strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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World Dracula Day: a caccia di vampiri nel futuro

Oggi è il World Dracula Day, e quindi mi pare una buona occasione per fare un post su un progetto sul quale sto lavorando da un mesetto a questa parte, e che i miei sostenitori su Patreon stanno suben… ehm, stanno esplorando in esclusiva (per ora?).

Avendo trascorso la maggior parte del 2020 a scrivere per un malaugurato progetto di ghostwriting e poi cercando di scrivere e vendere abbastanza narrativa per le riviste per coprire le spese, quando nel 2021, la situazione è tornata, se non alla normalità, almeno in un stato stabile, dopo così tanto lavoro di scrittura orientata strettamente al mercato, ho deciso di dedicare un po’ di tempo al divertimento della scrittura, senza blocchi, obiettivi o la necessità di accontentare un editore o, peggio ancora, un cliente.

E così ho iniziato a scrivere, una sera dopo cena, senza una meta o un tema preciso. Ho immaginato due personaggi, Cal e Amy, e ho scritto circa duemila parole di una loro storia.
Uno science-fantasy, sottogenere ormai dimenticato: terra futura, tecnologia antica, forse alieni (o umani ingegnerizzati biologicamente, o forse altro), rovine perdute, strane creature. Una scienza abbastanza avanzata da sembrare magia, o viceversa, una magia abbastanza avanzata da sembrare scienza.
Duemilaparole scritte in una sera, e poi la storia si è piantata.
Non stava andando da nessuna parte. Avevo ancora bisogno di trovare i personaggi e, cosa più importante, trovare qualcosa da fargli fare.
Ma ho continuato a scrivere ogni sera dopo cena, per questo mio progetto “delle vacanze” – frasi buttate, descrizioni alla deriva, e appunti, un sacco di appunti. Ma non una storia.
E se c’è un modo per esplorare un mondo che fatica a crescere, è farlo attraverso gli occhi di un diverso personaggio.
O cinque.

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Un uomo spaziale venuto da Plutone

Parliamo di creatività, vi và?
Partendo con una foto che mi è appena capitata sotto gli occhi, ed ha avviato un bel cortocircuito, per cui eccoci qui.
Si tratta della foto di una lettera, inviata il 17 di ottobre 1984 ad un tale che si chiama Steven Spielberg, e per conoscenza a Robert Zemeckis e Robert Gale, da un signore della MCA di nome Sid Sheinberg. Che era il presidente, della MCA, non un passacarte. Una lettera riguardo a un film provvisoriamente intitolato Back to the Future. La lettera è questa…

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Buzz su Tint Journal

Tint Journal è una rivista letteraria che pubblica scrittura creativa di autori che scrivono in inglese come seconda lingua, e nel numero della Primavera 2021 appena uscito, insieme con altri ventiquattro lavori di altrettanti scrittori e scrittrici, c’è anche una mia flash fiction, intitolata Buzz. Come si evince dalla mappa chemostra la provenienza di ciascun contributo, siamo una bella squadra variegata.

L’uscita su Tint Journal mi rende particolarmente orgoglioso per due motivi – in primis, perché è la prima volta che la mia natura di autore bilingue viene riconosciuta come un fattore distintivo e non come un difetto o un ostacolo al la pubblicazione; e in secundis, Tint Journal è una rivista letteraria “seria”, e pubblicare sulle sue pagine significa scrivere letteratura, e non ciarpame. Consideriamola un’altra tacca sul calcio della tastiera.

Buzz si può leggere gratis sulle pagine online di Tint Journal, ed i più coraggiosipossono anche ascoltarne una versione letta dall’autore, con la sua voce orribile.
La storia è illustrata da un dipinto di Patricia Falkenburg.
Leggere la mia storia – e tutte le altre – non vi costa nulla, ma potreste aver voglia di supportare Tint Journal su Patreon.


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Ocean of Storms su Land Beyond the World Magazine

Sono felice di diffondere la notizia che una mia stroria di fantascienza (abbastanza hard) intitolata Ocean of Storms, è stata pubblicata sul numero di marzo della rivista online Land Beyond the World, e la si può leggere online, gratuitamente.
Se vi va buttateci un occhio, e prendete magari in considerazione l’idea di abbonarvi alla rivista.
Buona lettura!


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Terra di fantasmi e ladri

Secondo il Nosferatu di Murnau, la Transilvania è “una terra di fantasmi e ladri” che, ammettiamolo, non è la migliore pubblicità turistica che si possa inventare, ma è certamente intrigante. Stavo guardando il film e quando quella definizione è apparsa sullo schermo, ho interrotto la visione domandandomi che tipo di paese potesse essere, e quali storie si potrebbero scrivere al riguardo.
E poiché da qualche giorno non vedevo l’ora di scrivere qualcosa solo per il gusto di scriverlo, ho dedicato due ore a scrivere un racconto. Non una storia ambientata in Transilvania, intendiamoci, ma sicuramente una storia ambientata in un paese di fantasmi e ladri.

È un breve fantasy, forse un po’ convenzionale, ma è stato comunque un buon esercizio e un modo divertente per trascorrere qualche ora lontano dal tetro (in senso buono) mondo di Murnau. Poi l’ho tradotto in italiano, e ora entrambe le versioni sono state pubblicate sulla mia pagina Patreon, per far divertire i miei clienti.

Sono stato un pessimo Creatoire su Patreon per tutto il 2020, in parte a causa di vari problemi personali, in parte perché scrivere storie da poter vendere alle riviste ha avuto la precedenza. Seguendo lo standard attuale, le storie pubblicate su Patreon contano come “precedentemente pubblicate” per la maggior parte delle riviste e, di conseguenza, vengono pagate a una tariffa ridotta. Questo normalmente non è un problema quando la mia produttività è al livello normale, perché posso scrivere sia per le riviste che per Patreon senza troppi sforzi. Ma quando la mia produzione ha subito una battuta d’arresto nel 2020, è diventato un problema.

Ma in questo momento tutto sembra tornato alla normalità e ci sono altre storie in arrivo, sia per il mercato generale, sia per i miei sostenitori su Patreon.
Scrivere è di nuovo divertente. Leggere… ah, questo dovrete dirmelo voi.


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In un jazz club, di notte, mentre fuori piove

Accenanvo durante la mia intervista con l’amico Flavio Troisi, che una parte consistente del lifestyle dello scrittore – contrapposto al lavoro dello scrittore – consiste nel trascorrere lunghenotti insonni, in un bar fumoso, con un gruppo jazz in sottofondo, circondati di affascinanti creature in adorazione, e scrivere a mano su una Moleskine usando una penna stilografica vintage. Perché è così che fanno i veri scrittori.

Ma naturalmente il COVID ha messo temporaneamente un freno a tutto questo – niente locale notturno, niente jazz combo, niente affascinanti creature.

Per ovviare a questo problema – che sta certamente incidendo in manierta estremamente negativa sulla produttività di tutti quei colleghi che non riescono a scrivere in casa, in pigiama ed arrotolati in una coperta – credo possa essere utile questo video su Youtube: otto ore di suoni di sottofondo di un bar, con musica jazz, mentre fuori piove. Il caffé, l’atmosfera fumose, le affascinanti creature e la Moleskine dovrete metterceli voi. Ma è un inizio.


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In coda per il BSFA Short Fiction Award

L’editor della rivista Shoreline of Infinity, che ha rfecentemente pubblicato la mia storia intitolata Singularity, mi ha appena comunicato che il mio racconto è stato inserito nella long list per il premio della British Science Fiction Association per il miglior racconto breve pubblicato nel 2020.
Ed è vero – non è un errore.

È la prima volta che il mio lavoro riceve un riconoscimento di questo genere – anche solo riuscire ad arrivare nella lista lunga è, per me, un qualcosa di inimmaginabile.
E sono in compagnia di un gruppo di autori eccellenti, un paio dei quali sono fra i miei autori preferiti.
È folle.

E così, mi pareva il caso di farci un post.