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La lunga notte dei panettoni

2 commenti

Homemade Panettone Fruit CakeDevo ringraziare, per l’ispirazione di questo post, i miei amici Maner Samuel e Angelo Benuzzi, coi quali ho chiacchierato, in momenti diversi, di amici che a Natale ti portano il panettone. Ora sapete chi sono i colpevoli.
Senza stare a girare troppo attorno alla faccenda: Natale. Luminarie, canzoncine caramellose, Last Christmas, magari la neve, e su tutto, in ogni supermercato e negozio di alimentari, i panettoni.
Natale, panettone. È un dato assodato.
E sì, poi ci sono quelli che preferiscono senza canditi, o senza l’uvetta, alto alla milanese o basso alla piemontese, mandorlato, farcito, ricoperto al cioccolato…
Ma noi lo sappiamo che, comunque lo si rigiri, in queste settimane il panettone è lì ad attenderci. Vediamo di conoscerlo meglio, cominciando con le basi.

Dice Wikipedia…

Il panettone tipico della tradizione artigiana milanese è un prodotto da forno a pasta morbida, a lievitazione naturale, avente una tipica forma cilindrica dovuta allo stampo di cottura che rimane attaccato al prodotto finito. La crosta superiore è screpolata e tagliata in modo caratteristico (scarpatura). La pasta presenta una struttura soffice ed alveolata e un aroma tipico della lievitazione a pasta acida.

Questo panettone deve contenere:

. non meno del 20% in peso sul prodotto di uvetta sultanina, scorze di arancia candite e cedro candito sull’impasto;
. non meno del 10% in peso di materia grassa butirrica sull’impasto.

170px-Tazza_caffelatteCon farina, uova, burro e latte, il panettone è una piccola bomba calorica, il che è bene, col freddo di questi giorni.
Una bella fetta di panettone alla mattina è una eccellente colazione, accompagnata al caffelatte classico (quello nella scodella). Memorie d’infanzia.

Ora, negi ultimi anni ho notato che finite le feste, i panettoni spariscono dai supermercati con una rapidità inquietante – sono finiti i tempi in cui per smaltire i fondi di magazzino si andava di 3 x 2 selvatico. Ma con un po’ di fortuna è possibile ancora scucire qualche offerta vantaggiosa fra Capodanno e l’Epifania.
Possiamo fare incetta di panettoni, e fare colazione per molte settimane: il bello dei prodotti industriali è che hanno scadenze lunghe.
Certo, il panettone tende ad asciugarsi e a seccare. Ma possiamo lavorarci. Perché lo sappiamo bene, non è sempre caviale – talvolta è panettone.

E di sicuro il panettone è il dolce più riciclato della cucina internazionale – viene convertito in base per il tirami su, usato come ingrediente per budini e torte…
Ma esistono anche altri espedienti, forse meno immediati, di maggiore effetto, e in generale piuttosto divertenti.

Primo espediente – una rapida passata in un forno ben caldo può servire a ravvivare il panettone (così come ravviva qualunque tipo di pane raffermo).
Si taglia semplicemente il panettone a fette e lo si passa in forno caldo (e spento) per cinque minuti.

A questo punto, il nostro panettone leggermente tostato e caldo potrebbe accompagnarsi bene a delle creme – alla vaniglia o al cioccolato, usate a mo’ di intingolo.
Anche qui, il vostro supermercato vi vuole bene – specie i discount pullulano di cremine peccaminose bell’e pronte. Oppure provate con la cioccolata calda.

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Facciamo un passo avanti.
Secondo espediente – il panettone fritto.
Molto semplice: si affetta il panettone, se ne rimuove la crosta, e lo si salta in padella con del burro ben caldo. Anche in questo caso possiamo servirlo con creme o panna montata o una cucchiaiata di gelato alla vaniglia (nel qual caso, è d’obbligo una spolverata di cannella).

Variante ultrarapida – mentre lo si frigge, lo si flamba usando un bicchierino di brandy, e lo si serve su un piatto cosparso di zucchero. Anche qui, si accompagna con creme o gelato o panna.

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Questa variante è spettacolare se volete fare colpo sui vostri ospiti e comunque servirgli del panettone raffermo del discount.
E se non vi và il brandy, provate il Cointreau.

Terzo espediente – facciamolo pastellato.
Questo richiede un po’ più di lavoro.
Dovete sempre sbucciare il panettone e affettarlo, e poi lo ammorbidite con un po’ di latte tiepido.
Intanto preparate una pastellatura con uova, polvere di cacao amaro, cannella e zucchero (per le quantità… ah, auguri: un cucchiaio di cacao e uno di cannella, e due di zucchero per ogni uovo usato nella panatura).
A questo punto si pastella il panettone e lo si salta nel burro fuso. Gli si può dare una spolverata di zucchero (a velo se siete sofisticati, semolato se siete dei poveracci come me, di canna se siete hipster).
Anche qui, accompagnare con panna, gelato, cose…

Variante tattica – usate due fette di panettone, metteteci in mezzo della crema o della confettura (o del gelato!), impanate e friggete.

Quarto espediente: panettone al forno, ma questa volta per davvero.
Pirofila imburrata.
Disporre il panettone tagliato a tocchetti.
Ricoprire con una miscela di: un uovo, mezzo bicchiere di latte o di panna, un cucchiaio di zucchero e dell’estratto di vaniglia (fialetta o cucchiaino).
Infornare a 180 gradi per un quarto d’ora.
Dategli una spolverata di zucchero a velo.

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Altro?
Sì – c’è chi fa dei crostini di panettone (in tostapane) serviti con burro e salmone affumicato. Ma forse questo è un po’ troppo estremo.

Ah, sì dimenticavo: tutte queste cose potete anche farle col pandoro.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “La lunga notte dei panettoni

  1. Ma ci vuoi male? Non dovremmo neanche guardarle, queste ricette…. Buona dieta a tutti!!!!
    (Ovviamente, scherzo).

  2. Pingback: Zuppa di cipolle alla francese | strategie evolutive

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