strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Filtri e Tasse

Sin-títuloL’Unione Europea sta per cambiare la legge sul copyright.
Ve lo hanno detto?
La nuova regolamentazione andrà in vigore fra due anni, nel 2020 – e i vecchi giocatori di Cyberpunk potrebbero provare un brivido crudele. Perché la nuova regolamentazione è decisamente una serie di brutte notizie.
Sono suonati un po’ di campanelli d’allarme, e poiché non mi è parso di sentirne nei nostri boschi (ma probabilmente sono io che sono distratto), ho pensato di farci un breve (spero) post.
Così, perché per ora c’è ancora tempo per protestare, e magari cambiare le cose.
Protestare per cosa? Cambiare cosa?
Due punti della nuova legge dovrebbero preoccuparci: si chiamano upload filter e link tax. Continua a leggere

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GDPR

gpdr-290x300Non avrei mai immaginato che il GDPR potesse avere conseguenze tanto negative.
Le nuove direttive in fatto di privacy della Comunità Europea sono riuscite nelle ultime ventiquattro ore ad oscurarmi il blog su supporto mobile – non sempre, non su tutti i cellulari, non nella stessa maniera – a intralciare le vendite del quinto episodio di AMARNA, e ad annientare la mia biglietteria per i laboratori di Giugno.

È sempre pessimo quando il sistema va a gambe all’aria al minuto zero, nel momento del lancio: si aprono leporte e tutto si spegne, e le soluzioni di emergenza di solito non si guadagnano la fiducia degli interessati.

La biglietteria non funzionava.
Ora ci sono questi nuovi bottoni che chissà…
E poi PayPal…
Ma tu ti fidi?
Perché io non mi fido granché.
No, figurati, che poi magari paghi e i soldi vanno persi chissà dove… lasciamo perdere, và.

Io a questo punto dovrei rassicurare i clienti.
Ma io non ho clienti, ho studenti, casomai, quando li ho. E non saprei come rassicurarli, i miei studenti.
Tutto funziona, tutto va bene…

I laboratori sono comunque attivi.
Lunedì accenderemo le luci e apriremo le aule.
Sarà una cosa un po’ solitaria, ma possiamo confortarci nella consapevolezza che grazie al GPDR la privacy dei cittadini europei sia ora completamente, assolutamente, ineluttabilmente salvaguardata.


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6000 parole in 5 ore, davanti a tutti

Era vero.
Cinque ore per tremila parole erano decisamente troppe.
Ottimo sistema per garantire che anche un paio di fan australiani e residenti in polinesia potessero seguire il mio lavoro mentre pranzavano.

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Ma cinque ore sono tante, e considerando che nessuno ha pagato per ridurre il mio monte ore (i miei antifan sono taccagni), tra la mezzanotte e le cinque della notte passata, cavalcando l’onda lunga dell’insonnia, ho scritto una storia di 6000 parole, la seconda storia della serie del Contubernium – uno spin-off di Aculeo & Amunet.
Il titolo di lavorazione era The Boy’s Night Out, ma credo che la pubblicherò come She Who Mauls.
Con un po’ di fortuna, potrei averla pronta per stasera – la metterò su Gumroad, in epub, mobi e pdf, in modalità Pay What You Want.
Bello liscio.

Ma la nottata è stata divertente anche per altri motivi. Continua a leggere


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Imparare l’inglese con i pulp

Un paio di giorni addietro un’amica mi ha chiesto di metterle assieme un corso di inglese su misura – una cosa che si possa fare online, nel tempo libero, possibilmente divertendosi.
Irrobustire l’inglese letto e scritto.
Prendere confidenza con l’inglese parlato.
Possibilmente divertendosi.
E non un corso per principianti assoluti, ma una cosa adatta a una personba che un po’ già ne mastica, e vuole migliorare.

Mi è parsa una buona idea, che potrebbe diventare un’altra fonte di introiti in questo deserto lavorativo che chiamiamo Astigianistan: l’inglese è richiesto per lavorare, come ogni altra lingua straniera, e conoscere una lingua straniera ci permette di vedere il mondo attrraverso gli oicchi di un’altra cultura: non solo abbiamo accesso ai loro libri, ai loro film, ma proprio possiamo cominciare a vedere come parlando lingue diversi si pensi in maniera diversa. È utile. Continua a leggere


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Corso di Self-Publishing – Iscrizioni Chiuse e Cose a Venire

Si sono ufficialmente chiuse le iscrizioni al Corso di Self-publishing di strategie evolutive.
Ora comincia la parte interessante – domani i partecipanti riceveranno il codice di accesso alla classe virtuale e potranno cominciare a visionare il materiale della prima lezione.
E poi avanti.

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E a breve apriremo le iscrizioni al Corso di World-building di strategie evolutive, che sarà strutturato in maniera differente, visto che vorrei coprire sia il world-building per la narrativa che quello per il gioco di ruolo, e non necessariamente chi è interesato al primo è interessato anche al secondo, e viceversa.
Ma ne parleremo.
Come parleremo del seminario su come farsi pubblicare all’estero, che alcune persone mi hanno chiesto di mettere in piedi.
Ma queste sono cose a venire.
Per ora, ci sono solo il caos e il panico della prima.
Sarà divertente.


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Il corso di self-publishing di strategie evolutive

Ne ho accennato nei giorni passati, ho detto che l’avrei fatto, ho ricevuto un inaspettato supporto da un sacco di persone, per cui è arrivato il momento di presentare il mio corso di self-publishing1. Per cercare studenti, naturalmente, ma anche per sentire l’opinione di chi legge il mio blog.
I commenti sono aperti.

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Il corso online di self-publishing si articola in quattro lezioni totali, una lezione a settimana. Ogni lezione è in due parti, come spiegato più sotto.
Il corso comincia l’8 di Gennaio del 2018. Continua a leggere


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Classe Virtuale – parte prima

classroomSono notevolmente impressionato da Google Classroom, uno strumento che fino all’anno passato era aperto solo a insegnanti e studenti che avessero un account Google accademico, ma che ora è accessibile a chiunque abbia un account Google – a chiunque abbia un indirizzo gmail, in altre parole.

Il termine tecnico, mi dicono, sarebbe Learning Management System, o LMS, ma a me non piace granché perché sistema per la gestione dell’apprendimento “pare qualcosa inventato dai Prussiani”, come avrebbe detto il barone di Munchausen.

L’apprendimento, per la mia esperienza come studente e come insegnante, non è facilmente sistematizzato, e chi si preoccupa di “gestirlo” di solito non sa insegnare. Continua a leggere