strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il tempo è un’illusione

16 commenti

Post anomalo del nostro piano-bar del fantastico.
Ma quando due richieste (per di più una anche in arretrato!) arrivano da commentatori assidui ed attenti, non ci sono scuse che tengano.
Ci si mette alla tastiera e si suona.
Al limite si improvvisa.

La questione viene sollevata da Cristina con…

una domanda ce l’ho: dove trovate il tempo per leggere libri, informarvi, vedere film, scrivere 3/4 post al giorno (parlo di te, Davide), commentare quelli altrui ecc.? Dove trovate tutto questo tempo? Perché ce ne vuole molto, e dovete averne avuto anche molto, in passato, per essere in grado di gestire così tante e variegate informazioni. Io credo di essere appassionata di molte cose – come qui vedo in voi una notevole versatilità e conosco Davide nella sua – e appunto mi chiedo: dove/come avete tutto questo tempo? Spiegatemi il segreto

… alla quale si allinea Orlando con un più succinto…

la stessa domanda l’ho fatta e la faccio anch’io da tempo (l’ho fatta a Mastro Mana, a Elvezio e ad altre persone cui vale la pena farla), ma non ho mai ottenuto risposta…

OK, apriamo le danze – ma se improvvisazione dev’essere – e che Dave Brubeck ce la mandi buona – allora sarà un’improvvisazione alla mia maniera, e comincerà con una cosa che sembrerà che non abbia nessun senso ed alcuna connessione, ed invece ce l’ha.
Aspettatevi l’inaspettato.

Ho qui da qualche parte, su un libro che si trova al momento troppo lontano da dove siedo per verificare il testo esatto, una lettera spedita da Robert Howard a The Eerie, la rubrica della posta/forum dei lettori di Weird Tales.
Era il 1930 e rotti.
Howard loda l’ultimo racconto pubblicato sulla rivista da un certo autore – forse Lovecraft, forse un altro, non ricordo.
E apre questa lettera molto sentita e lusinghiera spiegando che si è preso un momento dalla sua attività principale – bruciarele spine dai cactus in modo che le capre possano brucarli e trovare un po’ di sollievo per il caldo e l’arsura.
Si tratta di una istantanea ironica ma rivelatrice di come Two-Guns Bob si dovesse sentire a Cross Plais.

Prendetela e tenetela lì.

Ho una buona presenza on-line.
Sono sempre stato refrattario ai forum (pigrizia), ma sono cresciuto con le mailing list.
Al momento gestisco questo blog e qualche altra pubblicazione online sporadica.
Leggo una quindicina di blog regolarmente.
Commento su tre o quattro di questi.

Oltre a ciò svolgo il mio lavoro di ricercatore.
Scrivo e leggo (beh, in effetti leggo e scrivo, a dire la verità).
Riesco a vedermi un film ogni tanto, ed ho una squadra di giochi di ruolo con cui gioco più o meno regolarmente (tutti i giovedì, quando non sono in trasferta per lavoro).
Ed ascolto una valanga di musica che ad alcuni non piace, ma la ascolto io, non voglio imporgliela, e qui tutti sono liberi di preferire ciò che preferiscono fintanto che rispettano le scelte altrui.

Il tempo, dunque.
Togliamoci dai piedi le minuzie.
Sono un micropaleontologo, e quindi, come tutti i micropaleontologi da che esiste la micropaleontologia (tranne forse quella mummia di Cushmann), lavoro ascoltando musica.
E prima che qualcuno si metta a pigolare – aiuta la concentrazione, non il contrario.
Per me funziona.

Leggo.
Mi piace leggere e leggo molto in fretta.
In inglese, circa 80-100 pagine all’ora, se il testo mi acchiappa.
Un romanzo mi dura due sere – leggendo dalle nove a mezzanotte.
E dire che avevo cominciato a leggere in inglese perché ci mettevo più tempo, i libri duravano di più e così spendevo meno!
Leggo di tutto – narrativa e saggistica, a seconda del periodo.
Sono molto curioso, e quindi l’accesso alle edizioni anglosassoni (gli inglesi hanno un libro su qualsiasi argomento) è una benedizione ed una dannazione.
Ed essendo un prodotto abbastanza riuscito (per certi versi almeno) del sistema scolastico occidentale, l’unica cosa che ho imparato a scuola è stata come imprare, ed un sacco di ciò che leggo mi resta appiccicato addosso.

Così ci siamo tolti musica, lavoro e letture.
Ed i molti interessi.

Blog, quindi.
Prima di tutto, ho un feed reader.
Ne esistono a dozzine – quello che uso io è eccellente, gratuito e si chiama RSSowl.
La mattina accendo il computer, e RSSowl scarica i post recenti dei blog che seguo.
Spulciare i cotenuti e rispondere dove e quando è il caso è piuttosto rapido.
RSSowl è programmato per scaricare i nuovi post ogni tre ore – così becco anche gli aggiornamenti nell’arco della giornata.
Semplice, rapido, indolore.
Se ci sono molti blog che seguite e non usate un feed-reader, state buttando del tempo.

Scrivere.
Sorvoliamo sullo scrivere storie – che è tempo sottratto all lettura.
Io raramente, molto raramente, scrivo un solo post per il mio blog.
Di solito ne scrivo almeno un paio.
Se ho il tempo e la voglia di scrivere, allora scrivo.
E poi metto in coda.
In questo senso il mio blog è sempre di un paio di post avanti rispetto a me (e non è l’unico….)
Se è necessario inserire qualcosa al volo – ad esempio la notarella per la scomparsa di Ingrid Pitt – posso sempre riorganizzare la tabella di marcia.
Idem per i post a richiesta – come questo.

Questo è il mio blog.
Ci parlo di quel che mi pare – il che significa che non è listato come “letteratura” o “cinema” o “giochi” o “politica”.
Seth Godin lo chiamerebbe Cat Blog.
Io non faccio post da 15.000 parole per spiegarvi perché un certo libro (film, disco, gioco) è bello o brutto.
Se è brutto, a meno che non ci sia qualche aspetto interessante, evito di parlarne.
In passato non ho seguito questa regola, e me ne rammarico.
Io non scrivo trattati – il barista dietro al bancone non si prende diecimila parole per dirvi come gli pare che la butti.
Se cercate trattati, sapete di poterli trovare altrove.

Quindi, alla fin fine, gestire questo blog e rispondere ai post, e postare sui blog dei miei vicini di cella, non mi brucia più di un’ora al giorno – idealmente mezz’ora dopo pranzo e mezz’ora prima o dopo cena.

Sì, scrivo piuttosto in fretta (con un sacco di errori di battitura, lo sò).
Nessuna barriera fra pensiero ed azione (a parte una tastiera Trust da sette euro che contraddice il proprio nome, con un sacco di tasti che si incastrano – a cominciare dalla N).

E così veniamo alle capre di Bob Howard (ve le eravate scordate, ammettetelo).
Io non brucio le spine sui cactus, ma vivo in un posto in cui l’idea di una serata eccitante era ua partita a biliardo al circolo, finché non hanno tolto il biliardo per metterci quattro videopoker.
Sto a circa ottanta chilometri dalla maggior parte dei miei amici.
OK, è vero, ne ho un paio a non più di cinque, ma ne ho anche una dozzina a più di quindicimila.
Gestire questo blog è quindi parte integrante della mia vita sociale – sono il classico caso del tipo che ha aperto un bar per avere qualcuno con cui chiacchierare.
Lo dico senza alcun pietismo – io non vado a rimorchiare in discoteca, non attacco bottone con gli sconosciuti al parco, non arringo la folla da sopra ad una scatola di legno… io stresso gli estranei di chiacchiere attraverso il mio blog.
È come scrivere racconti.
Scriviamo per essere letti.
Io, voi, Two-Guns Bob settant’anni fa a Cross Plains.
Quelli che scrivono solo per se stessi sono bugiardi ed ipocriti – e se non se ne sono accorti, sciocchi.

Ora, tutto il gioco di equilibrio qui sopra dipende da un solo elemento – quanto è importante per voi ciò che state facendo, ciò che volete fare, ciò che farete.
Se ciò che fate importa, allora trovate il tempo per farlo, se no, no.
Se state dicendo “Ah, vorrei tanto fare X ma …”, la probabilità è molto elevata che X no sia abbastanza importante per voi.
Non è una colpa, non è un giudizio morale, questo. È una valutazione spassionata, un dato di fatto.
Analizzate senza melodrammi la vostra giornata, e troverete uno schema non dissimile da quello che ho descritto qui sopra – solo conaltre voci ad occupare gli spazi disponibili.
Quelle sono le cose che vi interessano di più – che vi piaccia o meno.
Accettatelo, o cambiate le vostre priorità, se preferite – ma non venite a prendervela con me.

Aggiungo una coda al pezzo, soprattutto per spiegare perché le domande cme quelle che hanno aperto questo post spesso vengano lasciate senza risposta.
Succede perché di solito (anche se certamente non in questo caso) chi ci arriva sotto con la frase

“Non so come fai a trovare il tempo per fare tutto ciò che fai..”

sembra ci stia facendo un complimeto, un’osservazione lusinghiera, ma di fatto ci sta dando una snobbata professionale, di quelle che sottintendono

“Vorrei avere anch’io il tempo di fare tutte le sciocchezze che fai tu, ma io ho cose importanti da fare…”

Non dico che ci sia malizia o premeditazione.
Ancora una volta, non sto offrendo un giudizio morale – sto osservando un fatto.
È un comportamento acquisito, un piccolo pregiudizio che viene fuori – quest’idea che ciò che io sto facendo sia più importante di ciò che fate voi. È una di quelle minuscole discriminazioni che facciamo ogni giorno senza volerlo, e senza accorgercene.

Ma ripeto, non è certamente questo il caso.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Il tempo è un’illusione

  1. Io come tutti,penso,credo,di avere una regolare vita integrata.Su cosa poi intendiamo per regolare ognuno di noi ha la sua,legittima,risposta diversa.Ma la base costante è sempre quella:un lavoro che può piacere o meno,una casa,spesso compagni e compagne con cui aprire un progetto di vita più o meno lungo e poi le rotture di cogl…che la vita ci dà cioè mutui,bollette,preoccupazioni varie.
    Poi ci sono i progetti e le passioni personali,quelle cose che rappresentano la nostra valvola di sfogo o il nostro divertimento o ancora la soddisfazione della nostra curiosità.
    Eh si ilnocciolo del discorso è la curiosità,quella che mantiene il nostro cervello ancora attivo,Curiosità genera interesse,l’interesse fa in modo che ogni essere umano alla fine trova,se vuole,tempo per approfondire i campi del suo interesse.
    Perchè poi subentra la seconda parte del discorso,la differenziazione tra quantità di tempo a disposizione per poter seguire tutte quelle cose e qualità del tempo impiegato.
    Se io provo interesse per qualcosa cercerò di dedicargli le attenzioni migliori e la qualità miglire dellla mia attenzione.
    Terzo aspetto del discorso:il numero d’interessi e di passioni,anche questo influisce sul tempo per fare certe cose.Che si tratti di trenini elettrici,fotografia,lettura,cinema o sesso se una persona ha un unico interesse avrà più tempo da dedicare a quell’unico interesse.
    Se invece ce ne sono di più,non per questo la qualità del tempo sarà minore o peggiore,semplicemente ci sarà una maggiore apertura mentale della persona in questione.Quarta questione da un interesse ne può scaturire un altro unpò come il discorso della retta che unisce due punti;la passione per i fumetti può portare alla passione per il teatro,quella del teatro ai festival letterari,i festival ai viaggi.
    In una parola una persona aperta mentalmente il tempo per fare tutte quelle cose lo trova sempre.
    Ok lo so che non siete abituati a sentirmi parlare seriamente,levatevi quell’espressione sconvolta dalla faccia e state tranquilli sono sempre Nick e non un ultracorpo:)

  2. Sì, ok, ma ‘sta storia degli ultracorpi da dove salta fuori?
    Cosa avete fatto mentre non c’ero?!

    Però sono daccordo – la qualità del tempo che dedichiamo ad un interesse essenziale.
    L’attenzione, la cura, l’approfondimento, sono tutti frutti dell’interesse e della passione per un dato argomento – e portano a spremere anche gli ultimi secondi da ogni ora, ma bene.

  3. A questo blog manca una sola cosa… Il tasto “applauso”. 🙂
    Posso aggiungere che sostituire qualche pasto con succhi di frutta e centrifughe, non guardare la TV, non avere una compagna e lavorare a casa, nel mio caso,liberano un sacco di tempo.
    E migliorano la qualità complessiva della vita.

  4. Anche fare il turnista libera un sacco di tempo.
    Ecco sono tornato quello di prima.

  5. Personalmente mi sono trovata con più tempo per me quando 4 anni fa ho deciso di farmi qualche domanda.
    Lavorare più ore del necessario vale la pena, oppure avendo più tempo libero mi organizzo meglio e spendo anche meno soldi in stupidaggini?
    Uscire con pseudo amici tanto per non stare in casa mi appaga oppure mi rincitrullisce?
    Buttarmi sul divano davanti alla Tv mi rilassa o mi rende ameba?
    E altre di questo genere.
    Cambiare alcune abitudini non è stato immediato. C’è voluto un pò di tempo.
    Ma la soddisfazione che mi da la lettura, mantenere contatti con tanti amici in giro per il mondo, imparare una nuova lingua anche se non ho più vent’anni, è davvero tanta.
    E allora si impara a dormire un pò di meno. A non perdersi in futilità.
    Certo passo anch’io a volte quei 10 minuti libidinosi con il barattolo di Nutella davanti a CSI… ma sono solo 10 minuti di Qualità. ; )

  6. Sai che questo e’ davvero molto interessante?

    Magari imparo a gestire anch’io meglio il mio tempo… leggo anche troppo (velocemente anch’io), ma ho due bambini ed un marito, una casa grande da pulire ed un giardino (foresta?) e impegni sociali e di volontariato e di lavoro pagato (purtroppo quello sembra essere sempre meno…. cioe’, la paga, non i lavoro) il tempo mi scivola fra le dita…. vorrei solo essere piu’ efficente e multitasking con quello che mi ritrovo al computer… provero’ ad applicare un po’ dei tuoi ‘trucchi’.

    CIao
    Alessandra

    PS

    bel blog 🙂

  7. OK, adesso ho capito molte cose. Come replica al fatto che mi sembra che la tua accusa verso chi non è come te e ti ha sollevato questi interrogativi è che evidentemente non è abbastanza motivato/interessato, ti spiego solo quanto segue: il mio tempo è assolutamente saturo di 1000 diversi interessi, ma non posso arrivare a 10.000 perché semplicemente sono più lenta di te, in tutto: nello scrivere, in cui cerco di non fare errori (anche se talvolta sono di fretta anche io, e quindi qualcosa mi sfugge) e rileggo ciò che scrivo per verificarne la correttezza; nella lettura, dove se va bene riesco a leggere un libro ogni due settimane perché di norma ne trovo il tempo solo alla sera e alla sera sono stanca morta da un mare di lavori che mi saturano la giornata – senza parlare di quanto velocemente dimentico le cose lette mezz’ora prima proprio per la stanchezza che mi impedisce ormai da almeno 4/5 anni la concentrazione; film non ne vedo praticamente *mai* proprio perché due ore da dedicare loro ormai sono un lusso che mi fa sentire in colpa perché dovrei piuttosto passarle a lavorare per mettere insieme uno straccio di stipendio da sopravvivenza (e a 40 anni non ci sono ancora); infine la lettura dei blog e dei loro commenti, nonché la mia partecipazione a questi, mi viene faticosa perché – dopo 10 ore al pc a cercare bandi in linguaggio amministrativo/legale inglese e a fare budget e rendicontazioni per finanziarmi le poche ricerche e i pochi lavori che riesco a fare quando ho finalmente messo insieme due euro – notare che sono un’antropologa e una regista come formazione, e quindi tutto il resto l’ho dovuto imparare facendolo (che se uno l’avesse studiato o qualcuno glie l’avesse insegnato, magari ci metterei un ddecimo del tempo che invece ci impiego) e lo detesto, ma o così o non sopravvivo – i miei occhi sono a pezzi e la nausea spaventosa.
    Quindi i miei complimenti a te sono sinceri, come la mia invidia 🙂

  8. Bel post.
    Si tratta di una domanda che fanno in molti anche a me.

    Do la mia risposta, certo che a molti non piacerà (la sincerità raramente piace).

    In primis non ho una famiglia né ho intenzione di farmela (niente pargoli scagottosi per me, sorry). Questo vuol dire un buon tesoretto di tempo libero in più da cui partire.
    Faccio un lavoro che, Dio volendo, mi lascia un discreto tempo libero. Vale a dire che dalle 17 in poi di solito sono a casa. Sembrerà assurdo ma non ho mai pensato di cambiare impiego (pur essendo noioso, con pochissime prospettive di carriera etc etc) proprio perché in giro mi sembra che ci siano alternative più vicine alla schiavitù che ad altro.
    In più in ufficio ho un permamente collegamento a Internet, senza filtri di sorta se non il buon senso. La mattina riesco raramente a collegarmi sui vari blog etc, ma nel pomeriggio, tra una mansione e l’altra, riesco a leggere gli amici che seguo e magari anche a scrivere un po’. Non tanto, ma pur sempre meglio di niente.
    E poi: la mia vita sociale dai 30 in poi ha subito una razionalizzazione severa. Esco solo con chi merita il mio tempo e solo per occasioni davvero interessanti. Niente serate “tanto per”, a imbruttirsi con gli amici al bar. Niente discoteche, niente serata glam tanto per farsi vedere in centro nel localino alla moda.
    Piuttosto sto in casa, invito amiche e amici, tra una pizza e una birretta, connessione attiva e molto relax. Questo non sempre, si capisce. Il week end sono quasi sempre fuori casa, ma in settimana i ritmi di “vita sociale” sono blandi.
    Molte sere le passo da solo. Scrivo, leggo, vedo qualche film. Non soffro di solitudine. A volte l’anelo, visto che passo il giorno a Milano, uno dei posti più incasinati che si possano immaginare.
    Il tempo quindi lo trovo. A volte ho la sensazione di scoppiare, quando troppi impegni si accumulano, ma di solito sono piuttosto soddisfatto di coltivare questi interessi.

  9. Ringrazio di cuore e con affetto Mastro Mana per la sua risposta, per questo post.
    Era importante per me. Grazie!
    Orlando

  10. Ti seguo… io ho molto tempo libero, anche se lo uso disordinatamente. Il blog mi serve per darmi un po’ di ordine. Avere delle scalette mi obbliga a rispettarle. Postare un romanzo a puntate come sto facendo in questi giorni, mi obbligherà finalmente a metterci la parola fine per davvero. In più, come Alessandro non ho famiglia, le amicizie sono iperselezionate, gli interessi spaventosi e naturalmente non soffro di solitudine…
    Scrivo tranquillamente cinque o sei ore al giorno di media: blog, commenti, romanzi, racconti… a volte alla grande, a volte da pirla, ma non riesco a passare una giornata senza farlo. Il resto del tempo lo passo a leggere. Non guardò la televisione, ovvero la gurado poco. In auto ascolto musica…
    e con le donne esco solo su appuntamento. :-d

  11. devo dar ragione a mcnab, la famiglia ed i figli “mangiano” molto tempo, nonche’ denaro….poi danno anche soddisfazioni, senso alla vita e fannonvedere con occhi diversi, ma questo e’ OT in questo post(o).

    Per quel che mi riguarda, ho guadagnato una valanga di tempo da quando ho comprato l’IPhone, leggo giornali, siti, i blog, li commento ( come ora) e soprattutto scrivo nelle mie lunghe peregrinazioni o pause ( treno, pausa
    pranzo, ecc.), un modo utile di usare la tecnologia, almeno per me..

    mb

  12. @ tutti: attenzione, la questione non è il come usare il tempo, dove ognuno è libero di dare il giudizio che vuole sui modi in cui ritiene sia ben speso o sprecato. Personalmente, per esempio, io non accetterei mai che nessuno si arroghi il diritto di depredarmi di ore di vita in cambio di soldi, così come 10 minuti di Nutella mi fanno venire i brividi dal disgusto. E ho una vita di moltissimi interessi di alta qualità, secondo me, che ricalca molte delle cose che voi stessi avete detto. Ma queste, appunto, sono scelte a livello qualitativo, giudizi di valore personali e fatti propri.

    Quello che qui discutevo è la quantità di tempo necessario per fare tutte le cose che vuoi fare: la mia perplessità era quantitativa. Conosco abbastanza Davide da sapere in quante cose è impegnato, e lui conosce abbastanza me da sapere che appunto pure il mio tempo è saturo in un modo che entrambi riteniamo positivo. Quindi mi chiedevo come facesse a fare/sapere più di me in termini puramente quantitativi. La risposta è che se io ci metto due settimane a leggere un libro che Davide legge in due ore, io sarò un’ignorante e lui un pozzo di scienza. Non sarò mai come lui, avrò dal mio punto di vista la vita ricchissima e intensa che riesco a gestire.

    Mi auguro solo, e ti chiedo cortesemente, Davide, di non far sentire inferiore, o svogliato, o giudicare privo di interessi chi semplicemente non sta nella tua velocità e ha un altro ritmo di vita, ricezione, elaborazione e assimilazione delle esperienze e delle informazioni – siano queste un libro, un film, un testo di un blog, un confronto verbale, una passione qualunque. Perché sinceramente io questo provo, accanto a una piacevole ed educativa lettura…

  13. Eccomi.
    Benvenute a Giusymar e Alessandra, già che ci sono.

    Dunque, un paio di cose.
    Primo, io non intendo far sentire nessuno in colpa per alcunché.
    E chi sono, il Papa?
    Inferiore o svogliato – rispetto a me?!
    Cristina,stai scherzando.

    Il fatto che io sia – sulle cose che mi interessano e mi piacciono – un lettore veloce, non mi rende migliore o peggiore di chiunque altro, e non giudico le persone per come o quanto leggono, casomai per cosa leggono 😉
    Come credo di aver ripetuto ampiamente nel mio post, qui non parliamo di giudizi morali o di merito.

    Tuttavia, sulla questione tempo ritengo che la faccenda della priorità rimanga essenziale.
    Nel senso che se c’è qualcosa che ti piace e non trovi il tempo per farlo, è molto probabile che non ti interessi abbastanza – o,giriamolo in maniera positiva, che ci siano cose che ti interessano di più.
    Fine.
    Niente di male.

    E tu mi dici, “Ma io proprio non ho il tempo per fare altro.”
    Perché tutto il tuo tempo è impegnato da cose necessarie, o essenziali.
    Che è poi ciò che dico io.
    Anche il mio tempo è completamente impegnato da cose necessarie (guadagarsi da vivere, mantenere la casa ad un livello una tacca sopra al livello Oscar Madison, prepararsi dei pasti commestibili etc), e quelle essenziali (leggere, scrivere ecc).
    Se ci fosse qualcosa di più importante, per te, in questo momento, il tempo lo troveresti mettendo in secondo piano altre tue attività.
    Pensa alla storia della tua vita, e probabilmente ti accorgerai che è già accaduto – come scelta consapevole o inconsapevole, non ha importanza ai fini della discussione.
    Capita a tutti.
    Le nostre esistenze sono un processo dinamico – le priorità cambiano, gli interessi mutano…
    Se avessi impiegato le due ore al giorno, tre volte la settimana, spese fra il 1990 ed il 1995 a fare scale al flauto per imparare piuttosto a programmare in Javascript ora probabilmente sarei un programmatore disocc… ok, lasciamo perdere.
    Considerando che non sono diventato né un flautista né un programmatore, forse quelle ore avrei potuto impiegarle per fare altro.
    Ma se si comincia con certi discorsi…

  14. Ah, quando si dice il caso….
    Il blog IO9 ha appena postato una interessante lista: 10 serie TV essenziali che potete guardarvi in un weekend invece di adare a fare shopping

    http://io9.com/5699736/10-tv-series-that-you-can-watch-in-one-weekend-instead-of-shopping

    E devo dire che approvo quasi tutta la lista, a cominciare dalla prima e dall’ultima entry.

  15. Bel post… più o meno siamo lì, anche se io finora ai libri ho sempre preferito i fumetti o gli anime, a RSSowl il sempreverde Google Reader, e non faccio il paleocosologo 😛 …. ed in effetti anche io mi trovo spesso a sentire la stessa domanda, specie da quando ho cominciato a studiarmi per mio conto il giapponese… poi però ad analizzare per bene le cose vedi che se non passi 2 o più ore al bar, non esci la sera tanto per uscire, ecc… beh, allora un po’ di tempo da sfruttare c’è… o semplicemente da buttare (a volte faccio anche questo)

    saluti a tutta la banda

  16. Il tempo credo sia il bene più prezioso per me, e spesso è davvero difficile conciliare la vita che per molti viene ritenuta “vera” (lavoro, famiglia figli) con quella di personale creatività e svago.
    E’ una lotta quotidiana. Qual’è la vita vera, quella di Clark Kent o quella di Superman?
    Per quanto mi riguarda il lavoro è solo un mezzo per “guadagnarmi” la mia reale esistenza: libri, fumetti, viaggi, tecnologia, cibo delizioso come un cheesecake.
    Partendo da questo punto di vista è facile pensare come possa trovare il tempo di dedicarmi alla mia scrittura, alla fotografia, alla musica, a questo imperdibile blog.
    Aggiungiamo un pizzico di mcnab che seleziona uscite e persone et voilà la ricetta è pronta.
    Vado al lavoro come andassi a teatro: recito una parte che conosco a memoria e poi sono me stessa dalle 18 in poi, dedicandomi a ciò che amo di più tra una padella e un dover fare il minimo sindacale per la mia casa.
    Non ho figli nemmeno io, mai desiderati. Ma ho un compagno anche lui innamorato dei suoi hobby, oltre che di me, e riusciamo a gestire il nostro tempo senza rinunciare a noi stessi, alle nostre passioni.
    Credo, Cristina, che trovare il tempo (sia esso speso in lentezza o a velocità di curvatura) sia piuttosto la ricerca di un equilibrio delicato. E se sei qui con noi, anche questo blog è importante in qualche misura per te, ti intriga, e quindi, gli regali un pizzico del tuo tempo.
    Penso che troviamo il tempo per tutto ciò che ci provoca piacere, ed è splendido incrociare i piaceri, cibo musica e lettura, sesso e rock n’roll e via dicendo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.