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Il Re in Giallo

18 commenti

Ancora un pezzo del piano bar del fantastico, questa volta dedicato a uno strano libro.
A una strana opera teatrale.
E ad una strana mitologia tascabile.
E al Re.

oval_chambersRobert W. Chambers fu, probabilmente, per un breve periodo, un grande scrittore.
Poi preferì diventare uno scribacchino.
Studente d’arte, compagno di scuola di Charles Dana Gibson (quello della Gibson Girl), poi studente in Francia, nella Parigi fin-de-siécle.
Influenzato da Bierce, da Poe, dai simbolisti, da Wilde e Gautier, da certe tendenze “francesi” della letteratura, Chambers passò nella sua carriera dal sovrannaturale alla narrativa romantica, all’avventura. I romanzi “per segretarie”, come li chiamavano all’epoca, gli procurarono probabilmente i maggiori introiti, pur restando lavori sostanzialmente indifferenziati(e disponibili, gratis, anche in formato Kindle su Amazon),  ma è su una raccolta di storie, pubblicata nel 1895, che si fonda la sua fama.
Il volume si intitola Il Re in Giallo, ed è invero uno strano animale.

129798Il Re in Giallo è una raccolta di racconti, dieci storie in tutto.
La prima di queste, The Repairer of Reputations innesca il meccanismo narrativo di Chambers – ambientata in un 1920 distropico e decadente, nel quale lo stato fornisce cabine pubbliche di suicidio alla popolazione sopraffatta dall’ennuì, in cui l’ascesa di una nuova elite aristocratica ha tramutato la repubblica in una oligarchia; il lettore viene coinvolto nelle esperienze e nelle farneticazioni di un protagonista – e narratore inaffidabilissimo – che si considera erede della Dinastia Imperiale d’America.
I racconti successivi non sono necessariamente ambientati nella stessa realtà o nella stessa epoca – ma condividono con il primo pezzo la presenza di un oggetto misterioso, il fantomatico The King in Yellow, un’opera teatrale capace di dischiudere l’abisso della follia negli spettatori – e forse di aprire la porta fra dimensioni differenti.
Libro all’indice, che il governo vuole sopprimere, e che passa di mano in mano in circoli artistici e altre culture “di frangia” diremmo oggi.

Il Re in Giallo (la raccolta di racconti) è un lavoro interessante non tanto per ciò che narra – per quanto si tratti di una lettura interessante – ma per ciò che induce nel lettore.
In questo senso, la raccolta di racconti emula, in piccolo e su un piano differente, gli effetti de Il Re in Giallo (il dramma teatrale).

kingyellowIl dramma – del quale Chambers ci offre alcuni stralci – è vagamente elisabettiano per struttura, e descrive (per ciò che possiamo dedurre da ciò che ci viene mostrato), una tragedia fatta di tradimenti, rivalità familiari e altre nefandezze.
Sul dramma incombe la figura del Re in Giallo, misteriosa maschera da pantomima, minaccia inespressa, entità portatrice di follia e di dissoluzione.
La trama potrebbe emulare quella de La Maschera della Morte Rossa di Poe, ma non possiamo esserne certi.
Chambers ci lascia dei nomi – Camilla, Cassilda, lo Straniero – dei luoghi – il Lago Hali, Carcosa – e un sacco di suggestioni irrisolte – Hastur, le Yadi, Aldebaran. Il tutto, in pochi, stranamente inquietanti stralci di dialogo, in scene infrante del dramma che – veniamo informati – rappresentato una volta sola a Parigi, causò la chiusura del teatro ed il sequestro e la distruzione di tutte le copie del testo.

Il Re in Giallo (il personaggio), che indossa una veste lacera e una maschera (ma come scoprirà Camilla, quella non è una maschera!) sarebbe a detta dei critici, una incarnazione del decadimento morale e psicologico dell’individuo e della società, una forma di male che si nutre ed al contempo alimenta la corruzione.

Chi legge il Re in Giallo (il testo teatrale), ne viene in qualche modo alterato, e si perde negli interstizi della realtà (o se volete metterla in maniera prosaica – impazzisce).
Primo sintomo dell’alterazione, è la capacità di vedere Il Segno Giallo.
E cosa sia il Segno Giallo, resta una questione irrisolta – ma potrebbe essere una specie di fnord, una specie di qualità inerente al reale, che solo una alterazione della percezione consente di rilevare.

I racconti de Il Re in Giallo tracciano il percorso devastante dell’opera teatrale attraverso le vite di alcuni personaggi, che ne risultano assolutamente alterate.

kinginyellowIn questo senso, il Re in Giallo (la raccolta di racconti) funziona come funzionano certi lavori di Philip Dick – che non esplicitano il nucleo concettuale sul quale sono costruiti, ma si limitano a suggerirlo, con insistenza, trascinando il lettore nella lettura attraverso la promessa di rivelazioni che non ci sono, ma alle quali il lettore si sforza di arrivare mettendo insieme i pezzi di un puzzle incompleto.
All’interno della narrativa di Chambers, l’opera teatrale svolge perciò la stessa funzione che in Dick svolgono gli stupefacenti.
Il Re in Giallo (il dramma) è una sostanza che altera le percezioni, in forma di testo.

L’orrore di Chambers non è né l’orrore fisico di tanta letteratura di genere (non c’è, insomma, il mostro che si sbocconcella lieto la propria vittima), né tanto un orrore esistenziale come può essere quello del Lovecraft più sofisticato (l’orrore come effetto inevitabile della conoscenza). Quello di Chambers è più un orrore estetico, nel senso che l’orrore nasce dall’improvvisa infrazione a regole che non sono tanto morali (molti dei personaggi di Chambers sono decadenti e moralmente discutibili) quanto di gusto, di equilibrio, di simmetria.
È probabilmente da Chambers che Lovecraft prenderà le sue geometrie non euclidee, le sue prospettive “tutte sbagliate”.

Dei dieci racconti della raccolta, i primi quattro sono quelli che fondano il mito del Re in Giallo – ed i sei successivi sono a corollario, completano e complicano questa impalcatura la cui funzione è sorreggere ciò che Chambers, in qualche modo, ci mette in testa senza parlarcene esplicitamente, e che è la vera opera “letteraria”, il vero Re in Giallo, il vero capolavoro dell’autore americano.

Se lo si dovesse adattare per lo schermo, Il Re in Giallo (del quale John Tynes – forse il massimo esperto di Chambers là fuori – a suo tempo scrisse in effetti una sceneggiatura, che venne filmata come corto nel 2001), potrebbe essere fatto su misura per David Linch, o forse per Cronenberg.

I racconti di Chambers non sono probabilmente adatti ad un pubblico cresciuto con Stephen King – sono lenti, sovraccarichi di dettagli, scritti con un linguaggio antiquato.
t696Si tratta tuttavia di un altro di quei testi imprescindibili, fondanti del genere, che hanno avuto una influenza vastissima – su autori che vanno da Lovecraft a James Blish, Marion Zimmer Bradley, Brian Keene e persino gli sceneggiatori di Dr Who.
Il lavoro di Chambers ha influenzato artisti grafici, musicisti, e naturalmente commediografi.
Normalmente considerato un sottoinsieme del più ampio Mito Lovecraftiano, il mito di Hastur o del Re in Giallo resta forse uno dei settori più interessanti, dell’universo lovecraftiano, nel quale scrivere*.

Il testo completo è disponibile gratuitamente in formato elettronico attraverso il sito del Progetto Gutenberg.
In cartaceo, l’edizione più a buon mercato è quella della Wordsworth (neanche 4 euro – nma si può trovare anche a 2).
In italiano, il testo veen a suo tempo tradotto da Fanucci, ma ora risulta su Amazon una edizione sconosciuta, pubblicata nel 1900 e tradotta da Giuseppe Lippi, comunque non disponibile – il che è coerente con le atmosfere di Chambers.

Un’ampia selezione di opere apocrife, che espandono la mitologia de Il Re in Giallo – inclusi alcune parti ulteriori della misteriosa tragedia – sono state raccolte da Chaosium nell’eccellente The Hastur Cycle, quasi il breviario del buon cultista di Hastur.

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* Attorno al 2000 provai a scrivere qualcosa di correlato a Chambers e ad Hastur – la prima stesura è da qualche parte su qualche vecchio hard disc. Fu un lavoro interessantissimo e vagamente inquietante.
però chissà, magari una di queste notti…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

18 thoughts on “Il Re in Giallo

  1. L’idea dell’opera d’arte che fa impazzire/morire le persone è stata ripresa anche da David Foster Wallace in Infinite Jest.

    E il suo romanzo successivo (incompiuto) si intitola “Il Re Pallido” (The Pale King)…che sia un caso?

  2. Davide ti segnalo questa versione della Hypnos di qualche anno fa, dovrebbe essere la stessa che hai trovato su Amazon (ora non riesco ad accedervi) ma risulta disponibile: http://www.ibs.it/code/9788896952009/chambers-robert-w-/giallo-altri-racconti.html

  3. Ne leggo da sempre ma non l’ho mai affrontato direttamente… ottimo questo “bigino” comunque.

  4. Oltre le influenze anche citazioni, e la più evidente è quella su colui che vive sul gelido altopiano del Leng, e il cui volto è a sua volta coperto da una maschera di seta gialla.

  5. Blu Oyster Cult
    E.T.I. (Extra Terrestrial Intelligence)

    Come here
    I hear the music, daylight disc
    Three men in black said, “Don’t report this”
    “Ascension,” and that’s all they said
    Sickness now, the hour’s dread
    All praise
    He’s found the awful truth Balthazar
    He’s found the saucer news
    Wait, let’s move I’m in fairy rings and tower beds
    “Don’t report this,” three men said
    Books by the blameless and by the dead
    King in yellow, queen in red

    mai capite le parole…

  6. Il titolo non mi è nuovo, forse qualche accenno sentito chissà dove, ma è la prima volta che scopro cosa c’è dietro. Vedrò di procurarmelo.

  7. Buon pezzo, hai dato diversi spunti interessanti.. Io l’ho sempre trovato maggiormente affine a Machen che a Lovecraft..
    Comunque, se posso permettermi, dai troppo per scontato che tutti sappiano l’inglese o che lo conoscano a livello tale da poterlo leggere tranquillamente; non è così, è l’opposto; quindi o ci si procura la costosissima edizione della collana Futura della Fanucci, oppure, come per Quinn, Hodgson e compagnia cantante, si attende che qualche casa editrice pia lo traduca..

    • Non credo di dare troppo per scontato alcunché – ma se segnalo un libro che è disponibile gratuitamente o a poco prezzo in originale, segnalo anche quello.
      Chi non può o non vuole leggere in originale mi auguro non lo prenda come una imposizione.
      Idem per la reperibilità italiana, che frequentemente comporta ricerche e frequentazione di bancarelle.
      C’è poco altro che io possa fare, temo.

  8. L’edizione Hypnos raccoglie in due o tre libri i racconti di Chambers, ed è più che reperibile sul sito dell’editore: http://www.edizionihypnos.com/volumi_2.html
    Nonché a varie fiere o saloni. Non so se corrisponda all’edizione fuori commercio a cui ti riferisci, posso dire che c’è un’introduzione di Lippi (lo leggo dal sito).

  9. Segnalo che il volume in Italiano è reperibile, ad eccezione di Amazon, anche nelle principali librerie on line, IBS, Libreria Universitaria, Delos Store

  10. la tua recensione mi ha fatto tornare in mente “l’incanto del lotto 46”. se ti manca, vale la pena.

  11. volevo chiedere se il personaggio dell’Hastur è sotto copyright. Ho visto che anche zimmerman lo ha usato. E in più anche Davide ha scritto su di lui. Presumo di no, ma preferirei avere una conferma.

    Ma l’Hastur è Buono o Cattivo?

  12. Pingback: The King in Yellow | Iho's Chronicles

  13. Pingback: True Detective e il Re in Giallo | Book and Negative

  14. Pingback: True Detective, quando la televisione supera il cinema | Taccuino da altri mondi

  15. È stato ristampato nel corso del 2014 dai tipi di Vallardi, sulla scia del successo di “True Detective” (naturalmente)

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