strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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L’impronta delle pecore neozelandesi

OK, avevo detto che vi avrei raccontato la storia delle pecore neozelandesi, e proprio poche ore or sono mi è stata offerta una eccellente opportunità per farlo: un mio contatto via facebook mi ha passato, tramite messaggio privato, un link anonimo. Cliccato il quale non sono arrivato, come pare possa talvolta accadere, a un sito russo che vende armi e stupefacenti o sul blog indonesiano di una casa di malaffare.
No, mi sono invece ritrovato su una pagina facebook legata a un partito politico italiano dell’attuale coalizione di governo, dove sotto alla solita foto dell’Amato Leader con sorriso a settantotto denti, faceva bella mostra di sé questo status.

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La Notte del Lupo

Qualche giorno addietro ho postato in giro un’immagine… l’immagine qui sotto.

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Questo bel tomo è la buonanima di Gary Dahl, un pubblicitario che nel 1975 inventò i pet rocks – sassi arrotondati presi da una spiaggia messicana, venduti in una scatola di cartone con un fondo di paglia, e un manualetto che spiegava come prendersi cura di questi “sassi da compagnia”, il tutto per un costo all’origine di pochi centesimi al pezzo. La confezione includeva anche un guinzaglio per portare a passeggio il sasso.
I sassi da compagnia di Dahl si vendevano per 4 dollari l’uno.
La febbre dei pet rock durò sei mesi, durante i quali Dahl vendette un milione e mezzo di sassi in scatola.

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Quasi in contemporanea con la storia dei sassi da compagnia, mi è capitato di incespicare su un’altra storia, che pare completamente diversa, ma fa curiosamente da contrappunto alla storia di Dahl.
La storia fa più o meno così. Continua a leggere


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60 Minutes Game

Screenshot from 2018-09-20 10-38-03Domani sera – venerdì 21 settembre – sarò coinvolto in un interessante esperimento ospitato da GDR Unplugged.
L’idea è quelal di prendere due creatori di giochi, dar loro una lista di parole votate dal pubblico, e concedere ai due malcapitati 60 minuti per creare un gioco.
Dal vivo.
Online.

Non ovviamente un gioco istantaneamente giocabile, ma diciamo un prototipo funzionante, una outline completa, un set di regole e linee guida e un abbozzo di setting.
Una cosa così.
Una versione 0.1

le-notti-di-nibiruCi si può riuscire?
Noi domani sera ci proveremo – noi nel senso del sottoscritto e di Daniele Fusetto, blogger a Storie di Ruolo e autore di Le Notti di Nibiru.

Tanto per metterci in difficoltà, dopo aver postato delle foto meno che lusinghiere delle vittime, l’organizzazione ha dato in pasto al pubblico una lista di parole-chiave improponibili, e il popolo ha espresso il proprio voto selezionando la seguente lista

  • passione
  • mappe
  • dolore
  • solitudine
  • coraggio
  • pastelli

Sì, ci vogliono male.
La mia idea – che non mancherò di proporre a Daniele – è di creare un gioco nel quale i giocatori partecipino, anziché seduti a un tavolo come di consueto, stando inginocchiati su delle matite, in modo da garantire partite brevi, ed al contempo includere in un sol colpo dolore e pastelli.

Ma al di là della follia e della crudeltà di organizzatori e pubblico, credo sarà un esperimento interesante e divertente.
E poi via, dura solo un’ora, giusto?

Per chi fosse interessato, ecco un po’ di link utili

Si parte domani sera alle 22.00
Come diceva quel tale, non importa cosa accadrà, purché sia interessante.


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Sociopatici per colpa degli altri

Ho riflettuto a lungo prima di scrivere questo post.
La cosa è andata così – WordPress mi fornisce abbondanti statistiche sui miei post. Quante volte vengono visualizzati, da che nazione arrivano i miei lettori (abbiamo un paio di lettori a Hong Kong), trend, medie ed elenchi dei post più visualizzati.
Ma anche che link sono stati cliccati e attraverso quali link i miei lettori arrivano su strategie: Facebook, il servizio di news di WordPress, Google, giù giù fino ai singoli siti e blog che hanno condiviso qualcosa di mio.
Ed è così che dando un’occhiata alle statistiche della settimana uscente, trovo un picco di visite da un forum.
E vado a dare un’occhiata, per vedere quale dei miei post è stato linkato, e in quale contesto.
Mi aspetto, dal titolo del forum, di trovarmi davanti ad una comunità di nerd.
E invece capito su una comunità di incel de no’antri. Continua a leggere


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Lo stato della conversazione

Sono tre giorni che cerco di scrivere un post per questo blog, e non ci riesco.
Questa è una faccenda pessima per una quantità di motivi.

Overworked exhausted businessman writes with a typewriter

Il primo motivo, ovviamente, è che quando scrivi per pagare i conti, devi poter scrivere a comando, anche se si tratta solo di un post per il tuo blog.
Il secondo motivo è che questa difficoltà a scrivere riguarda un post su un nuovo progetto che ruota tutto attorno alla comunicazione, e come potere ben immaginare, non riuscire a comunicare riguardo a un progetto legato alla comunicazione non promette per niente bene.
E il terzo motivo è che si tratta di un sintomo di quanto l’attuale situazione mi stia rendendo infelice.

Ve ne sarete accorti anche voi.
Ci stanno imponendo il silenzio. Continua a leggere


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Corsi e ricorsi

Mi capita spesso, su questo blog, di considerare come, avendo avuto la ventura di nascere nella seconda metà degli anni ‘60, io abbia avuto la fortuna di essere esposto a una quantità di stimoli che successivamente passarono di moda.
0000247221Io appartengo (certo non per merito, ma per mero accidente) alla generazione di quelli che volevano diventare astronauti, e gli astronauti li vedevano in televisione tutti i giorni e quindi sapevano che era possibile diventare astronauti, per l’orrore e la disperazione dei nostri genitori che sognavano per noi un lavoro vero.
Un posto in banca oppure alle poste. Magari in ferrovia.
Oppure il Sacro Graal della mia generazione: l’INPS!
Per i nostri genitori l’INPS era infinitamente più reale dello Skylab.

Io ritengo perciò di essere stato abbastanza fortunato.
Il segnale che la fortuna era finita arrivò con l’università, ma solo dopo. Continua a leggere


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Preoccupazioni

Questa sera terrò una breve presentazione riguardo alla nuova legge sul copyright che avrebbero dovuto votare ieri al Parlamento Europeo, ma poi per non rendere la mia presentazione superflua, il Parlamento Europeo ha deciso di rimandare.
Io non sono un guru su queste cose, mi sono semplicemente informato, e ci avevo fatto un post un paio di settimane addietro. All’epoca non ne stava parlando nessuno, qui da noi.
Per cui quando i responsabili della Biblioteca di Vaglio Serra hanno dovuto trovare uno che potesse spiegare la cosa al pubblico, hanno chiamato me.

E a dire il vero ero abbastanza preoccupato, riguardo a questa presentazione, perché col baccano che è venuto fuori dopo l’oscuramento di Wikipedia, tutti hanno sentito parlare dell’intera faccenda.

Finirò col parlare a una platea che ne sa più di me

Mi dicevo.
Poi, fortunatamente, la Repubblica mi ha rincuorato. Continua a leggere