strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La Forza

3 commenti

Uno studente dello Zen disse al suo maestro, “Maestro, sono preda di una rabbia incontrollabile. Aiutami a liberarmene.”
“È una cosa davvero strana che ti affligge,” disse il maestro. “Mostramela.”
“In questo momento non posso mostrartela.”
“Perché no?”
“Si scatena all’improvviso.”
“Allora non può essere la tua vera natura,” disse il maestro. “Se lo fosse, saresti in grado di mostrarla in qualunque momento. Perché permetti a qualcosa che non ti appartiene di causare problemi alla tua vita?”
Successivamente, ogni volta che lo studente sentiva la sua rabbia crescere, ricordava le parole del suo maestro e la teneva sotto controllo. Col tempo, sviluppò un temperamento calmo e pacifico.

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Alla faccia di quello gnomo di Yoda.

Mi hanno detto che se non si fa un post su Guerre Stellari, in questi giorni, il blog appassisce e muore.
Per quanto io abbia amato la prima trilogia, che vidi da ragazzo, il mio interesse per Star Wars è progressivamente diminuito.
Oggi come oggi, dovendo parlare di Star Wars, credo che i due unici argomenti interessanti, per me, siano la Forza e Han Solo. Cominciamo perciò con la Forza.

Quando la Forza ci viene spiegata per la prima volta da Ben Kenobi, la Forza è

quella che dà al Jedi la possanza. È un campo energetico creato da tutte le cose viventi. Ci circonda, ci penetra, mantiene unita tutta la galassia.

Il vecchio Jedi utilizza dei termini che sono presi di direttamemnte dal canone Taoista, con una passata di Zen1, ed è qui che Lucas si va ad ingarbugliare in una serie problemi che si trascinerà per tutte le pellicole successive.

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Il problema narrativo fondamentale è che se il Tao… pardon, la Forza ci circonda e ci penetra, allora la Forza è accessibile a tutti.
Non è una questione di predestinazione – fatto salvo il caso del talento personale, l’ipotesi cioé che esistano persone più o meno portate per interagire con la Forza, tutti possono, chi più, chi meno, usare la forza.
O se volete, morto un Jedi se ne fa un altro.

È facile vedere dove una impostazione del genere porterebbe lo sviluppo della serie.
E, a mio parere, si tratterebbe di una direzione più interessante di quella scelta dagli sceneggiatori – la cui battaglia per riportare la Forza a una forma che renda speciali i pochi eletti in grado di usarla è documentata attraverso tutta la serie. Spesso con effetti ridicoli (Midiclorian, anyone?)

Ma esistono poi degli altri problemi, che derivano dall’aver incrociato malamente una filosofia non-dualista con una ideologia dualista. E questi problemi sono ben sintetizzati dalla storiella che apre questo post.
Mentre i Jedi si concentrano sulla soppressione degli scoppi emotivi, al fine di raggiungere un “atteggiamento zen” che con lo Zen ha poco a che fare, ci si è persi per strada l’idea del non-attaccamento.

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Il trucco, ci spiega il maestro nella storia in apertura, non è sopprimere la propria rabbia ma piuttosto, avendone preso atto, non lasciarsene dominare.
La Via Luminosa e il Lato Oscuro sono le due facce della stessa medaglia, le due metà della stessa realtà.
Il Tao… pardon, la Forza, è una sola. Alla fine è solo questione di non comportarsi da stronzi2, e sapere che tutto ciò che è, è così com’è.
E a quanto pare, quell’odioso guanto da forno di Yoda lo dice anche esplicitamente.
Ma come al solito, nessuno stava ad ascoltarlo…3.

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Perciò vedete, sarebbe bastato un minimo di accetazione consapevole della realtà, da parte di un paio di personaggi, e ci saremmo evitati per lo meno quattro film.
Liberando risorse per quello che tutti (tranne George Lucas, forse) alla fine volevano davvero – una serie di film su Han Solo.
Ma di questo parleremo un’altra volta.


  1. lo Zen è una filosofia connessa al Buddhismo, ed i taoisti hanno sempre definito i buddhisti “come i taoisti ma senza il senso dell’umorismo”. 
  2. perché, se ci pensate, non è che abbracciare il Lato Oscuro significhi poi questa gran cosa, in termini di sacrifici e conseguenze – si saltano un po’ di lezioni e ci si comporta da stronzi; non ci sono altri prezzi da pagare. Alla fine,  quali che siano le loro differenze religiose, sul piano pratico Sith significa solo Jedi Indisciplinato
  3. la realtà, io credo, è che spesso gli sceneggiatori si sono limitati a copiare da qualche libro di Alan Watts delle frasi ad effetto da mettere in bocca a Yoda, senza prendersi la briga di fare in modo che quei precetti venissero poi applicati sul serio nella trama. 

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “La Forza

  1. Certo che è incredibile pensare a come un film semplicistico come Guerre stellari abbia cambiato completamente l’immaginario collettivo. Un onesto film d’avventura e space opera, ispirato alle passioni del bambino Lucas: la fantascienza, i combattimenti aerei della Seconda guerra mondiale, Flash Gordon e non ricordo cos’altro. In fondo, Lucas (e il duo Lucas/Spielberg con l’avventura di Indiana Jones) ha voluto realizzare i propri sogni da bambino. Come hanno fato, questi sogni, a diventare un archetipo universale (perchè ormai Star Wars lo è)?

    PS: per la tua gioia, nel 2018 uscirà il film sulla giovinezza di Han Solo.

  2. Pingback: Il topo e la spada (laser) | Book and Negative

  3. Tutto molto interessante e sicuramente vero.
    La Forza è un concetto molto semplicistico e per niente elaborato in profondità e, come dici tu, quando ha provato a farlo, Lucas ha fatto un casino con i midiclorian.
    Ma la forza è una religione, se ci pensi, e tutte le religioni sono semplicistiche e non rigorose dal punto di vista della logica🙂
    Su questo Lucas si è dimostrato coerente.

    Però Star Wars è un film fantasy, le cui licenze poetiche non pesano tanto quanto peserebbero delle incongruenze in un film di fantascienza hard, come Interstellar per dire. E poi è un film, dove lo spettatore ha un sacco di altre cose su cui concentrarsi (battaglie spaziali, stazioni militari, pianeti alieni, lotta fra bene e male) senza preoccuparsi di cosa renda un cavaliere Jedi tale. E la filosofia dei Jedi è solo una parte del tutto, ed il tutto è comunque una delle cose più belle si sia mai visto in un cinema (intendo SW e Empire strikes back).

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