strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Le finestre di Benedetto Croce

Questo post è un po’ il seguito del post di ieri, quello sul compleanno di Galileo.
La faccenda della discussione fra Calvino a Cassola ha sollevato un po’ di domande e ha condotto ad un paio di discussioni online piuttosto interessanti.

Ora, il dibattito se esistano davvero le due, o tre, culture, o se P.C. Snow si sia inventato tutto e in effetti abbia aggravato la situazione anziché contribuire a risolverla, è una faccenda annosa e complicata, e non si può certamente risolvere su facebook o in chat, però le discussioni segnalano un interesse per il problema.
Che magari si risolve in un “di chi è la colpa?”, ma anche questo è un punto interessante per la discussione.

benedetto-croceOra, quando in Italia si cerca un colpevole per il fatto che la cultura scientifica è stata a lungo disprezzata e considerata “di serie B”, si finisce con l’andare sotto casa di Benedetto Croce a tirargli i sassi nelle finestre.
Per chi se lo fosse perso, Benedetto Croce, filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore, è quello che disse

Gli uomini di scienza […] sono l’incarnazione della barbarie mentale, proveniente dalla sostituzione degli schemi ai concetti, dei mucchietti di notizie all’organismo filosofico-storico.

È bello essere apprezzati. Continua a leggere


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Come abbandonare la nave che affonda: una roadmap

salvagenteAllora, questo è un post di servizio. Perché se non possiamo impedire alla nave di affondare, possiamo per lo meno cercare di passare quanti più salvagente possibile ai passeggeri.
Questa è la madre di tutti i Pork Chop Expres.

L’avete vista la riforma dell’esame di maturità 2018?
Niente terza prova, test Invalsi obbligatorio ma che non fa media, basta la media del sei nelle materie di studio (e la condotta fa media) per accedere all’esame dimaturità, e niente tesina all’orale.
Leggete qui per un’opinione appassionata e condivisibile.

fuck-off-sir-by-fuck-off-factory-snp51409420-600x600Fatto?
OK, ora facciamo due conti – se ho un nove in condotta e due materie col sette, posso andare alla maturità con cinque materie col cinque, basta che passi l’Invalsi.
Non è meravigliosa, la media matematica?
Tradotto in una forma spicciola, il messaggio del MIUR è un tonante coglioni! a tutti coloro che hanno studiato e hanno buttato il loro tempo per uscire bene dalle superiori. È il trionfo della mediocrazia, alla faccia di tutti quei sapientoni arroganti che leggono i loro libri e credono di saperne di più dei nostri amici su Facebook.
È il segnale che quello che stava in fondo alla classe a leggere Tuttosport e mandava affanculo i professori aveva ragione.

È interessante notare come questo provvedimento sia in linea con provvedimenti precedenti relativi all’università, e tesi a squalificare i laureati italiani sul mercato internazionale. Non solo le nostre lauree valgono meno, ma ora anche i nostri diplomati saranno, a tutti gli effetti, dei diplomati di serie B, usciti da quello che non è più una scuola, ma un diplomificio.
Ci stiamo organizzando per diventare il Messico del Vecchio Continente.

Allora, a questo punto, come si diceva, cerchiamo di metterci una pezza.
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Transmediatico sarà lei!

cache_1757953Mi è capitato poco fa di vedere un romanzo di recente uscita poresentato come Transmediatico.
Il motivo?
L’autore si è ispirato a film e videogiochi per scrivere un romanzo che possa piacere (sulla carta) a chi i libri li ha sempre scansati preferendo film o videogiochi appunto.
Che potrebbe anche essere una buona strategia commerciale, badate bene – e se da un certo punto di vista mi fa ridere, perché sono vecchio, dall’altra posso dirmi, perché no?
Chi sono io per parlare? Dopotutto ho una pila alta così di romanzi basati sul franchise di Indiana Jones.

Che tuttavia non sono transmediatici.
E lo sapete che io mi imbizzarrisco quando sento o vedo usanre le parole a casaccio per vendere – ad esempio chiamando i gialli noir e la narrativa grondante sangue pulp perché tanto (dicono loro) è uguale.

Una narrativa transmediatica è qualcosa di molto preciso. Continua a leggere


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Abbiamo Vinto: Pirro e la PFM

Avrei tutt’altro da scrivere1, ma ho promesso questo pezzo al mio amico Mauro Longo, e quindi via. Saranno idee sfuse, e non saranno convincenti.
Ci saranno un sacco di domande e poche risposte.
È andata così: Mauro, di ritorno dalla fiera di Lucca Comics & Games, ha pubblicato sul suo blog un lungo post, che vi invito a leggere. Lo trovate qui, si intitola Abbiamo vinto. E non ce ne siamo neanche accorti…
Leggetelo, per cortesia.

Fatto?
No, naturalmente no, voi i link non li seguite. Allora riassumiamo. Mauro Longo sostiene che

E dunque, signori, mi duole dirvelo ma ABBIAMO VINTO.

Non siamo più gente strana, gente fuori di testa, perdigiorno e nerd sfigati… Il Fantastico è ormai Pop Culture. I meme che girano su Facebook citano A Game of Thrones. I bambini vanno a scuola con lo zaino di Star Wars. Splendide ragazze di 16 anni prendono il manuale di Ultima Forsan perché vogliono iniziare a giocare con le amiche, e saranno LORO le Game Master.

Sauron è caduto, l’Inverno è passato, la Morte Nera è stata distrutta, Hogwarts ha aperto ai Babbani!

Abbiamo vinto.

Adesso tocca solo che ce ne rendiamo conto…

Tanta ingenuità è commovente, non trovate? Continua a leggere


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Parte della soluzione

L’avete visto il post di domenica?
La presentazione di Aimee Mullins per il TED, intendo…
Beh, io dopo averlo postato me lo sono riguardato, e mi sono trovato a pensare

ecco, questo è il genere di televisione che vorrei

brinquote17_thumbE questo mi ha portato a pensare a un genere di cosa che io qui su strategie ho sempre fatto, più o meno, nel mio piccolo – postare video come quello della Mullins, o segnalare libri come quello di Carl Sagan di cui parlavo l’altro giorno. O i miei soliti post sui corsi online che seguo1.
Post che a volte mi pare cadano nell’indifferenza assoluta, ma a volte no.
A volte si riesce ad avviare una discussione.
E mi sono detto che mi piacerebbe farne di più, di post così. Continua a leggere


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Troppo onesti o troppo stupidi

Ci è sorto il dubbio, qui nel Blocco C, durante l’ora d’aria, di essere o troppo stupidi o troppo onesti. Che non è male, come dubbio, per qualcuno che sta rinchiuso nel blocco degli irriducibili, non trovate?

Ma forse, a pensarci bene, non è una questione di stupidità o di onestà, ma solo di senso del pudore.
O senso della vergogna.
Per dire – sono anni, ma davvero anni, che diverse persone mi chiedono da più parti di fare un corso di scrittura.
E se escludiamo un paio d’ore di lezione sulla scrittura per il gioco di ruolo, due anni or sono, per il corso organizzato da Acheron, non ne ho mai fatto nulla. Continua a leggere


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Strategie per il futuro

Mi dicono che in fondo la faccenda delle “troppe qualifiche” è sacrosanta.
Mettiamoci nei panni del povero responsabile del personale, che si ritrova davanti il curriculum di un quasi cinquantenne con una qualifica elevata.
Come può questo serio professionista non domandarsi come mai una persona tanto qualificata si stia proponendo per un lavoro così al di sotto delle sue qualifiche.
C’è, è ovvio, qualcosa di sospetto1.
O, al limite, esiste il rischio che quello, trovando poi un posto migliore, se ne vada2.
Perciò, no, mi spiace, ma davvero lei ha troppe qualifiche.

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(non trovate inquietante anche voi – inquietante ma significativo – che i due che si strinono la man indossino la stessa giacca e la stessa camicia?)

Quindi, vedete, è come imparare un’altra lingua.
Lei ha troppe qualifiche si traduce in non mi fido/sei un rischio.
OK, perché no.
Ci sta.
Allora cambiamo gioco – mi presento ad una amministrazione pubblica (target principale) o a una realtà aziendale3, con tanto di giacca, cravatta, curriculum e un bel progetto di strategic foresight che vorrei proporre come consulenza. Continua a leggere


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Rembrandt e Lao Tsu in bicicletta

Parliamo di Rembrandt, vi va?1

Un paiodi giorni addietro sono stato coinvolto in una curiosa discussione a causa di questa foto (e relativa didascalia).

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Albert Einstein: “Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”.

NON SARA’ CHE QUEL GIORNO E’ ARRIVATO ?

Non so se quel giorno sia arrivato, perché questa foto non rappresenta ciò che chi la sta usando vuole che rappresenti e quindi forse no, il significato è esattamente l’opposto: l’umanità sta bene e vi saluta tutti.

I ragazzini e le ragazzine nella foto stanno usando dei tablet per accedere al materiale documentario reso disponibile dal museo, per documentarsi sul dipinto di Rembrandt.
C’è quindi un cortocircuito: la foto non è una dimostrazione di quanto i giovani scapestrati siano disinteressati all’arte, troppo presi dalla propria attività sui social, ma casomai proprio il contrario. La tecnologia non li sta distraendo, li sta aiutando ad approfondire ciò che hanno appena contemplato.
Bello liscio.

Ma allora perché ci cascano in tanti, e si mettono a piangere e a dire che sì, Albert Einstein aveva ragione, e dove andremo a finire, signora mia…? Continua a leggere