strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti


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Alla (micro)ventura

Ho sempre invidiato molto Peter Fleming, non solo perché era uno scrittore decisamente migliore di suo fratello Ian, con uno straordinario controllo della propria prosa, capace di coniugare classe, ironia e una chiarezza esemplare, non solo perché attraversò tre quarti dell’Asia in maniera avventurosissima, spesso in compagnia di Ella Maillart, ma perché aveva sui documenti, alla voce Professione, la dicitura Avventuriero.

Ho qui di fianco al mouse il minuscolo ma indispensabile Piccolo Manuale del Perfetto Avventuriero, di Pier Mac Orlan, che qui da noi viene pubblicato da Adelphi – ma credo che neanche un volume Adelphi riesca a sdoganare sui nostri lidi la dignità dell’avventuriero.
Nazione di cialtroni, l’Italia resta un paese perbenista, nel quale gli avventurieri – e dio ci scampi, le avventuriere – vengono visti come qualcosa di aberrante, di impresentabile, con una ben definita aura di malaffare.

I genitori di un giovane futuro avventuriero rinuncerebbero volentieri a un po’ della loro parte di Paradiso pur di vederlo sparire senza esserne ritenuti responsabili.

Pierre Mac Orlan, Piccolo Manuale (ecc..), 1920

Diversa cosa sono le avventure, naturalmente – quelle ce le offrono regolarmente agenzie turistiche e travel & lifestyle blog.
Basta potersele permettere.

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215

Un post rapido per ringraziare tutti coloro che hanno supportato e stanno supportando la mia raccolta fondi su Facebook. È nata come un esperimento, “vediamo cosa succede” e in unpaio di giorni ha raggiunto e superato il target che avevo fissato. Siamo arrivati a 215 euro “ufficiali” (conosco almeno una persona che ha fatto una donazione senza passare per FB). E restano due settimane (perché il fundraiser sta esattamente a cavallo del mio compleanno).

Grazie davvero di cuore – mi piace soprattutto perché anche questa sarebbe una di quelle cose che “in Italia non funzionano”.

Aggiungo una nota volante – mi è stato segnalato che The Ocean Cleanup è una organizzazione criticata a livello accademico e “un po’ una bufala”.
Io avevo fatto qualche indagine prima di partire – c’erano in lista almeno altre due organizzazioni che mi parevano meritevoli e vicine ai miei interessi – e ho approfondito la cosa successivamente alla segnalazione.
Le obiezioni che ho trovato alla tecnologia di The Ocean Cleanup non mi sono parse esageratamente convincenti o definitive (è un po’ la storia della bici con le gomme a terra e i freni rotti), per cui conservola speranza che i soldi che stiamo raccogliando non vadano sperperati in donne e cavalli.

Grazie ancora a tutti.


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Settimana del Pianeta Terra: Solastalgia Portami Via

Oggi comincia la Settimana del Pianeta Terra, e noi parliamo di solastalgia – era in programma come podcast per Cartoline dalla Periferia, ma poiché quel progetto è al momento in sospeso, e poiché si tratta di un argomento importante, eccoci qui.

Cos’è la solastalgia?
La definizione da manuale è

Una forma di disagio psicologico o esistenziale causato dal cambiamento ambientale.

Il genere di sentimento che sta alle spalle del classico una volta qui era tutta campagna, in altre parole. Continua a leggere


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Un grado, forse due

Dal 14 al 21 ottobre sarà la Settimana del Pianeta Terra.
È la sesta edizione.
Da sei anni cerco di organizzare qualcosa qui in Astigianistan, ma pare che la weltanschauung locale non riesca ad arrivare oltre polenta e coniglio.
E allora?
E allora hai un blog, usa il blog.
Si comincia il 14, ma noi su strategie ci portiamo avanti col lavoro.

Immagino vi sia arrivata notizia del rapporto del comitato delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.
È uscito ieri.
E le notizie non sono buone.
E qualcuno dovrà pur parlarvene, no?
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Cose dell’altro mondo

Ho appena finito di leggere l’anteprima di un romanzo fantasy che mi ha segnalato la mia amica Marina – 400 e rotte pagine, tre euri in ebook.
Il romanzo (e l’anteprima) che inizia nel selvaggio nord, dove il sole può non mostrarsi “fino a otto mesi”…
E io mi dico, come “fino a otto mesi”?
Ora, i meccanismi astronomici non sono così approssimativi. Vediamo cosa ne dice Wikipedia…

A causa dell’inclinazione dell’asse su cui ruota la Terra, a latitudini superiori o almeno pari a quelle dei circoli polari (nord o sud), il Sole può restare sotto l’orizzonte anche durante tutto il giorno, per periodi variabili a seconda della maggiore vicinanza al polo geografico (dove la permanenza sotto l’orizzonte è di circa sei mesi, di cui solo in quelli centrali si realizza il buio diurno più intenso) o al circolo polare (dove il periodo massimo di permanenza sotto l’orizzonte è pari a poco meno di 48 ore)

Per cui OK, immaginiamo che il territorio descritto nel libro si estenda dal circolo polare al polo geografico. Questo giustificherebbe l’affermazione che il sole scompare “fino a sei mesi l’anno”… ma non otto. Continua a leggere