strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Lo detesti e sai che te ne devi andare

Ieri sera abbiamo avuto un piccolo festeggiamento, qui a casa: mio fratello ha superato il secondo livello di selezione ed è stato ammesso ad un nanodegree come sviluppatore Android.
La notizia è arrivata dopo un primo ciclo di lezioni e prove, al termine delle quali 1.250 dei 10.000 partecipanti (che avevano superato la prima prova di ammissione) hanno ottenuto la borsa di studio di Google, mio fratello uno di loro.
Ora lo aspettano tre mesi di prove e lezioni coi tutor, al termine dei quali avrà una nuova qualifica professionale in un campo lavorativo piuttosto vivace, con una bella certificazione rilasciata da un colosso come Google.
Un bel colpo – e solo io e pochi altri sappiamo quanto lavoro abbia fatto mio fratello per arrivare a questo.

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Il primo effetto di questa piccola ma importante vittoria digitale sarà però completamente analogico: mio fratello dovrà trovarsi un posto in cui dormire lontano da Castelnuovo Belbo, per i prossimi tre mesi. Un posto dal quale poter accedere alla rete a una velocità normale. Continua a leggere


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Vai a lavorare, barbone!

Torniamo a parlare del web per un attimo, vi và?
Mi segnalano un post su un sito che normalmente non frequento – questo qui.

In tre parole: alcuni grossi investitori pubblicitari si sono sganciati da Youtube dopo che le loro pubblicità sono state agganciate a video “poco consoni” (e non so dirvi se significhi atti sessuali contronatura con attrezzi da giardinaggio o propaganda nazista, ma insomma… poco consoni). Ne consegue che molti Youtuber hanno visto crollare i propri introiti dalla monetizzazione dei video – anche se loro magari i contenuti ce li hanno consoni assai.

tumblr_nw429o193Q1rixjg1o1_500Si tratta di una situazione che potrebbe cambiare l’aspetto di Youtube – e che rischia di lasciare alcuni youtuber senza la loro principale fonte di sostentamento. Magari a fronte dell’investimento per l’equipaggiamento necessario a fare video professionali.
Ora, dato di fatto – è un diritto delle aziende investire in pubblicità come preferiscono, e certamente, come mi è stato fatto notare, ci sono youtuber anche molto popolari che i contenuti non ce li hanno, né consoni né altrimenti, e campano di clickbait.

Quindi diciamo che esprimere un giudizio sensato sull’intera faccenda non è facile.
Ma non è degli Youtuber senza pubblicità che vorrei parlare, ma piuttosto delle reazioni all’articolo che vi ho linkato qui sopra. Continua a leggere


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Le patatine fritte di Diana Gabaldon

Moltro probabilmente l’avete già sentita, ma io ve la racconto lo stesso.
Qualche giorno fa, la scrittrice Diana Gabaldon, la cui popolarissima serie di romanzi Outlander è stata trasformata anche in una serie TV, ha ricevuto un tweet da una fan che le chiedeva quale carriera accademica o professionale fosse utile diventare scrittori.
In poche parole, cosa devo studiare per diventare scrittore? Mi devo laureare in lettere?

La risposta della Gabaldon è stata

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Tradotto sarebbe

Laurea in inglese = “che patatine vuoi col tuo hamburger?” Scegli qualcosa che ti renda abbastanza da permetterti di scrivere ciò che vuoi.

Ci ha messo anche la patacchina con le patatine fritte, la Gabaldon.

E qui sorge il problema. Continua a leggere


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La radio, i podcast e Hilda Matheson

È agli atti la mia malsana passione per la radio, e per quella che in inglese si chiama talk radio in particolare – la radio parlata, con le interviste o anche solo con una persona che parla diciò che le pare.
Ho anche accennato in passato a come io consideri il mio blog come una specie di stazione radio, dove io mi siedo al microfono alla notte e parlodi ciò che mi pare – e in effetti i recenti esperimenti di podcast fatti su Karavansara col KaravanCast si riducono proprio a quello: io seduto davanti a un microfono, nel cuore della notte, che parlo di quel che mi pare.

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Ma oggi non voglio parlare di me, ma di Hilda Matheson.
Perché Hilda… eh, Hilda.
Vedrete.
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I blog, Pareto e la democrazia diretta

220px-here_comes_everybodyAlcuni giorni or sono ho avuto una lunga e divertente discussione con la mia amica Lucia, che gestisce il blog Il Giorno degli Zombi, sul tema della democrazia diretta.
Ora, Lucia è estremamente scettica – per non dire ostile – riguardo all’idea di democrazia diretta mentre io sono francamente curioso, perché è una di quelle cose del futuro che ho scoperto prima nei libri difantascienza e solo dopo ho visto abusate e degenerate da politici populisti semianalfabeti.
La discussione, come dicevo, è stata divertente, e a questo punto mi sono detto che l’unica cosa da fare era informarsi per saperne di più.
Ho fatto un paio di domande a un paio di miei contatti che vivono nel futuro (che sarebbe poi oltreconfine) e tutti mi hann consigliato Here Comes Everybody, di Clay Shirky.
È uscito nel 2008, mi hanno detto, quindi ormai è datato, ma se ti serve un punto da cui partire parti da lì.

Il volume di Shirky, acquistato usato (è una copia smobilitata dalla Biblioteca Pubblicadi Joliet1) è arrivato ieri mattina e ieri notte l’ho letto2.
Ed è stata una lettura utile e divertente per chiarirmi le idee su un sacco di cose – non necessariamente sulla democrazia diretta, o non solo su quella. Continua a leggere


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Cambiare formato per inseguire il pubblico?

Tempo schifoso – ieri, durante l’ora d’aria, qui nel Blocco C della Blogsfera, mentre ci alitavamo sulle mani per scaldarle e lamentavamo il fatto che il caffé qui fa schifo, ci siamo trovati a parlare della morte dei blog, e di media alternativi come podcast e, soprattutto, vlog.
Che sarebbero poi i video blog.
I canali youtube, insomma.

Sì, certo, c’è la notizia che una grande casa editrice nazionale ha pubblicato il libro di un vlogger che ha fieramente affermato io non leggo libri nel presentare il proprio libro – ma quello è OK: nel momento in cui un editore pubblica un libro di un personaggio con un grosso seguito, il libro è l’ultimo dettaglio, ciò che l’editore vuole è comprarsi il pubblico pre-fidellizzato del personaggio pubblico.
È sempre successo.

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Al contempo, in sala TV, qui nel Blocco C, invece delle solite repliche di Biblioteca di Studio Uno ci hanno passato i video di alcuni popolari blogger che hanno più o meno recentemente aperto i propri canale youtube – e si tratta di video imbarazzanti.
E badate, non tanto per i contenuti, quanto per la forma. Continua a leggere


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Londra e Castelnuovo Belbo (o viceversa)

selection_528Così ieri sera dovevo seguire la prima lezione del corso di comunicazione scientifica. Ma poiché a Castelnuovo Belbo internet è una cosa che succede altrove, mi sono ritrovato ad avere quei venti/trenmta minuti di attesa per scaricare ciascun video (da 1:15 a 3:30 minuti), e ne ho approfittato per leggermi un altro libretto della O’Reilly.
Vi ricordate, ne avevamo parlato un paio di settimane or sono.
Ho così dato un’occhiata a Trends Shaping the London Tech Scene, un report di una ventina di pagine, praticamente un lungo articolo, di Andy Oram.

Il volumetto ha uno scopo abbastanza chiaro e dichiarato

This report aims to be a comprehensive view of the computer technology scene in London: where it stands, some of its origins, who’s participating in it, and what feeds its strengths.

Il lavoro di Oram è interessante perché è uscito a ridosso della Brexit, e quindi alcune delle sue osservazioni assumono un significato drammatico. Continua a leggere


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Blogathon: i classici della letteratura

Oggi è il 30 settembre, e il blog Liberi di Scrivere ha organizzato per oggi una blogathon sui classici della letteratura. Una iniziativa coraggiosa, in unpaese in cui si legge poco e in cui molte anime candide si domandano “ma chi ha deciso che i classici sono meglio di Twilight?”

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Fate un sato sul loro sito per trovare l’elenco dei partecipanti.
Ma poi tornate qui, perché anche strategie evolutive ha il suo classico pronto da servire. Continua a leggere