strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Scrittori e Personaggi

Cominciamo con un paio di link. Qualche giorno addietro, il mio vicino di cella Alessandro Girola ha pubblicato un post intitolato Lo Scrittore: Internet vs Realtà, in cui discuteva di un po’ di luoghi comuni che circolano sul rutilante mondo della scrittura e che vengono attivamente propagandati da una certa parte della comunità degli scrittori. Il pezzo di Alex è stato abbastanza discusso durante l’ora d’aria qui nel Blocco C, e di là nel braccio femminile, Kara Lafayette ha detto la sua, spostandosi sui problemi di un genere ben definito, ed esplorando una diversa faccia del problema, in un post intitolato Il ghetto degli autori horror. Ne è venuta fuori un’altra bella tornata di discussioni mentre eravamo in fila in mensa, o fuor di metafora su De Ebook Mysteriis.

Perciò io ora faccio un Pork Chop Express, e vi racconto la storia di Cristiane Serruya.

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L’Incubo di Hill House

La colpa è naturalmente della mia amica Lucia, con la quale condivido una sorta di venerazione per Shirley Jackson, per il romanzo The Haunting of Hill House, e per il film del 1963 diretto da Robert Wise. È stata Lucia che la notte passata mi ha indirizzato sulla pagina di Amazon dell’edizione italiana del romanzo, per farmi vedere le recensionoi a una stella lasciate da alcuni lettori. Cose del tipo…

Un libro dimenticato da tutti per ovvi motivi, torna in auge a causa della campagna pubblicitaria per la serie. Mi sono avvicinato a questo librucolo dopo aver letto miriadi di recensioni positive, dopo aver letto che fosse il libro cardine del genere.
Un’opera brutta, con una storia insulsa, condita con personaggi senza carattere, privi di carisma, forzati, che non hanno nessun motivo di rimanere in quella casa, ma lo fanno fino alla stupida fine.
Dalla prima pagina si spera che accada qualcosa, che appaia uno spirito, ma niente, Hill House è piuttosto un posto di villeggiatura per la famiglia. Sconsigliato. Leggete altro.

Recensione Amazon

Vogliamo parlarne? Parliamone…
Vi avviso, sarà una cosa lunga e non eccessivamente piacevole.

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Trash & Cultura Pop

E così ieri sera mi sono guardato il nuovo cartone animato di cui tanti mi hanno parlato. La prima puntata.
E devo ammettere che avevo delle aspettative piuttosto basse, ed ero anche abbastanza prevenuto. Sono vecchio, io e i cartoni animati abbiamo una storia lunga, i miei gusti (o la mancanza dei medesimi) si sono formati in un altro secolo. Anche ammettendo di essere un fan derlla prima ora del soggetto, non mi aspettavo granché.

E invece devo dire che GUNDAM, the Origin mi sta piacendo – è vero, ci sono alcuni scricchiolii rispetto alla continuity dell’Universal Century, ma il solo fatto di rivedere Ramba Ral per noi vecchi è fonte di gioia e tripudio. Aspetto di vedere gli episodi successivi, ma diciamo che le prospettive si sono ampiamente schiarite.

Ma non è di Ramba Ral e di Amon Crowley che voglio parlare, oggi…

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L’impronta delle pecore neozelandesi

OK, avevo detto che vi avrei raccontato la storia delle pecore neozelandesi, e proprio poche ore or sono mi è stata offerta una eccellente opportunità per farlo: un mio contatto via facebook mi ha passato, tramite messaggio privato, un link anonimo. Cliccato il quale non sono arrivato, come pare possa talvolta accadere, a un sito russo che vende armi e stupefacenti o sul blog indonesiano di una casa di malaffare.
No, mi sono invece ritrovato su una pagina facebook legata a un partito politico italiano dell’attuale coalizione di governo, dove sotto alla solita foto dell’Amato Leader con sorriso a settantotto denti, faceva bella mostra di sé questo status.

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La forma del mondo

Washington Irving si chiamava così perché la sua mamma era una fan di George Washington. Il che non è essenziale, ma da qualche parte bisogna pur cominciare – e la strada che parte da una emigrata scozzese che nel 1783 decide di chiamare suo figlio come l’eroe della Rivoluzione passa per Sleepy Hollow, e ci porta molto, molto lontano.

E questa potrebbe, dopotutto, essere una storia di cialtronaggine – Irving divenne uno scrittore, e si abbandonò spesso a cialtronaggini letterarie.
Come nel 1809, quando si inventò Diedrich Knickerbocker, storico newyorkese misteriosamente scomparso, e autore del postumo A History of New-York from the Beginning of the World to the End of the Dutch Dynasty, by Diedrich Knickerbocker – che non è una vera storia di New York, ma una satira di una certa storiografia farlocca e pretenziosa. Solo che i newyorkesi ci cascarono – e non solo presero per storia alcune delle invenzioni di Irving alias Knickerbocker (tipo ad esempio che un nome dell’antica New York fosse stato Gotham), ma venne anche avviata una ricerca per rintracciare il dotto storico, misteriosamente scomparso dal suo albergo.

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Settimana del Pianeta Terra: Solastalgia Portami Via

Oggi comincia la Settimana del Pianeta Terra, e noi parliamo di solastalgia – era in programma come podcast per Cartoline dalla Periferia, ma poiché quel progetto è al momento in sospeso, e poiché si tratta di un argomento importante, eccoci qui.

Cos’è la solastalgia?
La definizione da manuale è

Una forma di disagio psicologico o esistenziale causato dal cambiamento ambientale.

Il genere di sentimento che sta alle spalle del classico una volta qui era tutta campagna, in altre parole. Continua a leggere


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Un grado, forse due

Dal 14 al 21 ottobre sarà la Settimana del Pianeta Terra.
È la sesta edizione.
Da sei anni cerco di organizzare qualcosa qui in Astigianistan, ma pare che la weltanschauung locale non riesca ad arrivare oltre polenta e coniglio.
E allora?
E allora hai un blog, usa il blog.
Si comincia il 14, ma noi su strategie ci portiamo avanti col lavoro.

Immagino vi sia arrivata notizia del rapporto del comitato delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.
È uscito ieri.
E le notizie non sono buone.
E qualcuno dovrà pur parlarvene, no?
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