strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Il prezzo di fagioli e pancetta

Ieri mi è stato chiesto cosa risponderei io ad una persona che mi chiedesse quale percorso seguire per diventare scrittori.

Diamo due premesse:

a . scrittore è chi scrive, e che quindi per essere scrittori bisogna scrivere
b . scrittore di professione è chi viene pagato una tariffa professionale per scrivere

Qual’è la tariffa professionale?
Sei centesimi a parola1.

Detto ciò, ieri sono re-inciampato su questa vecchia citazione di Talbot Mundy, uno dei colossi della letteratura d’avventura: Continua a leggere


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NaNoWriMo, NaCaSuMo, NaBaPluMo

51wpksnwz8l-_ac_ul320_sr220320_È bello di tanto in tanto imbattersi in un libro che si fatica a decidere se ci piace oppure no.
È bello perché significa che c’è ancora spazio per le sorprese, e perché – ne parlavamo quando abbiamo parlato di Christopher Hitchens – non necessariamente le idee sono tutte buone o tutte cattive, ed è bello dover dibattere, anche solo con noi stessi.

Il libro in questione è un regalo ricevuto di recente, per andare ad arricchire la mia collezione di libri sulla scrittura: No Plot? No Problem!, di Chris Baty.
Che sarebbe poi l’uomo che ha inventatro il NaNoWriMo – l’idea di mettersi lì a novembre e scrivere in un mese un romanzo da 50.000 parole.

Ora, io non ho mai partecipato al NaNoWriMo – se non per simpatia, nel senso che alcuni anni addietro passai Novembre a scrivere la tesi di dottoratoio, e quest’anno farò un esperimento, ma con un wordcount diverso.
Non ho nulla contro coloro che partecipano, naturalmente, ma mi rimane questa vaga sensazione di… non so come spiegarlo.

OK, facciamo così… Continua a leggere


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Una giornata tipo non esiste

rikers-island-penitentaryOK, c’è una specie di giochino che sta circolando qui nel blocco C della Blogsfera: alcuni di noi hanno cominciato a postare sui propri blog degli articoli su quello che è il loro processo di scrittura.
Lo ha fatto Alex Girola, lo ha fatto (in inglese) Angelo Benuzzi, lo ha fatto Germano Hell Greco.
E allora perché no?
In realtà ho già fatto in passato dei post più o meno su questo argomento (li abbiamo fatti tutti, in effetti) ma questa è una buona occasione per fare il punto di come sono cambiate – se sono cambiate – le cose negli ultimi mesi.

Negli ultimi due anni scrivere e tradurre sono state le mie principali attività – per il semplice motivo che quando si accudisce una persona ammalata, stare seduti lì vicino a scrivere è più semplice e comodo, per dire, che andare nei campi a raccogliere cotone.
Con la morte di mio padre, l’unica cosa che è cambiata è che ora non abbiamo più la sua pensione per arrotondare. Ed essendo il mercato del lavoro quello che è, io ho continuato a scrivere e a tradurre.
Sono solo cambiati i tempi. Fin qui, sono riuscito a pagare il grosso dei conti e a non far tagliare luce e telefono.
È un piccolo trionfo. Continua a leggere


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Hobby & Professionismo

Mi è capitato un paio di volte, forse tre, di sentirmi chiedere come si fa a sapere se uno che scrive è uno scrittore professionista.

La risposta standard, la mia risposta abituale, specie se mi pare di cogliere un tono di superiorità, di ostilità o di ironia nella voce del mio interlocutore (mi è capitato un paio di volte, forse tre), è

se qualcuno è disposto a pagare per leggere il tuo lavoro, allora puoi sperare di essere un professionista

E poi viene il caveat sul fatto che essere professionisti non significa essere professionali, e delle due è meglio essere professionali che professionisti.

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Secondo Dean Wesley Smith, essere professionali è indispensabile per essere dei buoni professionisti, ed essere professionali significa avere un’etica del lavoro – e di Dean Wesley Smith io mi fido.
Ma da qui in avanti, naturalmente, come cantava Bozz Scaggs, siamo tutti soli. Continua a leggere


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La merce più a buon mercato che esista

Secondo Neil Gaiman, la domanda

dove trovi le tue idee?

non deve essere rivolta a un autore.
Gli scrittori, che in effetti non sanno da dove vengono le idee, si sentono a disagio, quando devono rispondere a simili domande e – sostiene Gaiman – diventano cattivi.
Cattivi come solo gli scrittori sanno essere.

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vi prenderanno in giro e vi faranno sentire sciocchi

In effetti, Harlan Ellison sosteneva di trovare le idee per le proprie storie a Schenectady (NY), e una volta raccontò di essere iscritto al Club Dell’Idea del Mese – pagavi dieci dollari e loro ti mandavano una buona idea per una storia al mese.
Ci fu chi gli chiese l’indirizzo.

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Ma se il dove trovi le tue idee è un classico, c’è un secondo classico, meno popolare, ma che tutti coloro che scrivono prima o poi hanno incontrato. Ed è quello di cui vorrei parlare oggi. Continua a leggere


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Effetti nefasti dei film degli anni ’80

asteria 1Ci sono cose che capitano.
Del tipo, avendo già fin troppe cose da fare, un sacco di problemi, livelli di stress da paura e l’incombenza di fare 25 minuti di camminata ed esercizi di respirazione ogni giorno, questa settimana, beh, ho deciso che avrei scritto un’altra storia.
Nel weekend.
In due giorni netti – sabato e domenica.
Diciamo 12.000 parole.

E allora perché non una nuova storia di Asteria?
La mia amazzone preferita – la mia unica amazzone, a dire il vero – è stata lontana dagli schermi dei kindle per un sacco di tempo. Ed è certamente il mio personaggio del quale mi vengono chieste notizie più spesso. E le sono affezionato.

Ora, l’idea non era di scrivere questa storia in due giorni.
Poi è successo che ho detto, in un commento su Facebook – e quindi dev’essere vero – che sarebbe uscita una nuova storia di Asteria ad agosto. Continua a leggere


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The Corsair, Chasing the Mermaid

È con estremo piacere che annuncio al mondo l’uscita del mio nuovo ebook, Chasing the Mermaid, primo volume in una serie di novelle pubblicate dall’americana Raven’s Head Press.

chasing the mermaid cover small

 

La serie, che va sotto al titolo collettivo di The Corsair è nata dall’idea di creare un eroe pulp “alla vechia maniera”, ma aggiornato ai gusti moderni e che vivesse le proprie avventure nell’area del Mediterraneo anziché nelle abituali località esotiche della narrativa avventurosa1. Continua a leggere