strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Civiltà è un gatto domestico

23 commenti

Si discuteva, giorni addietro, dell’ipotesi di una storia alternativa in cui Homo sapiens non si sia arrampicato sulla cima della catena alimentare.

Chi sarebbe, la specie dominante?
I neanderthaliani?
Gli orsi?
Le formiche?

Io, l’ho sempre detto, punto sui procioni, o orsetti lavatori.
Hanno il pollice opponibile.
Hanno il senso dell’umorismo.
E come dimostrato dalla fotografia, hanno addomesticato il gatto.

La nostra specie ha le ore contate…

Posso tenerlo?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

23 thoughts on “Civiltà è un gatto domestico

  1. Le formiche?
    Un film lo dimostra 🙂

    Però sarebbe più bello un mondo dominato dai procioni o dagli orsi che non dagli insetti.

    Ah, e la variante acquatica, tipo i delfini a governare il tutto?

  2. A me questa foto fa impressione e terrore, credo che me la sognerò per alcune notti di seguito…

  3. stesso identico pensiero di elvezio 🙂

  4. Ragazzi, come siete impressionabili – è un procione, mica uno squalo bianco…

    @Mcnab
    Una civiltà acquatica avrebbe certamente un che di Lovecraftiano… l’ambiente è così diverso, cheporterebbe allo sviluppo di unaforma di intelligenza piuttosto diversa.
    I delfini, ecco, li trovo più inquietanti dei procioni…

  5. Io avrei puntato su gli orsi, forse anche perché sono onnivori, però vedendo questa foto… considerando anche l’aggressività che li caratterizza, forse fai bene a puntare su di loro. Ma anche i delfini non scherzano:-)

  6. La cosa che io trovo più irritante dei delfini (a parte il pene prensile) è che ci provano con le addestratrici e le sommozzatrici.
    Quei falsi pesci non ce la raccontano giusta…

  7. C’è una puntata dei Simpson in cui i delfini (malvagi) prendono il potere.

    Comunque, immaginando una saga ucronica in cui un’altra forma animale prende il potere, bisogna necessariamente tener conto di un’evoluzione diversa da quella reale. Quindi immaginiamoci procioni antropomorfi alti un metro e ottanta…

    Mi vengono in mente gli Ylané di Harrison. Conosci?

  8. Conosco, ma l’ho trovato abbastanza pesante.
    C’è anche un vecchio racconto, Gli Orsi Scoprono il Fuoco…

    Ma i procioni più che altro mi ricordano gli Hoka di Anderson e Dickson…

  9. Grandissimi gli Hoka di Anderson/Dickson, che libro spettacolare! A me della foto impressiona il gatto, perché il mio è esattamente uguale identico spiccicato! 🙂

  10. @ Negrodeath: il gatto della foto mi sembra l’animale più felice del mondo xD

  11. Allora il procione ha preso proprio il mio gatto! Oddio, ora che si deve fare in caso di rapimento?!? 🙂

  12. Ne parlai credo l’anno scorso con la gente di utopiaucronia. Si parlava di polipi, colonie di insetti, tartarughe e corvi.

  13. Non tutti insieme, spero!

  14. io ho paura, adesso
    E’ da due giorni che un animale mi ruba le galline e non riusciamo a capire chi è.
    Pensavamo a Mario, quello che abita nella mia via, e avevo detto a mia madre – che sosteneva di aver avvistato un animale peloso con gli occhi neri che camminava eretto – di smetterla di raccontare cazzate.
    Temo di dovermi ricredere.
    Come si uccidono?
    Bisogna sparargli in testa o col paletto di frassino?

  15. Da ciò che mi hanno raccontato, più che ai polli, questi tirano ai bidoni della spazzatura.
    Per i polli, i continuerei a tenere d’occhio Mario – che magari e ha presi un paio come aiutanti ed esecutori materiali, ma il cervello è lui…

  16. Ho sempre pensato che magari anche i dinosauri, anzi qualche discendente di velociraptor, potessero svilupparsi in linee evolutive alternative. Probabilmente un’eresia per gli addetti ai lavori.
    Forse sono stato troppo influenzato da spielberg e dai suoi glabri animatronics…

  17. Da un punto di vista strettamente statistico, qualsiasi creatura (o comunitàdi creature) potrebbe sviluppare intelligenza in presenza degli stimoli giusti.
    Ci sono dei lavori ipotetici sui dinosauri, e la loro possibile evoluzione – alla fine i ricercatori arrivarono a disegnare esseri abbastanza simili ai soliti “grigi” di X-files.

    In linea di massima, si ritiene che gli organismi marini vivano in un ambiente troppo stabile per favorire lo sviluppo di una intelligenza “superiore” (ma chi è che misura?)
    Gli insetti finirebbero per creare intelligenze collettive.
    Ma non sarebbero gli unici – l’eterocefalo glabro (che è un mammifero, anche se stiamo raccogliendo le firme per farlo declassare a schifezza) ha una struttura sociale a formicaio…
    I mammiferi hanno il vantaggio del metabolismo accelerato, che li rende un po’ iperattivi, e potrebbe aiutare…

    C’era un vecchio romanzo (di Doris Piserchia) in cui il protagonista scopriva all’improvviso di essere semplicemente un grosso ratto evoluto, ed impazziva per la vergogna…

  18. No scusate…i delfini hanno il pene prensile? So che siete uomini e l’informazione vi è passata inosservata, ma PRENSILE???
    PRENSILE per prendere che???? Ok, niente battutacce da osteria…
    Cosa ci fanno? Ci prendono la birra marina? Si attaccano all’ancora della bialberi con Playdolphin aperto al paginone centrale? Il cibo??? Spiegati a cosa serve un pene prensile se no non dormo stanotte.

  19. Non vorrei mai indurre l’insonnia in una signora.
    Dunque…

    I delfini hanno il controllo volontario di una serie di muscoli del loro apparato genitale (che essendo mammiferi, è abbastanza standard, se proprio volete immaginarvelo) e quindi possono usarlo per… come dire… aggrapparsi all’interno dei genitali femminili, al fine di non venire accidentalmente persi per strada durante l’accoppiamento.
    Accoppiarsi in acqua comporta tutta una serie di dinamiche – specie se si è creature idrodinamiche – che senza un ancoraggio potrebbero compromettere il rapporto sessuale.

  20. Persi per strada è fantastico…! Grazie

  21. Mi segnalano adesso questa vecchia discussione, ma intervengo lo stesso, così, a mo’ di rompiballe. Da tutti i pezzi del puzzle che ho messo insieme fin qui non credo che una linea evolutiva distinta potrebbe mai dar vita a creature troppo diverse da come siamo fatti noi, i “colli di bottiglia” sono semplicemente troppi. Il motivo per cui abbiamo sviluppato l’intelligenza è che ci è stata necessaria per sopravvivere: erbivori e grossi predatori non ne hanno avuto necessità. Noi ominidi siamo sempre stati un po’ e un po’… nel bel mezzo della catena alimentare, onnivori, predatori e prede al tempo stesso, sempre ad un soffio dall’estinzione perché le abilità che guadagnavamo avevano un prezzo da pagare. Una grossa parte del nostro cervello si occupa della manipolazione, motivo per cui abbiamo dovuto assumere una posizione eretta, col grosso svantaggio di divenire corridori scadenti e maggiori problemi per le femmine a partorire. Un’altra grossa porzione del cervello si occupa del linguaggio, evidentemente perché la capacità di manipolazione richiedeva un linguaggio esteso per fornire le istruzioni necessarie a tramandare l’esperienza conseguita (tradizione orale). Ad un certo punto ci siamo ritrovati in grado di dar nomi alle cose, di organizzare ragionamenti, di descrivere il mondo, e siamo divenuti umani.

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