strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Santi & Fattucchiere – un preview

Un assaggio della storia scritta su commissione, per ringraziare chi fin qui ha sponsorizzato il progetto e chissà, convincere altri a fare altrettanto.

Selection_688Santi & Fattucchiere è una storia di Buscafusco, l’investigatore sui generis che opera nella Valle Belbo in una serie di storie che sto pubblicando in inglese.
Come tutte le storie di Buscafusco – Women & Children e Ghosts & Shadows, di prossima uscita – anche questa ha un doppio titolo, ma a differenza di quelle altre stoirie, la struttura è nuova.
Le storie “inglesi” di Buscafusco sono costruite con una struttura intrecciata, e in ciascun racconto il protagonista si occupa di due casi contemporaneamente. Per Santi & Fattucchiere, trattandosi di una storia più lunga, ho deciso di variare almeno in parte la struttura. Il caso sarà unico (il furto delle reliquie di Sant’Ugone da Montefeltro), ma ci saranno due indagini in parallelo, quella eterodossa di Buscafusco, e quella istituzionale assegnata al Maresciallo Li Causi, abituale comprimario di questa serie.
Inutile dire che le due tracce andranno a ricongiungersi nel finale.

Ma il finale è ancora da scrivere.
Ecco allora il terzo capitolo, nella sua prima stesura grezza, in cui incontriamo il Maresciallo e il suo fido aiutante, l’appuntato Gallina, sul luogo del delitto.

Buona lettura. Continua a leggere


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Sulla funzione della fantascienza – una lettera alla mia mamma

Qualche giorno addietro, sul suo profilo Facebook, la mia amica Lucia stava facendo un discorso su quello strano atteggiamento ancora molto radicato, per cui se leggi horror devi essere o un satanista, o uno che crede che ci sia il babau sotto al letto.
E se leggi fantascienza, naturalmente, “credi agli alieni”.

Nel corso della discussione è venuta fuori un’altra frase piuttosto frequente, vale a dire

ma perché non leggi qualcosa che abbia attinenza con la realtà?

di solito accompagnata, esplicitamente o implicitamente, dal corollario

il tuo è desiderio di evadere dalla realtà

Io questi discorsi me li sono sentiti fare dalla mia mamma per circa trentacinque anni – più o meno dall’età di 15 anni, quando la pila di Urania cominciò ad essere rimpiazzata da Fantacollana e Cosmo Oro, e poi da quei tascabili americani con quelle copertine molto dubbie.
Mia madre era un’appassionata di romanzi storici e, in maniera minore, di polizieschi, e rifiutava quasi istintivamente la fantascienza e il fantastico in genere.
Poi è vero, l’ultima cosa alla quale si appassionò prima di andarsene fu Firefly.
Mia madre era una browncoat.

Però quella domanda

ma perché non leggi qualcosa che abbia attinenza con la realtà?

è stata lì per tutta la mia vita.
E allora adesso, che la discussione di là sul profilo di Lucia me l’ha fatta tornare in mente, è ora di rimediare.
Magari c’è ancora tempo.

Oh, questo sarà un post lungo – sapete com’è quando è tanto che non ci si sente, vero?

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Crowdfunding – che genere per la storia-bonus?

E così si diceva… visto che il tempo c’è, perché non ringraziare i miei sponsor aggiungendo una seconda storia al crowdfunding?

20.000/30.000 parole, in formato ebook multiplo (epub, mobi, pdf), consegnata attorno al 15 di settembre (giorno più, giorno meno).
E scritta appositamente.

Come scegliere il genere?
Beh, io so cosa mi piacerebbe sapere, ma visto che mi hanno definito mercenario, come dicono i britannici

chi paga il pifferaio, sceglie la canzone.

E allora ecco un sondaggio, a scelta multipla, per generi. Continua a leggere


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Santi & Fattucchiere, giorno zero

E siamo partiti.

Novantatré giorni, o se preferite tre mesi come segnala anche il contatore qui a destra (o qui sotto, se state leggendo questa pagina su uno smartphone).

WordPress non mi permette purtroppo di inserire il widget interattivo ultracool che si aggiorna da sé di Produzioni dal Basso, e quindi dovremo accontentarci di una cosa artigianale – la pagina del progetto, con una descrizione di massima, è qui.

Riassumendo – una storia di circa 30.000 parole, intitolata Santi & Fattucchiere consegnata entro 93 giorni1 a tutti coloro che faranno una donazione.

Su suggerimento di molti di voi, sto cercando un modo per riuscire a fornire anche una versione cartacea a coloro che ne faranno richiesta e doneranno… bah, diciamo più di una cifra x ancora da stabilire.
Ma ne parliamo con calma.

Una volta scaduti i 93 giorni, la storia non sarà più disponibile in nessuna forma per almeno un anno, e poi si vedrà.

Che dire – buttateci un occhi, e pensateci su.

E grazie!


  1. non diciamolo troppo forte, ma conto di averla pronta per molto prima, salvo incidenti. 


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Storie & Crowdfunding – pronti a partire

E così è fatta.
La pagina per il crowdfunding di Santi & Fattucchiere è pronta, e varrà pubblicata entro 24 ore.
E naturalmente ne darò notizia anche qui, domani, e poi divulgherò il link urbi et orbi.

A quel punto, vedremo cosa si riesce a fare in 90 giorni.
Il modello che abbiamo scelto per il progetto è quello della donazione libera mediante PayPal.
Non ci sono target, non ci sono ricompense.
Chiunque parteciperà, ricevera entro il 15 di settembre 2017 l’ebook della storia, in formato epub, mobi e pdf.

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Ho pensato a lungo se fare o meno una cosa a livelli, del tipo “versate per lo meno X euro e avrete anche il cartaceo”, oppure “versate x euro in più e un personaggio col vostro nome verrà accoppato in maniera terribile entro i primi sette capitoli”, ma poi mi sono detto che sarebbe stato antipatico.
L’intera faccenda è cominciata con un gruppo di amici che volevano farmi un regalo ma si sentivano in imbarazzo a mettere delle banconote in una busta o a pagarmi un buono su Amazon.
Non creiamo ulteriore imbarazzo mettendo delle tariffe.
Magari la prossima volta, OK?
Se ci sarà una prossima volta. Continua a leggere


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Un topo con la lingua blu

Si era detto un topo con la lingua blu.
Che poi non sarebbe proprio un topo, trattandosi di un “vole”, in inglese, ovvero una arvicola.
Ma sulla copertina del libro, vedete, c’era un topo con la lingua blu, e una magnum puntata alla testa.
E io, lo ammetto, sono uno che a volte i libri li compra per la copertina.
Resta a mio parere un buon modo per scoprire autori nuovi e interessanti, fatemi causa.

Native Tongue è stato il primo romanzo di Carl Hiaasen che io abbia letto.
Acquisto d’impulso, per via della copertina, da Murder One, a Londra.
In quella stessa occasione, ne sono assolutamente certo, acquistai anche The Monkey’s Raincoat e Stalking the Angel, di Robert Crais.
E se Crais mi impressionò molto di più, con la sua miscela di umorismo, hard boiled chandleriano e filosofia zen, per cui negli anni successivi continuai a leggerlo con regolarità, Hiaasen riuscì a farmi ridere in modo sgangherato (cosa estremamente imbarazzante, in metropolitana), dimostrando che era possibile scrivere una storia apparentemente assurda alla Douglas Adams, e che tuttavia non era assurda affatto, riuscendo a mantenere un buon intrigo poliziesco e al contempo a fare della critica sociale e della satira tagliente.
Non una lettura regolare, ma un autore che occasionalmente, specie d’estate, mi piace tornare a frequentare. Continua a leggere


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Perfidia

Quindi, si diceva, l’idea era di scrivere una storia a comando, e agganciarla a una piattaforma di crowdfunding, e vedere cosa succede.
Buon compleanno.
Perciò ho chiesto ai cospiratori di darmi loro un’idea dalla quale partire per scrivere una storia.
Perché così è molto più divertente – per me e, si spera, per chi vorrà leggere.

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E pensavo a quella volta che poposero ad Harlan Ellison di scrivere in una giornata una storia che doveva avere come tema la mummia atlanteana di ventimila anni incinta.
Cose che i primi dieci minuti non li passi a fissare la pagina bianca, li passi a domandarti ma che diamine…
Però è divertente. Continua a leggere


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È qui la festa? – un insolito regalo di compleanno

La settimana passata, parlando della cordata di amici cospiratori che hanno tentato – contro ogni logica – di procurarmi una connessione a internet decente nel posto in cui vivo, ho accennato al fatto che questa è stata solo una delle cospirazioni che hanno preso vita attorno al mio cinquantesimo compleanno.

E mentre un gruppo di idealisti si scontrava con la patetica realtà tecnologica dell’Astigianistan, un altro gruppo di vecchi amici – loschissimi individui associati alla rivista LN ed alla antologia ALIA – hanno pensato che invece di mettermi dei soldi in una busta, come facevano i nonni una volta, o regalarmi una cravatta e un dopobarba, sarebbe stato meglio pensare a qualcosa di più specifico e… interessante.

Vuoi campare scrivendo?
E allora scrivi. Continua a leggere