strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Imperfetta, ma intervista

Giulietta Iannone ha appena postato su Liberi di Scrivere la trascrizione della mia intervista di ieri su Facebook.
Nonostante l’orrore lovecraftiano dei commenti annidati di Facebook, è stato molto divertente per me e – spero – per i partecipanti, ai quali va la mia gratitudine per la chiacchierata.
Dobbiamo rifarlo.

Se siete interessati, il testo completo è qui.


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La scarpetta della misura sbagliata

All’inizio di questa settimana ho passato due pomeriggi a scrivere una storia dell’orrore, ambientata a Torino, e mirata ad una specifica antologia che chiuderà alle proposte lunedì. Sono abbastanza soddisfatto del lavoro – è una bella storia, 2000 parole, asciutta e costruita con cura.

È stato andando a verificare le linee guida per formattare il manoscritto prima di spedirlo che mi sono accorto di aver commesso un errore – l’antologia cerca storie di 3000-6000 parole. Ho sbagliato le misure, e se la spedissi la mia storia non verrebbe accettata,
Allungarla di un 50% non è proponibile – la narrativa breve, per sua natura, ha una sua economia, un suo equilibrio, non è che si possano aggiungere paragrafi a casaccio per allungare il brodo senza rischiare di spaccare il meccanismo.
Oh, diamine!

Naturalmente, questa non è una tragedia mortale – la storia resterà qui sul mio hard disk in attesa di una occasione propizia.

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#StoryADay: 28 racconti in 4 settimane

L’iniziativa #StoryADay è stata messa in piedi dieci anni or sono da Julie Duffy. Un’idea semplice: scrivere un racconto al giorno, tutti i giorni.
Il sito di Julie contiene link, risorse e idee, e sul suo sito è possibile iscriversi alle due maratone, a maggio e a settembre. Chi si iscrive, riceve ogni giorno un prompt, una breve ispirazione, a partire dalla quale scrivere un racconto. Le regole sono molto flessibili, non ci sono premi o riconoscimenti, e i partecipanti sono invitati a creare le proprie regole e ad aderirvi fin da subito.
E io ho pensato… perché no?

Tornare a scrivere per divertimento, per superare l’apatia e lo stordimento da stress, la sensazione non del tutto piacevole che si sta scrivendo per lavoro.
E così mi sono iscritto.

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Opportunità e rilevanza

Sono incespicato su due cose piuttosto diverse, nelle ultime 48 ore, e come spesso succede sfregando assieme due idee, se ne accende una terza, e quindi, perché non farci un post? Tanto nessuno sta andando da nessuna parte, e c’è un sacco di tempo per leggere, giusto?
Le due idee sono le seguenti…

Idea uno: sulla sua mailing list, il solito Alastair Humphreys, che mi sta tenendo un sacco di compagnia in questo periodo, ha proposto ai suoi follower un esperimento – provare a guardare alla situazione attuale (non sto a riassumervela) e cercare di trovare come questo stato di cose possa essere una opportunità.

Idea due: un articolo letto su Facebook (OK, non è il New Yorker) sul fatto che gli scrittori potrebbero trovarsi in stato di blocco, in questo periodo, perché i lavori che hanno in macchina, i libri che hanno in rampa di lancio, potrebbero non essere più rilevanti nel mondo il cui nuovo assetto sarà definito dalle misure per fermare l’espandersi del contagio.

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Il Processo

Avevo voglia di fare qualcosa di diverso. Ciò che mi è arrivato, nelle ultime tre/quattro settimane, attraverso i social si è rivelato a lungo andare molto stressante. E perciò vorrei fare qualcosa che non sia stressante, né per me, né per gli altri. Qiualcosa di costruttivo. Ho alcune idee – una delle quali riguarda strategie nello specifico, e ne parleremo nei prossimi giorni.
Ma per il momento, c’è questa…

L’idea di questa serie di post mi è venuta in mente dopo aver visto un video di un musicista, insegnante di musica e vlogger che seguo (Adam Neely, qui trovate i suoi video), e dalla lettura di un articolo che ho trovato mentre seguivo alcuni dei contenuti di Adam. L’articolo è Music Theory and the Epistemology of the Internet; or, Analyzing Music Under the New Thinkpiece Regime, di William O’Hara, pubblicato nel 2018.

Sia il video che l’articolo mi hanno fatto riflettere su come le informazioni sulle attività creative/artistiche siano rappresentate online. Sono stato particolarmente colpito dalla descrizione di Adam Neely dei suoi video “musicisti al lavoro” come film nello stile di film su attività criminali – video in cui, proprio come, diciamo, in Ocean’s Eleven, la preparazione del “colpo” (la performance) è divertente quanto il “colpo” stesso, e conduce a una comprensione più profonda del processo che va a far parte del lavoro.

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Una breve lezione sull’importanza del dialogo

C’è una cosa che dovete vedere, e poi parliamo.
È un filmato, e non è lungo – cinque minuti. Sono oggettivamente cinque minuti orribili, ma credetemi, poi, come cantavano i 10cc, ne sentirete il beneficio.
Il filmato è questo… guardatelo.

Nel caso non vi fosse chiaro il discorso, stiamo parlando di contratti pubblicitari.
La gente sta a casa, ha della disponibilità (beati loro), e quindi spendono, e possiamo approfittare di questa situazione con delle pubblicità mirate…
Si parla di centinaia di migliaia di euro, si fanno dei nomi, si citano dei marchi.
Ascoltato, digerito, presi appunti?
Bene, cominciamo con la nostra lezione…

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