strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Tastiere Roventi nella Città Morta

s-l300Stando a un sito web che tratta modernariato per collezionisti, l’ultima macchina per scrivere di mia madre, una Olivetti Lettera 35, vale 40 euro – ma su ebay ne ho visti degli esemplari che andavano anche per 100 euro.
Non male, per un pezzo di tecnologia obsoleta con una tastiera QZERTY.
La mia… beh, OK, quella della mia mamma buonanima, è ancora perfettamente funzionante. Le serve solo un nuovo nastro, che posso procurarmi su Amazon per circa 8 euro e spese di spedizione gratis con Prime.
E dovrò comprarmene uno, perché il 4 di Agosto userò la mia vecchia Lettera 35 per una di quelle “esibizioni da quattro soldi” che, mi è stato detto, i “veri scrittori” non fanno..
Beh, peggio per loro.

Il 4 di Agosto, salvo incidenti, saremo seduti ad un tavolo fra una libreria e un ristorante cinese, io ed il mio amico Fabrizio Borgio, che scrive gialli e sovrannaturale fra queste colline, e batteremo a macchina due storie, di getto, e le pagine, appena estratte dal rullo della macchina per scrivere, verranno stese su un filo, cosicché tutti le possano leggere. Continua a leggere

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Funeral Point, e altre storie

In un commento ad un post precedente mi è stato chiesto a che punto sia Funeral Point: Funeral Point sta bene e vi saluta tutti.
Ci sono tre storie delineate, e devo solo trovare il tempo e la voglia di scriverle.
Il lato positivo di Funeral Point è che ormai il grosso del lavoro di preparazione è fatto, e quindi posso tranquillamente scrivere ciascuna storia in una singola sessione.

FUNERAL POINT LOGO 1

Esiste però un rovescio della medaglia.
Che richiede una breve introduzione, per inquadrare il problema. Continua a leggere


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Pitch

imagesUna cosa che condivido abbastanza spesso coi miei supporter su Patreon sono i pitch che mando agli editori.
Un pitch sarebbe la proposta preliminare, il messaggio che si spedisce a un editore per sentire se sarebbe interessato a pubblicare ciò che noi non abbiamo ancora scritto.
Mentre per i racconti brevi di solito un editore vuole leggere tutto il lavoro, per cose più voluminose è abbastanza normale utilizzare una forma abbreviata. Risparmiano tempo loro, e lo fanno risparmiare a noi.
Un high concept.
Una logline.
Una descrizione per sommi capi.
Un buon pitch si scrive in un pomeriggio. A volte gli editori chiedono anche una outline completa. e allora è un po’ più lungo, diciamno due o tre giorni.

Ad esempio, al momento sto finendo di lucidare un pitch per uno dei miei editori americani1, per vendergli una serie di dodici novelle. L’editore vuole il pitch per la serie, e l’outline dei dodici episodi. A seguire, spedirò il pitch per una trilogia al mio editore australiano2 – ma lui ancora non lo sa. Il pitch per l’Australia è già scritto, aspetto solo di consegnare il secondo romanzo che gli devo. Continua a leggere


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23.000 parole in (meno di) 7 ore

La notte scorsa ho scritto un libro.
Prima stesura, 23.000 parole, primo di una serie – i volumi successivi già pianificati.
Non fiction.
In italiano.
Ho cominciato alle otto meno un quarto, ed ho finito alle due e venti.

Ho barato, naturalmente.
23.000 parole in meno di sette ore, facendo anche una pausa per farsi scaldare un piatto di spaghetti, è decisamente al di là delle mie capacità, indipendentemente dall’allenamento fatto in questi due anni.
Sarebbero più di 3000 parole l’ora. Quasi 4000, considerando gli spaghetti.
E il problema non sono 4000 parole l’ora, che volendo si può anche fare, il problema sono 4000 parole l’ora per sette ore filate. Che si può fare, ma non se ne esce vivi.
O sani di mente.
Perciò OK, ho barato.

wpid-Pulp_1

Ciò non toglie che il libro sia qui, col suo bel file Scrivener, e che ora non mi resti altro da fare che metterci una introduzione e una postilla, una biografia dell’autore, magari aggiungere un 3/5000 parole che credo potrebbero starci, e che posso scrivere in una mattinata; e poi fare una copertina e pubblicarlo.
Ebook e cartaceo.
Mi piacerebbe farlo illustrato.
E non so esattamente come potrei fare la copertina, ma qualcosa mi inventerò.

Mi domando naturalmente se potrebbe interessare al pubblico, e a che prezzo venderlo.
Magari fare prima il cartaceo, e poi l’ebook?
Usare match-book di Amazon per cui chi si compra il cartaceo si becca anche il digitale?
Metterlo anche su Gumroad per quei miei (pochi) lettori che lo vogliono in formato epub?

Decisioni, decisioni…
Però sì, con un po’ di impegno potrebbe essere in catalogo per il prossimo weekend.
Stiamo a vedere cosa succede.


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La Diavolessa coi Capelli Bianchi

Ho appena postato sulla mia pagina Patreon una storia di 4000 parole, per tutti i membri della Five Bucks Brigade1. Oggi ho caricato la versione in inglese, e quella in italiano andrà su domani, tempo di tradurla.
La storia si intitola The Demoness with White Hair.

Come ho spiegato altrove, è cominciato tutto con un testo di 500 parole che ho scritto come “provino” per partecipare alle selezioni per un lavoro come autore freelance. Non è che abbia troppe speranze per le selezioni, ma quel brano mi piaceva, ed è anche piaciuto ad altri.
Mi hanno paragonato ad Harold Lamb, nientemeno.
E così, appena ho finito di pavoneggiarmi coi miei amici, ho deciso di ampliare questa vignetta, e fare qualcosa di un po’ più consistente con il setting appena abbozzato.
E l’ho fatto.

Perciò, se volete leggere la mia storia, dovrete entrare a far parte della Five Bucks Brigade2 o sperare e aspettare che io la venda ad una rivista, cosa che intendo fare. Ma sarà una rivista straniera. Niente edizione in italiano, fuori da Patreon. Ma comunque, per solleticare la vostra curiosità, ecco qualche nota minima sull’ambientazione e sui personaggi. Continua a leggere


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Un decaffeinato e via…

Uno dei miei soliti pezzi per ricapitolare come vadano le cose, e quale sia lo stato dei miei lavori, per coloro ai quali potrebbe interessare.
L’estate porta con sé, da un paio d’anni a questa parte, una sorta di horror vacui.
I lavori si fanno più scarsi e vaghi, i progetti – pur solidissimi sulla carta – vengono rimandati a date da definire.
Dopo le ferie.
A Settembre.
In autunno.
Prima della fine dell’anno.
Poi.

Tanto ormai è fine Giugno, quasi Luglio, praticamente Agosto, il pagamento te lo faccio a Settembre, dai… fine Settembre, che siamo sicuri che siamo tornati tutti dalle ferie, eh?

Cose così.

summer-beach

Si prova una fitta di panico, e si tende ad accelerare, a scrivere di più, per cercare di vendere di più, in modo che qualche pagamento arrivi prima dell’autunno.
Il rischio naturalmente è quello di bruciarsi. Continua a leggere


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The Ministry of Thunder – un annuncio

Allora, devo fare un annuncio.

The Ministry of thunder smallHo avuto conferma da Acheron Books che The Ministry of Thunder è il titolo Acheron più venduto sul mercato internazionale.
Il romanzo è uscito esclusivamente in lingua inglese ormai tre anni or sono, ed è quello che si definisce di solito uno sleeper success – non ha mai fatto i fuochi d’artificio, ma continua a vendere in maniera stabile, ed ha incassato molte recensioni positive, incluse quelle di luminari come Ron Fortier o S.M. Stirling.
E tutto questo naturalmente mi rende molto orgoglioso e molto felice.
The Ministry of Thunder è stato il mio primo romanzo pubblicato, ed ho imparato un sacco di cose scrivendolo, e sono molto affezionato ai personaggi che lo popolano.
Felice Sabatini è quasi una persona di famiglia, e sono disperatamente innamorato di Helena Saratova (ma mi piacicchia anche Pat Neil). E il Capitano Asamatsu è un gran bell’eroe negativo, anche se me lo dico da solo. E per ciò che riguarda jacques LaFleur, lui ed io abbiamo una storia lunga… molto lunga.

Quindi, un attimo di pausa: devo ringraziare tutti coloro che hanno acquistato e letto il mio libro. Tutti coloro che lo hanno recensito, o ne hanno parlato.
Grazie davvero.

Ma torniamo alla nostra storia, ed all’annuncio.
Ci sono dense nubi nere che si addensano su Shanghai.
E Felice Sabatini sta per tornare in città.

The Ministry of Lightning sta per vedere la luce. Continua a leggere


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Il contenuto dei laboratori

Avevo promesso maggiori dettagli sui workshop, ed eccoli qui…

WORKSHOP

Tra l’altro, ho aggiunto un laboratorio, sulla base di un suggerimento in un paio di commenti nel post precedente – e visto il tema, lo piazzerò per primo nella lista, visto che si tratta dell’argomento più “di base” dell’intera serie.

Quindi… Continua a leggere