strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Bash, Python, Haskell, Erlang e F#

14 commenti

Settembre si avvicina.
Ci sono un sacco di cose da fare, storie da scrivere, testi da tradurre.
C’è un nuovo blog avviato in combutta con mio fratello.
Ci sono le celebrazioni in arrivo per i tre anni in classifica de La Misura del Tempo Geologico.
C’è da preparare la conferenza sul Creazionismo per il primo di Ottobre.
E c’è il corso di Linux, che da Luglio è slittato a Settembre – e speriamo che partecipino in tanti.

linuxcommandlineE allora perché non prepararsi un po’ psicologicamente a parlare di Linux?
Il caso vuole che Humble Bundle, una organizzazione che vende software, giochi e libri con la formula pay what you want per finanziare delle opere benefiche, stia facendo una campagna con i libri della No Starch Press.
Ho perciò investito un dollaro (ovvero 89 centesimi di euro) nella versione base dell’offerta, che mi ha portato sull’hard disk il solidissimo The Linux Command Line, che copre tutto ciò che si può fare in Linux da terminale… che sarebbe poi tutto.
Ora, non credo che i partecipanti al corso mi griglieranno sulla shell di Linux e su cose del genere, ma è sempre bene sapere qualcosa di più di quello che si intende spiegare, mai qualcosa di meno.

Oltretutto, essendo arrivato “tardi” a Linux, io con il terminale ho lavorato pochissimo, ed è giunto il momento, io credo, di mettersi in pari.
Vale sempre il vecchio principio della mastery dei vecchi programmatori in SmallTalk.

Selezione_009

Con il volume su Linux, i miei 88 centesimi mi hanno anche procurato un manuale di Python (che serve sempre, visto che a fine primavera scorsa avevo iniziato ad addentrarmi in questo linguaggio di programmazione), e tre manuali su tre linguaggi dei quali non so nulla se non ciò che ho letto su Wikipedia: Haskell, Erlang e F#.
E io mi dico, perché no?

Se siete interessati, l’Humble Bundle: Joy of Coding è ancora attivo, e lo resterà per 2 giorni ancora. È una buona opportunità per portarsi a casa con una spesa minima una quindicina di manuali di eccellente livello – incluso l’irrinunciabile If Hemingway wrote Javascript. Tutti i volumi sono in formato pdf, epub e mobi, e DRM-free.
E si finanzia la Electronic Frontier Foundation – come dei bravi, vecchi cyberpunk dovrebbero fare.
Non dite che vi mando io, perché non fa nessuna differenza – ma buttateci un occhio.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “Bash, Python, Haskell, Erlang e F#

  1. Qual’è il blog che hai avviato con tuo fratello?

  2. Ma sei un esperto anche di Linux? Fermati!😉

    • Esperto è una parola grossa – diciamo che ho imparato ad usarlo più o meno bene, e da una decina d’anni è il mio sistema operativo di base.
      Come dico nel post, ci sono arrivato tardi e tutta la parte “crunchy” me la sono persa, finora.
      Ora proverò a parlarne ad un pubblico non specialistico, cercando di convincere un po’ di uffici ad abbandonare Windows.

      Oh, e non intendo fermarmi – voglio continuare ad imparare cose nuove finché ne avrò la possibilità.
      Perché è questo, vivere, no?

  3. Grazie per il tuo suggerimento ho scaricato la app e finalmente ho blog gato anche io. Come vail.mmutuo ? Hai risolto?

  4. Ho speso i miei 15 dollarozzi e con tanti ringraziamenti😉

  5. Come ti trovi a leggere su ebook reader il manuale? Io mi sono sempre trovato a disagio, e dire che comprai l’ebook reader esattamente per leggere manuali. Poi l’ho lasciato per almeno un anno e mezzo inusato, ma dal primo libro letto su ebook, non ho più comprato un libro di carta.

    In bocca al lupo per il corso, per mia esperienza linux va bene solo in certi ambiti professionali, in altri ambiti ci sono purtroppo troppi de-facto standard consolidati in windows.

    • In effetti i manuali su ebook risentono del fatto chenon si può scartabellare avanti e indietro e prendere appunti a margine, o ficcarci decine di segnalibri e post-it con annotazioni.
      Ma per cominciare a farsi un’idea vanno abbastanza bene.
      Per il corso, speriamo in una vasta partecipazione – ma come si suol dire, staremo a vedere.

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