’attrice

  2. Applausi. Grazie

  3. non vorrei sembrare pignolo,ma questo articolo di massimo fini risale al luglio del 2014.
    o mi sono perso una replica?

    • io l’ho scoperto nei giorni passati, ma probabilmente perché vivo fra le colline dell’Astigianistan…
      Ma credo che questo significhi solo che mancano quattordici anni, e non quindici, alla rivolta dei robot.

    • Io speravo fosse stato inventato per farci due risate (convinzione accantonata dopo poche righe).
      In un certo senso, c’è però della verità: un androide costruito e programmato in modo superficiale potrebbe fare bei danni. Così immagino, perché non ho termini di paragone nella vita reale.

      • Anche un’automobile progettata da un incompetente (o da un disonesto) o guidata da una persona senza patente è pericolosa.
        E anche il fuoco in mano a uno squilibrato.
        Come dicevo, questi profeti di sventura non sono una novità – e sono profondamente in malafede, perché di solito godono dei frutti di quella scienza e quella tecnologia che considerano pericolose.

  4. Attento ragazzo, Skynet ti osserva.

  5. Sarò breve: Massimo Fini appartiene a quella schiera di “intellettuali” reazionari (giusto per usare un eufemismo) che, dalla comodità della propria poltrona, vagheggiano di idilliaci tempi andati ed età dell’oro che non sono mai esistite, denunciando continuamente i mali della modernità. Detto in altre parole, un povero idiota…

  6. Trovo curiosa la scela dello’esempio “terrorizzante”: un robot intelligente in ogni casa. Ci sono esempi di tecnologia applicata molto piu’ preoccupanti, come il recente scandalo NSA ha dimostrato. E trovo curiosa (e interessante) anche la scelta dei termini: non tecnologia ma scienza applicata, con evidente enfasi sulla parola scienza.

    Personalmente non vedo niente di preoccupante nella presenza in casa mia di un robot intelligente, anzi … Ma dato che di scienza ne capisco un po’ piu’ di Massimo Fini, ho i miei dubbi che saranno pronti in tempo. Peccato, tra 14 anni ne avro’ 73, e sarebbe un bel sostegno per la mia vecchiaia.

  7. Mah, un robot più intelligente dell’articolista c’è già in ogni casa, e dal dopoguerra.
    Si chiama aspirapolvere

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