strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

L’opinione degli altri

36 commenti

Capita anche a voi?
Perché a me capita sempre più spesso – è uno dei miei limiti, certo, il più feroce ed il più irrazionale.

No, nel senso che ai vecchi tempi, era un classico, giusto?
Libro dell’orrore – copertina generica, autore, titolo, e poi una bella citazione di Stephen King.

“Ho visto il futuro dell’horror ed il suo nome è…”
“Se ti sei perso… non sai cos’è il vero orrore”
“Un libro ed un autore destinati a cambiare il panorama…”

Ma come diavolo faceva a leggerseli tutti?
E com’è che tutti gli piacevano?
Io la mia teoria non l’ho mai nascosta – io credo che Stephen King abbia un cassetto pieno di striscioline di carta su cui è scritta unafrase lusinghiera generica.
Quando un editore gli spedisce un libro, lui pesca una frase a caso, la caccia in una busta preaffrancata che l’editore ha fornito, ela imposta.
Bello liscio.
Da dopo l’incidente, ha addesrtato una scimmietta ad estrarre a caso la frase dal cassetto.

Ora, la frase lusinghiera dell’autore X riguardo all’autore Y ed al suo lavoro è uno dei più palesi e – credo – futili esercizi pubblicitari mai messi in atto.
Nel senso – qualcuno di voi ha mai davvero acquistato e letto un libro perché piaceva a Stephen King?

Appunto.

Figuratevi se è piaciuto a qualcun’altro.

E qui sorge il mio problema.
E chissà, magari capita anche a voi…
Faccio un esempio.

C’è un’autrice inglese, molto in gamba.
Ho letto il suo primo libro in inglese, trovandolo meno che perfetto ma molto buono.
Mi interessano a questo punto gli altri due romanzi del suo catalogo.
Che esistono anche in traduzione italiana, per i tipi di un noto editore popolare, a prezzo irrisorio.
Circa dieci euro, e me li accaparro entrambi.

Non resta da fare altro che sedersi su una poltrona comoda e leggerseli, giusto?
Ma qui scatta il problema.

La copertina del primo riporta non uno, non due, non tre ma quattro – contatele, quattro – opinioni più che lusinghiere.
La prima è di un autore inglese che onestamente trovo molto sopravvalutato.
La seconda è di un autore inglese che stimo, ma che finora si è limitato a scrivere solo narrativa per ragazzi.
La terza e la quarta sono di due italiani – e vengono riprese sulla quarta di copertina, ed ampliate.

Sono comparse una su Il Venerdì di Repubblica ed una su Corriere della Sera Magazine.

Ed io mi blocco.
Io il libro coi commenti di quei due non lo riesco a leggere.
Mi infastidisce anche solo l’idea di buttare il mio tempo a leggerlo.

E sull’altro?
Tre commenti entusiastici.
Uno di un autore inglese che non ho mai frequentato granché (bravo, eh, ma non mi interessa).
E due degli stessi due italiani dell’altro.
Di più – gli stessi commenti.
Uguali!

Li hanno riciclati?
O semplicemente questi signori non hanno un cassetto fornito come quello di Stephen King?

A questo punto, il problema antipatia istintiva con pregiudizio annesso si fa rampante e crudele.
Lo so, lo so, lo so, si tratta di un meccanismo pubblicitario – commenti estratti da un cassetto da una scimmia ammaestrata, a nome di un glitterato di turno che il libro non lo ha neppure aperto.
Ma non ce la faccio.
Ho due libri che la parte razionale del mio cervello vorrebbe leggere subito.
Ma la parte istintiva strilla – Mai!

Mi salva, inaspettatamente, alcune settimane or sono, un commento di un blogger che commenta spesso questi miei post.
A lui il secondo libro – quello con le quattro marchette – è piaciuto.
L’opinione di una persona reale può, col tempo, disinnescare l’istantanea, istintiva ed ingiustificata antipatia.

Scarlett Thomas dovrebbe pagare una Guinness ad Alex McNab.

Uno di questi giorni, probabilmente, li leggerò, quei due romanzi.
Uno di questi giorni.
Col tempo.

Capita anche a voi?

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

36 thoughts on “L’opinione degli altri

  1. Io ho smesso da un pezzo di leggere strilli di copertina, fascette, bugiardini, e marchette varie.
    Mi limito a guardare le figure e poi via, dentro il volume!

    I blogger sono l’unica speranza dell’umanità lettrice! 🙂

  2. Io credo che ormai i lettori attenti siano impermeabili alle fascette colorate come a qualsiasi altra mossa chiaramente pubblicitaria (Oste, com’è il vino?). Io semplicemente le ignoro perchè se mi facessi muovere da antipatia per il tentativo di essere adescato dal nome famoso, comunque sarei stato portato dove inizialmente non volevo andare e questo lo reputo un danno peggiore che cascare nella rete di chi è stato più furbo di me nella sua opera comunicativa.

    Nella scelta cerco indicazioni da fonti che ho inserito nella mio “circolo di affidabilità” (non erano nati per questo i social network?). Un circolo che non ha solo l’autorevolezza dell’opinione come driver, ma anche la simmetria dei gusti, la possibilità di condivisione dell’esperienza, la lusinga dell a scoperta.
    In poche parole cerco di farmi condizionare consapevolmente.

  3. La cosa peggiore è quando ti piace parecchio l’autore che ha scritto la frase lusinghiera, tu ci caschi, e il libro in questione ti fa schifo.
    Ciò rende quello che era uno dei tuoi autori preferiti un piazzista disonesto.
    Non è una bella sensazione.

  4. A questo punto sento su di me il peso della responsabilità! Come Peter Parker! 🙂

    Guarda, sulle fascette-marchette hai tutte le ragioni del mondo. Io tendo a ignorarle, nel senso che nemmeno le leggo. Se poi i consigli vengono da Stephen King, hanno più o meno lo stesso fascino del codice ISBN. Il “Re” parlerebbe bene anche di un analfabeta, se lo pagassero adeguatamente.
    Per quanto anche altri scrittori italiani gli vanno a ruota. Ma, in questo secondo caso, è più una questione di cricca, che non di soldi. A ben pensarci è anche peggio.

    Anyway, la Thomas è pazzoide, ma bravina. Almeno spazia in altri lidi, ha idee e personaggi diversi dagli standard. Una birra da lei me la farei offrire ben volentieri ^_^

  5. @mcnab
    Grandi poteri comportano grandi responsabilità.
    Sul farsi una bevuta con la Thomas… mah, in certe foto ha l’aria del tipo che gira con un coltello da macellaio nella borsa, ma sono certo che è solo un’impressione… 😛

  6. Blurbs are blurbs…
    Per il tipo di narrativa che frequento, da qualche anno mi fido solo delle indicazioni provenienti dalla comunità-forum di ligotti.net. Mai fregature da qui, anzi, ci ho scoperto grandi cose da John Langan a Laird Barron…

  7. Seguendo questa logica, dovremmo smettere di comprare TUTTO quello che è pubblicizzato in canali mainsteam (e forse faremmo bene). Io, per esempio, ho la mia regoletta snob: non comprare libri i cui autori si fanno pubblicità in TV; una regola cretina come tante altre, che magari mi impedirà di leggere un bel libro solo perché l’autore ha fatto un’ospitata dal Fazio o dall’Augias di turno.

    Hai puntato il dito sull’evoluzione della critica e della recensione/segnalazione (letteraria e non solo) nell’epoca di internet. Di qualcuno dobbiamo fidarci per decidere che cosa comprare, ma di chi? Ecco, gli amici, appunto, i pareri delle persone a noi affini per gusti e storia personale, etc etc. Certo che da un punto di vista commerciale rinunciare alle vecchie regole (e ai numeri) della comunicazione di massa per un editore tradizionale è dura.

    Ma per i piccoli, è una manna 🙂

    Altra regoletta è non comprare libri che non esistano in versione digitale o qualntomeno super-economica (ma io sono un fanatico del digitale e non compro più fette di albero morto da quasi due anni, quindi questa me la tengo per me).

  8. Un saluto a tutti.
    Io sono un caso a parte. Non ho mai letto le frasi da copertina e men che meno le prefazioni [se ci sono], queste ultime spesso e volentieri contenenti spoiler a tutto spiano.
    Il motivo è perché mi piace farmi un’idea il più possibile originale dell’autore che mi accingo a leggere. Fermo restando che, da quando bazzico Alex e gli altri figuri della “cricca” 🙂 sono più che lieto di ascoltare i loro consigli e di scambiarli anche.
    E comunque, visto che il Re non fa testo, ormai, io la Thomas me la leggerò più che volentieri.
    Ancora ciao e complimenti per il blog. 😉

  9. La cosa divertente è che King,almeno nel caso di Barker e Laymon era sincero,questo almeno secondo dichiarazioni,ovviamente interessate,di Barker stesso.
    Per tutte le altre dichiarazioni c’è un aneddoto interessante:anni fa Andrea J.Pinketts dichiarò che molti di questi strilli erano inventati a bella posta da creativi ed editors per lanciare testi di ogni tipo e che lui stesso si era cimentato nel creare alcune di queste dichiarazioni fasulle.

  10. Le striscette le ignoro completamente,mentre invece rispetto le opinioni o di persone che conosco e stimo o di blogger che hanno gusti simili ai miei.Anche perchè quando un libro mi interessa me ne strafrego alla grande della pubblicità.
    @Nick.Ricordo anchio l’episodio che citi su Pinketts,se non ricordo male trovo una frase che non aveva mai pronunciato come striscetta pubblicitaria.

  11. @Francesco Moretta.
    Se non ricordo male la frase era:”Un libro che mozzerebbe le orecchie a Paul Getty”
    o qualcosa del genere,questo per dire quanto siano poco veritieri gli strilli sulle copertine,Pinketts,uomo di spirito,aveva trovato divertente l’episodio però aveva “gentilmente”avvertito l’editore in questione che non avrebbe gradito il ripetersi dell’episodio.

  12. @Elgraeco: ciao Hell! Chi si rivede 🙂 Vedrai che qui ti troverai bene. Bel posto, bella gente 😉

  13. Visto cosa intendevo quando dicevo che questo posto è come un bar?

  14. E allora visto che è come un bar dobbiamo deciderci a fare la MONFERRATOCON.

  15. Per quel che mi riguarda, facciamola.
    Si cala su un centro ignaro e sonnacchioso (Nizza Monferrato? Acqui? Calamandrana?), si seleziona un locale che serva cibi indigeni in quantità industriali e il nettare della pianta chiamata vite, variamente spremuto ed invecchiato in botti di legno, e si parla fino al tramonto della luna di ciò che più ci aggrada.

    Basta trovare una data e un posto.

    Io però continuerei a chiamarla Night of the Iguana, in onore del primo promotore…
    Ci vorrebbero musica tiki e cocktail esotici…

  16. Vada per The Night of the Iguana.Mi sembra giusto.
    Vada anche per la musica Tiki.La data sicuramente prima di Agosto magari un venerdì o sabato.
    Chi si vuole aggiungere?

  17. io quando sulle copertine di un libro di fantascienza che non é Dune trovo un qualsiasi riferimento a Dune firmato da uno scrittore/critico/giornalista o testata giornalistica, farei a striscioline tutto il libro. Questa é la mia unica antipatia aggressiva, per il resto ignoro fascette e commenti. Da quando sono iscritta su anobii poi trovo tutti i commenti che voglio, scritti da chi il libro se lo é comprato e letto davvero.

  18. Io se la fate prima di Agosto (o dopo il boh, 20 di Agosto) ci sono entro i limiti dei treni, nel senso che posso dormire da mia mammina a Torino e quindi avere base più vicina, ma sarò sempre legato all’ultimo treno (antica tortura steampunk).

    Nell’Italia horror/fantastica i blurps erano (ora non so più) dominio di Evangelisti e Arona, ricordate?

    Non so cosa sia la musica tiki vi prego non portatela ho paura dell’ignoto.

  19. Mi “iscrivo” anch’io al “The Night of the Iguana”

  20. Io per una manciata di giorni sono ancora bloccato.
    Ma con la settimana che viene, cominciamo a ragionarci su e mettiamo in piedi qualcosa (vero, Fulvio?)

  21. Quindi con più di ventiquattr’ore di preavviso?
    Sé, sé, sé, promesse, promesse…

    Io una camicia hawaiana, rossa a fioroni ce l’ho – uno sbaglio di gioventù.
    Devo vedere se mi va ancora, ma fa molto Tiki.
    In caso, spero i martini nel Monferrato siano molto secchi (agitati e non mescolati, ça va sans dire)

    A bomba: io ammetto di essere meno diffidente.

    Ovvero, si c’è chiaramente l’effetto marchetta di certe fascette e simili, in cui “qualcuno” spara bordate clamorose che si capisce, in se, essere state pescate da un cappello da una scimmietta.
    Non che ci voglia molto: se è una frase che va bene anche per un altro libro, è marchetta.

    Però, però, c’è anche caso che il valentuomo firmatario l’abbia letto sul serio, ‘sto libro.
    In questo caso, oltre alla fascetta, magari c’ha scritto dentro anche qualche riga.

    Per dire, ho una delle tante raccolte di Guareschi, pompata dura e pura da Baricco.
    Ora, io Baricco so si e no chi è, e per il semplice fatto che è popolare, è sospetto a prescindere.
    E invece no, il valentuomo l’aveva letto davvero, ed ha sparato una prefazioncina proprio carina.

    Altro giro, Esercizi di Stile di Queneau -25% al super.
    Pompato e strapompato che Umberto Eco ‘sto coso lo ha anche tradotto e ne fa la prefazione – Postfazione di Bartezzaghi, quello su Repubblica e non il fratello (o il papà) della Settimana Enigmistica.
    Si, Ok, c’è anche Queneau che ha fatto qualcosina, in questo libro, ma Queneau, chi è costui?

    E invece, Eco e Bartezzaghi han fatto un lavorone filologico mica male.

    Quindi, più che la fascetta, guardate la prefazione.

  22. Caspita – Quenau al supermercato è quasi un evento post-situazionista/debordiano organizzato dal destino (o dalle leggi di mercato).

    Mi titilla al punto, che parto e vado a fare scorta di testi dell’OULIPO da Amazon.
    Un po’ di assurdo male non ci fa.
    Assurdo voluto, intendo – non quello involontario e tragico dell’Italia contemporanea…

    Comunque, ora placco il Gatti, mando in tintoria una delle mie molte camice aloha e poi organizziamo qualcosa per il mese di luglio, così viene anche Elvezio – che in campagna si stempia, lo sappiamo, ma noi lo faremo divertire.
    O ubriacare.
    O tutte e due le cose.

    Decisamente più di 24 ore di preavviso.

  23. Pingback: L'opinione degli altri « strategie evolutive

  24. Mi piacerebbe reincontrarvi.
    Se eventualmente decidessi di affrontare il devastante senso di abissale ignoranza che mi viene quando vi vedo ^___^, per Elvezio non ci sarebbe più il problema del treno ché a Torino da mammina ce lo porterei io con la macchinina.
    Keep in touch
    Orlando

  25. Orlando – non che ti si dia per scontato, ma la tua presenza era considerata comunque imprescindibile.
    Non fosse altro che per il fatto che così siamo in due, a bere gazzosa… 🙂

  26. Ci sarò 🙂

  27. A me piacerebbe venire.
    Temo però fra matrimoni, compleanni e impegni vari di non avere weekend liberi a luglio. Per cui auspicherei si pensasse a farla dopo il 20 agosto quando torna Elvezio, magari si ha anche più tempo per decidere una data che va bene a tutti.
    Comunque sappiate che se decidete di farla a luglio non ve ne vorrò, brutti bastardi.

  28. Ragazzi vi conoscerò con molto piacere.Anche se bevo alcolici la gazzosa ve la offro volentieri a te ed Orlando.
    Organizziamo con un pò di preavviso che non ho la macchina e mi muoverò in treno.
    Nick

  29. Però ho paura a tornare, ubriaco, in macchina con Criceto Gazzosa.
    MA metterà gran musica, quindi ok.
    Vedo se riesco a portarmi dietro anche la Jena che ancora mi sopporta quotidianamente…

  30. E… Sì, organizzate con un minimo di preavviso, tipo una settimana, dieci giorni. Le informazioni più o meno impiegano tale tempo dai miei occhi al mio cervello.

    In più fa caldo. Già sudo normalmente che sono timido e ansioso, non fatemi squagliare. posto con aria condizionata polare e luci basse.
    Porto petardi e maschere per le foto.

  31. Ripassato oggi dal super, mucchione di Verga, Pirandello, Conan Doyle, Fleming, fritti misti con gialli di vario peso, libri sui gormiti e ricette per dolci al cioccolato. Tutto a 2.99, 3.99
    Niente Quenau, stavolta, ma Tsu-Tze, L’Arte Della Guerra.

    Notavo, di sgiuncio, nel settore dei libri non supersaldo, che gli economici a prezzo pieno, le Novità, hanno frasi dal cassetto di Stephen King, ma a firma di enti abbastanza improbabili.

    Questo è il libro che porterà l’Umanità ad un nuovo piano di conoscenza (WI Poultry Combers Annual rewiev)

    Che, si ammetterà, suona molto meglio dell’annuario dei Pettinatori di Galline del Wisconsin, ma non è esattamente il critico de Il Times (il Chattalooga Times ha firmato la riga sotto, per dire)

  32. Grazie Nick 😉
    Se proprio proprio c’è da poter scegliere, segnate una tacca per il “dopo-20-agosto” anche per me.
    Orlando

  33. Wow!
    La notte dell’Iguana!
    Wonderful! 🙂

    Per luglio a me rimane libero solo il fine settimana del 17/18.

    Altrimenti tocca rimandare tutto a fine agosto.

    (Una camicia da spacciatore cubano io ce l’ho, ma per favore niente cocktail con l’ombrellino. Grazie! :-))

  34. Credo che a questo punto si farà dopo il 20 di agosto.
    Partecipano più persone.
    C’è più tempo per organizzare.
    Ci sono più occasioni perché l’organizzazione vada a gambe all’aria all’ultimo minuto 😛

  35. Ottimo!

    (che poi ho visto solo ora che Elvezio il 17 c’ha le groupie.
    Guai a mettersi tra la star e le sue fanz! :-))

  36. Pingback: Due Ore da Ammazzare Special – Shopping Natalizio 2 « strategie evolutive

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.